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JUKEBOX GRIGIOROSSO

Cremo e Verona sullo stesso binario... occhio a deragliare

Il trenino di Nicola non può perdere la coincidenza con quello di Zanetti, se vuole riprendere a viaggiare sicuro e in orario sulle rotaie della salvezza

Giovanni Ratti

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redazione@laprovincia.it

18 Gennaio 2026 - 13:00

CREMONA - Il trenino grigiorosso da sei partite va più piano di tutti, ma la concorrenza non ne approfitta granché. Così fin qui non si stanno accumulando ritardi troppo gravi. L’alta velocità tenuta nel primo quarto di campionato fa ancora la differenza, e andasse avanti così si potrebbe viaggiare sereni come nelle pubblicità delle ferrovie, ciascuno sul proprio binario e verso il proprio destino.

Però, il campionato è come le ferrovie italiane, quelle vere non quelle della pubblicità; ogni tanto ci si ritrova in due sullo stesso binario, e allora incominciano i guai, come i pendolari sanno fin troppo bene. In campo ferroviario col binario unico arrivano ritardi, attese, arrabbiature. In campo calcistico va ancora peggio, perché quando si viaggia in due sul binario unico è inevitabile lo scontro. Per l’esattezza lo scontro diretto.

Cremonese-Verona è proprio quel tipo di scambio pericoloso, nel quale uno imbocca il binario della salvezza e l’altro finisce sul binario morto. Dopo non aver giocato la prima di ritorno, per motivi sui quali non è il caso di tornare, la Cremo deve ripartire in orario, se non vuole deragliare e ritrovarsi sul binario dei guai. Ovvio che non ci si può permettere il lusso di snobbare il Verona, che in casa perde quasi sempre ma in viaggio ogni tanto mette a soqquadro le stazioni dove passa, vedi Firenze dove ha vinto e Napoli dove non ha perso. E comunque ricordiamoci che al Bentegodi solo un Audero tentacolare evitò la sconfitta.

Fra i due allenatori, ognuno ha i suoi buoni motivi per avere notti agitate. Il Verona ha preso più gol di tutti, e a Zanetti mancano almeno due difensori titolari. La Cremo nelle ultime sei partite ha fatto solo i due gol al Cagliari, e Nicola senza Pezzella ha il solito problema della fascia mancina. La strategia giusta? Tenere lo zero a zero fino all’ultimo secondo di recupero, e fare gol quando non ci sarà più tempo per rimettere palla al centro. Lapalissiano ma non troppo, dato che la Cremo solo a Como ha raddrizzato un risultato storto, mentre in troppe occasioni si è fatta scappare il vantaggio.

Nicola dalla tribuna proverà a teleguidare i suoi attraverso un match irto di botole e trabocchetti come un vecchio castello scozzese. Attaccare esponendosi al contropiede di Giovane e compagni, o aspettare a rischio di far scoppiare uno stadio che sarà una pentola a pressione? A Nicola l’ardua sentenza.

Ci vorrà anche un po’ di fantasia, certo più di quella dimostrata da chi ha designato lo stesso arbitro dell’andata. Ok mandare Arena a Verona, a Cremona però non potevano mandare, che so, Mina? Guarda che esiste, Angelo Mina della sezione di Varese, arbitra partite di dilettanti ma magari farebbe anche meglio di tanti più illustri colleghi. Ma basta con le divagazioni. Il trenino grigiorosso non può perdere la coincidenza col Verona, se vuole riprendere a viaggiare sicuro e in orario sul binario della salvezza.

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