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JUKEBOX GRIGIOROSSO

Fiorentina male in arnese, Cremo: lascia a casa la bontà

Personalità ed equilibrio sono i primi ingredienti che Nicola deve mettere a badili nella ricetta della sfida al Franchi. Insieme alla giusta dose di pura cattiveria collettiva

Giovanni Ratti

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redazione@laprovincia.it

03 Gennaio 2026 - 16:13

CREMONA - Quando vedi una squadra ridotta come la Fiorentina, con un quasi sempre dignitoso passato e un pessimo presente che minaccia un futuro ancora peggiore, fai l’angioletto e la risollevi o fai il diavoletto e la infilzi col forcone? La Cremo si è già trovata in una situazione del genere col Toro, e sappiamo come è andata amaramente a finire. Amaramente per noi, si capisce. A Firenze deve succedere qualcosa di completamente diverso, altrimenti a cosa servono le esperienze negative?

Certo la viola è male in arnese. Ultimo posto, secondo allenatore con la testa sul ceppo del boia, una vittoria in quasi mezzo campionato, quattordici partite di fila senza riuscire a non prendere gol, ritiro punitivo per tutti tranne per Kean che se ne è inventata una per bigiare. Pubblico oltre l’orlo della crisi di nervi. Poi leggi la formazione, De Gea in porta, Dodo e Gosens sulle fasce, il nostro ex Fagioli e Mandragora in mezzo, Kean e Gudmunsson davanti. E fai fatica a mettere insieme questo organico da metà classifica e la classifica umiliante che si ritrova.

Il parallelo con la recente trasferta al Grande Torino è evidente, e anche un po’ allarmante. Con i granata la Cremo ha difettato di personalità, cullandosi nell’illusorio imbarazzo iniziale degli avversari, finché questi sono inciampati nell’episodio fortunato e il coniglio è diventato leone. Il rigore che gli arbitri non hanno voluto vedere poteva cambiare il risultato, non la valutazione di una Cremo troppo timida. Errore da evitare come la peste al Franchi. Personalità ed equilibrio sono i primi ingredienti che Nicola deve mettere a badili nella ricetta. Insieme alla giusta dose di pura cattiveria collettiva.

La Cremo è messa bene, ma non deve sprecare occasione per mettere qualche altro mattone prima che finisca l’andata. Fra l’altro, se la Fiorentina non finisce una partita senza aver beccato gol dal 2 ottobre, è anche vero che la Cremo non segna da 282 minuti che sono una mezza eternità, anche perché nel frattempo le occasioni si sono rarefatte peggio dei miei capelli.

Ci sono circuiti da riattivare nel motore grigiorosso, in area avversaria devono succedere più cose più significative. Il rientro di Vandeputte promette di mettere in circolo qualche idea. In gennaio il calendario scavalla fra andata e ritorno; ma è anche un mese ricco di scontri diretti, e la partita di Firenze è un bivio in cui è vietato sbagliare strada. Partita da circoletto grigiorosso dunque, non ci faremo impressionare dal dettaglio statistico che con la Fiorentina si è vinto una volta sola, quando mio papà non era ancora nato. Il pensiero fisso deve essere fare risultato.

Per questo, Cremo, tira fuori il meglio del repertorio, magari ogni tanto tira in porta. E soprattutto, se al Franchi ti venisse un altro attacco di troppa bontà, ricordati di un film che non ha fatto la storia del cinema ma ha un titolo così adatto a te che gettono la sua colonna sonora per il jukebox grigiorosso: anche gli angeli mangiano Fagioli.

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