L'ANALISI
05 Gennaio 2026 - 13:19
CREMONA - Quando ero soldato la cosa che odiavo di più era la tromba della sveglia alla mattina. Soprattutto d’inverno, saltare giù dal letto e sbattere contro il gelo della montagna non era un piacere. Però qualche volta è necessario essere tirati giù dal letto, dalla tromba in caserma, o dalla sveglietta sul comodino. In un modo o nell’altro, Cremo, svegliati. Speriamo che la scottante delusione di Firenze abbia almeno questo effetto.
Perdere al 92esimo fa male come un cerotto strappato senza complimenti, ma ha ragione Nicola quando parla di lezione da imparare una buona volta. Io non do troppa importanza ai numeri, lo sport non è una scienza esatta e il calcio meno ancora. Però a un certo punto è necessario fare i conti della serva. Si sono giocate 18 partite. Delle prime nove la Cremo ne aveva persa una, con l’Inter. Delle ultime nove ne ha perse sei. E nelle ultime quattro ha fatto un punto, segnando la bellezza di zero gol.
Danni di classifica pochi, dopo nove giornate si era noni con dieci punti sulla terzultima e 6 sulla quartultima, che io tengo d’occhio ritenendo che la Fiorentina finirà per sfangarla. Nella classifica leggermente zoppa di adesso il posto è il tredicesimo, con 9 punti di margine sulla zona rossa e ancora sei sulla quart’ultima. Per fortuna, anche chi sta sotto va piano.
Ma nelle prestazioni, tocca parlare di involuzione. A Firenze, tutto il peso della partita è ricaduto sulla fase difensiva. Di gioco, zero nel primo tempo, non abbastanza di più nel secondo. Nicola ha tolto Bondo dopo nemmeno mezz’ora prima che a toglierlo ci pensasse l’arbitro, ma con Grassi le cose non sono migliorate abbastanza. Al netto di un’innegabile generosità agonistica, il tasso tecnico è rimasto insufficiente, con Van de Putte troppo assorbito dalle folate viola per assistere l’attacco. Dove peraltro nessuno è attrezzato per tenere palla.
Primo tempo da fachiri, col pari portato in salvo anche grazie all’incrocio preso da Parisi e al rigore cancellato dal var. Nel secondo ci sarebbe stato qualche margine di manovra in più, ma si è pasticciato il pasticciabile e si è anche pagato il calo fisico di Pezzella, Payero e Bonazzoli, con cambi inefficaci non solo perché tardivi. La sconfitta è arrivata quando si pensava di essersela cavata, però il verdetto è duro ma non ingiusto.
Adesso arriva il Cagliari, partita da vincere e come tale scivolosissima per una squadra che sembra spremuta sul piano atletico. Non per niente Nicola per la prima volta ha risparmiato qualche minuto a Vardy. Ed è aperto il mercato, per il quale presento la lista, non breve, dei miei personalissimi consigli per gli acquisti: un difensore, un laterale mancino, un centrocampista di qualità e una punta di fisico con il gol nelle corde. Tutta gente a livello di titolare.
Chiedo troppo? Mi spavento troppo? Può darsi, ma se la squadra attuale lo vuole dimostrare incominci dalla partita con i rossoblù del nostro antico ex Pisacane. Sveglia ragazzi, lo so che fa freddo, ma non è il caso di crogiolarsi sotto la coperta ancora calda della classifica. Certe coperte, nel calcio, fanno presto ad accorciarsi.
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