Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

JUKEBOX GRIGIOROSSO

Entrare nel paradiso della Serie A è difficile... ma lo è ancora di più restarci

Quello contro il Sassuolo era uno spareggio per decidere chi si sarebbe agganciato al convoglio di mezza classifica e chi sarebbe stato risucchiato verso il basso. Il verdetto del campo è stato impietoso

Giovanni Ratti

Email:

redazione@laprovincia.it

26 Gennaio 2026 - 12:16

CREMONA - La serie A è il paradiso terrestre delle squadre, ma il paradiso del pallone funziona in un modo tutto suo: entrarci è difficile, ma è ancora più difficile rimanerci. La Cremo se ne sta accorgendo sulla propria pelle. A furia di pareggiare le partite che potresti vincere e perdere quelle che potresti pareggiare si rischia di essere riaccompagnati all’uscita, come Adamo ed Eva.

Dopo la sconfitta col Sassuolo la contabilità grigiorossa guaisce come un cucciolo abbandonato. E il guaio è che i numeri sono uno specchio impietosamente fedele del campo, dove da un mese e mezzo non si batte chiodo. Quello del Mapei era uno spareggio per decidere chi si sarebbe agganciato al convoglio di mezza classifica e chi sarebbe stato risucchiato verso il basso. Il verdetto del campo è stato impietoso, e per evitarlo sarebbe bastato fare per bene un paio di cosette.

La prima. Lo sapevano anche i sassi che il Sassuolo ama partire forte e colpire per primo. C’era da stare in campana, soprattutto per una Cremo che solo una volta, contro un Como ridotto in dieci, è riuscita a rimontare lo svantaggio. E invece quel primo quarto d’ora ha marchiato a fuoco l’intera partita. Prima la catena impressionante di errori che ha portato al gol di Fadera, poi Vardy che sbaglia l’unica occasione da gol dell’intera partita.

Ora, Vardy ha fatto un errore non da lui, ma se tutti al bar parlano solo di questo è perché la squadra in tutto il resto della partita non è riuscita a darsi una sola chance per rimediare. Il tutto nonostante due fattori favorevoli. Il Sassuolo si è dimostrato tutt’altro che impermeabile nella tenuta difensiva. E come non succedeva da un pezzo la Cremo ha avuto a disposizione tutta una serie di calci piazzati, fra angoli e punizioni in zona d’attacco, cioè le situazioni da cui, nel primo quarto di campionato, sapeva spremere occasioni e gol. Ma niente da fare, Muric non ha avuto altre grane.

Il secondo tempo è stato peggio del primo, nonostante l’inserimento abbastanza vivace di Dennis Johnsen. Squadra calante quanto a lucidità ed efficacia, di cui già non zampillava. Quando poi è venuto il momento dei cambi, la forbice fra le possibilità attuali delle due squadre si è allargata in modo impietoso. Grosso ha tolto da cassetto l’argenteria a partire da Berardi, Nicola pur di rabboccare la benzina nei serbatoi della squadra ha inserito Faye e Folino, perché in panchina non c’era ombra di centrocampisti né di punte.

Fra responsabilità e attenuanti, il quadro è tutt’altro che rassicurante, perché le seconde sono inquietanti quanto le prime. Adesso arriva l’Inter e vabbè, poi si va a Bergamo e quasi vabbè, ma poi verrà allo Zini il Genoa, che dopo nove giornate aveva 11 punti meno della Cremo e adesso è alla pari. Urge recuperare un assetto affidabile, prima che i problemi diventino guai.

Pare che arrivi, anzi ritorni, Djuric, che di nome si chiama Milan ma nessuno è perfetto; mettere un pivottone come lui in mezzo all’area è una buona idea. Speriamo che ne vengano altre, di buone idee; ce n’è bisogno, perché restare in paradiso come direbbe Patty Pravo è un pensiero stupendo, ma bisogna meritarselo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • concittadino

    26 Gennaio 2026 - 14:48

    Infine, che senso ha avuto acquistare giocatori come Pezzella, Bondo, Sanabria e Mounbania se vengono utilizzati raramente e possiedono doti e qualita' tecniche discutibili.

    Report

    Rispondi

  • concittadino

    26 Gennaio 2026 - 13:56

    La crisi manageriale della Cremo, in sintonia con il rendimento della squadra, sta toccando il fondo: dove il centrocampo langue, si acquista una punta che non offre alcuna garanzia! La toppa peggiore del buco! 'Cat alura' valeva la pena di trattenere Lucca e Castagnetti. Non sara' una sorpresa se a fine febbraio la Cremo sara' in zona retrocessione.

    Report

    Rispondi

  • concittadino

    26 Gennaio 2026 - 13:43

    I tabloid sportivi danno per fatto l'acquisto di Djuric da parte della Cremo. Questo mi fa fare una comparazione. Se i monumenti di una citta' sono lo specchio della sua propria anima, cos i' i dirigenti di una societa' sportiva sono esattamente lo specchio della sua propria' anima. Djuric, dopo i fallimenti di Verona, Monza e Parma, non poteva che approdare a Cremona. Congratulazioni!

    Report

    Rispondi