L'ANALISI
13 Gennaio 2026 - 15:03
CREMONA - Questa volta il Jukebox Grigiorosso inizia dalle canzoni che non ho gettonato. Piccola e fragile di Drupi, troppo ovvia per una Cremo che a Torino ha fatto la figura della barchetta di carta contro una nave da guerra. Poi quella canzone inglese in cui Bob Geldof se la prende con il lunedì; inopportuna, dato che ancora di lunedì si gioca in casa col Verona, partita che diventa la battaglia del Piave per una Cremo che non vuole farsi risucchiare nella zona rossa della classifica. Il lunedì è meglio tenerselo buono.
E allora non resta che prendersela con la Fatalità, che certo ci ha messo del suo in questo cinque a zero. Dal gol di carambola di Miretti che spiazza Audero colpendo in faccia Bremer, all’occasione di Zerbin che invece di tirare lancia il contropiede del raddoppio bianconero. Dal rigore per la Cremo cancellato dal var, a quello contro la Cremo che il var non ha il coraggio di cancellare, anche se è più infondato ancora dell’altro.
E il rigore che Audero para a Yildiz salvo non poter fare niente sul rimbalzo dal palo che regala al bianconero il tre a zero a porta vuota. Non ci sarebbe bisogno di Perry Mason o di Colombo per dimostrare che sul sanguinoso risultato ci sono le impronte digitali del caso, che come al solito accorre in soccorso del più forte. Come hanno fatto anche gli arbitri, detto per inciso.
Partita segnata dopo un quarto d’ora e sepolta all’intervallo, con la Juve che trova spianata la strada verso Audero e infierisce. Una valanga alla quale però la Cremo ha fatto troppo poco per opporsi. L’assist di Dennis a David per il palo colpito dopo nemmeno due minuti è stata la prima avvisaglia di una Cremo che aveva preso la partita contromano. E l’unico che ha trovato almeno la rabbia per ribellarsi è stato Nicola, che sul rigore revocato ha visto rosso in tutti i sensi.
A parte Audero che ha limitato almeno il bottino personale di Yildiz, non ha funzionato niente. E con tutte le attenuanti del caso si rafforza la sgradevole impressione di una squadra in involuzione, che si riflette in risultati calanti e in una classifica che - per fortuna pian piano grazie al passo lento di chi sta peggio ancora - è comunque lo specchio della situazione. Il che, detto a mercato aperto, è un chiarissimo avviso ai naviganti. Unica nota positiva aver rivisto almeno in distinta Michele Collocolo. Al quale, dato che la partita era diventata una specie di amichevole, si poteva magari dare qualche minuto tanto per riassaggiare l’erba del campo.
Sconfitte così corrodono il morale, non ci sono santi, la squadra si è sentita inadeguata come forse solo con l’Inter le era successo. Bisogna reagire subito, facile a dirsi certo ma lunedì c’è il Verona e se si sbaglia allora sì che tocca fare penitenza. La classifica è ancora rassicurante ma stagnante, non sto a dire da quanto non si vince perché non c’è bisogno di intaccare ancora di più il morale della truppa. Che deve trovare la forza anzitutto psicologica per rimettersi in marcia. Come diceva quel comico del Drive In? C’è da spostare una macchina. Ecco ragazzi, c’è da spostare una squadra. Spostare in avanti, mi raccomando.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris