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Luigi Garlando presenta "L'Album dei Sogni"

Garlando racconta il grande romanzo della famiglia Panini, che ha fatto sognare i bambini

Paolo Gualandris

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pgualandris@laprovinciacr.it

10 Novembre 2021 - 05:25

CREMONA - «Muretto», «celo, manca», «lancio lungo»... intere generazioni di bambini dal secondo dopoguerra a oggi hanno giocato e continuano a giocare dandosi battaglia per la conquista delle figurine dei calciatori (ma non solo) degli avversari; in ogni città gli stessi giochi, magari con nomi diversi. Ma tutti con un minimo comune denominatore: erano e sono figurine Panini. Dal cognome di quattro fratelli modenesi che hanno inventato un mondo nuovo.

La storia affascinante, divertente ed educativa di questa famiglia è stata raccontata come un romanzo da Luigi Garlandoo, scrittore cult tra i giovanissimi (è suo «Perché mi chiamo Giovanni»?) e penna di punta della Gazzetta dello Sport, nel libro «L’album dei sogni». Garlando e il suo libro sono i protagonisti della videorubrica «Tre minuti un libro».

UNA FAMIGLIA STRANA. Un famiglia strana, forte, unita, una storia di impresa d’altri tempi. «Sono una famiglia di ricchi che vivono come poveri», scrive Garlando, che spiega: «È un po’ la loro unicità è quella di essere sempre stati molto uniti e quindi non c’è quella conflittualità che spesso caratterizza tante famiglie e poi anche questo pudore nella ricchezza perché loro poi sono diventati ricchi davvero , hanno costruito un impero che conquistato il mondo però, e questo mi ha impressionato quasi subito quando li ho conosciuti, i Panini non abbiamo mai avuto una Ferrari, l’auto simbolo della ricchezza. È quasi il pudore di non mostrare questa ricchezza e quindi aver mantenuto i valori con cui sono stati educati che sono quelli della terra, dei patriarchi. Non dimentichiamo che quando la famiglia ha venduto il gruppo ha incassato 150 miliardi di lire, nel 1988: pensate che cosa erano erano 150 miliardi di lire».

L'INIZIO DELL'AVVENTURA. Torniamo agli albori dell’avventura. Il momento cruciale è verso la fine della Seconda guerra mondiale, quando Olga, vedova di Antonio Panini, decide, insieme ai suoi otto figli, di acquistare l’edicola di corso Duomo, nel centro di Modena.

Il prima è la storia di Antonio, scampato miracolosamente alla Grande Guerra, combattuta in trincea; del suo amore infinito per Olga, detta «la Casereina», perché figlia del casaro; e di come nel durissimo momento tra le guerre i due abbiano costruito una famiglia tanto numerosa quanto movimentata. Fino alla sua morte prematura, a 44 anni, nel 1941.

Il dopo è una grande saga famigliare, una delle più affascinanti avventure imprenditoriali della storia italiana, fatta di spirito d’iniziativa, fiuto per gli affari, passione, lavoro, inventiva. Una storia che poteva avvenire solo nell’Italia che rinasce dopo la guerra, e nell’Emilia-Romagna del boom economico, della Ferrari e della Maserati e delle prime lotte operaie, delle donne «di zigomo forte» e del calcio che diventa fenomeno popolare, del prosciutto e dello gnocco fritto, e che poteva avere come protagonista solo una famiglia come quella dei Panini. Dal più vecchio, Giuseppe, al piccolo Franco Cosimo, passando per tutti gli altri fratelli e sorelle, in quegli anni crescono, imparano, si innamorano, fanno figli, si ammalano, guariscono, e soprattutto lavorano, e l’edicola di corso Duomo si ingrandisce, le nuove idee si susseguono, fino a quando non arriva quella che cambierà tutto: le figurine che hanno fatto sognare milioni di italiani.

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