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MUSICA: IL VIDEO

"Salina", l'emozionante brano di Gaia Gozzi in ricordo del nonno Claudio

Nicola Barili

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08 Gennaio 2022 - 14:36

VIADANA - La cantante Gaia Gozzi ha dedicato una canzone e un videoclip davvero originale al nonno Claudio, storico dirigente del Gruppo Saviola scomparso nel 2018. Il brano si intitola «Salina», sì proprio come la frazione di Viadana in mezzo alla campagna. Qui il nonno aveva un casale che utilizzava nel tempo libero, organizzando pranzi e cene con i familiari e ospitando gli amici. «Tu mi proteggerai/Da lontano ma mai/Lascerai la mia mano/L’equatore da qua/Fa una linea che va/Dal Brasile ai campi di grano»: questo è il ritornello del brano, che unisce le origini viadanesi e brasiliane di Gaia a cui si è ispirata anche per trasformare le parole in immagini, come lei stessa racconta: «Avremmo dovuto girare un video ufficiale ma a causa della mia recente positività al Covid e alla necessaria quarantena, siamo ricorsi a una soluzione alternativa». Cioè un filmato che è un collage in bianco e nero di fotografie di famiglia e video casalinghi (con i nonni italiani e quelli brasiliani, con la madre Luciana, il padre Dario e le sorelle, con parenti e amici), alternati alle sequenze di Gaia che canta davanti al fuoco di un camino. «Ringrazio i miei familiari per avermi concesso di raccontare apertamente parte del nostro mondo», sono le parole della cantante.

L'ARTE DELL'OSPITALITA'

«Salina era il posto preferito da nonno Claudio. Sapeva come dare vita a un luogo che fino a prima non possedeva anima alcuna. Lo curava, lo riempiva di persone, ammaestrandolo alla poetica arte dell’ospitalità, ci mangiava e beveva bene, raccontando, dalla sua estremità prediletta del tavolo, aneddoti intervallati da lunghi silenzi, sicuramente dovuti alla sua indole pacata e a qualche sbuffo di sigaretta, ma in fondo anche per dare giusta importanza a ogni parola detta. Era un uomo dall’animo generoso, gentile e riservava ai suoi nipoti affetto puro e lezioni di vita che difficilmente dimenticheremo. Riesco a sentire la sua presenza quando chiudo gli occhi alla ricerca di conforto, quando devo prendere decisioni importanti, perché so che avrebbe fatto la cosa giusta, scegliendo sempre il bene. Salina in fondo non è solo un posto, una casa, un luogo fisico, ma è il rifugio che porteremo sempre nel petto, fieramente. E ovunque ci troveremo, il nostro angelo custode arriverà a versarci un bicchiere di lambrusco e a sussurrarci che alla fine ‘andrà tutto bene…’».

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