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IL MEDICO RISPONDE. IL VIDEO

Endometriosi, il dolore non è mai normale: i segnali da non ignorare

La dottoressa Annalisa Abbiati spiega sintomi, terapie e impatto sulla fertilità. Fondamentale riconoscere presto la malattia per migliorare la qualità della vita

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

29 Marzo 2026 - 05:30

CREMONA - Protagonista della rubrica ‘Il medico risponde’ è la dottoressa Annalisa Abbiati, direttore f.f. di Ostetricia e Ginecologia dellOspedale di Cremona.

Endometriosi, cos’è e come si riconoscono i primi segnali?
«L’endometriosi è una patologia benigna, cronica, caratterizzata dalla presenza di endometrio – il tessuto che normalmente riveste l’interno dell’utero – al di fuori della cavità uterina. Questo tessuto può depositarsi sulle ovaie, sulle tube o sul peritoneo pelvico, dando origine a lesioni di varie dimensioni. Sotto l’influenza degli ormoni ovarici, queste cellule rimangono attive e provocano dolore, che è il sintomo principale della malattia. Il dolore può comparire prima, durante o dopo la mestruazione, oppure durante i rapporti sessuali, ed è spesso intenso e resistente agli antidolorifici tradizionali».

Colpisce soltanto le giovani donne o può comparire a qualsiasi età?
«L’endometriosi è tipica dell’età fertile perché dipende dagli ormoni. L’incidenza maggiore si osserva tra i 20 e i 30 anni, ma esistono ragazze molto giovani che avvertono dolore già dal menarca, che può accompagnarle per tutta la vita. È raro che insorga dopo i 30-40 anni, perché di solito la sintomatologia si manifesta prima e permette di identificare la malattia in giovane età».

Può avere conseguenze sulla fertilità e sulla salute a lungo termine?
«Sì, la letteratura scientifica lo conferma da oltre vent’anni. L’endometriosi può ridurre la riserva ovarica, soprattutto quando sono presenti cisti endometriosiche, e creare uno stato infiammatorio cronico che può compromettere l’impianto dell’embrione. Non tutte le forme influenzano allo stesso modo la fertilità: per esempio, l’endometriosi rettovaginale ha un impatto minore rispetto a quella ovarica o peritoneale, ma resta una condizione da monitorare attentamente».

Quali terapie e trattamenti esistono oggi?
«Il gold standard è la terapia ormonale estroprogestinica, che può essere assunta per via orale, vaginale o transdermica. Se la paziente non risponde, si può passare a terapie progestiniche, assunte quotidianamente e spesso molto efficaci nel controllo del dolore. Nei casi più resistenti si ricorre a terapie di terza linea, che agiscono sull’asse ipotalamo-ipofisi per modulare l’attività ormonale, riducendo i sintomi in pazienti refrattarie alle terapie convenzionali. È possibile integrare queste cure con terapie antidolorifiche mirate, che agiscono sulle citochine infiammatorie tipiche dell’endometriosi».

Quando è indicato l’intervento chirurgico?
«La chirurgia deve essere valutata con attenzione, perché la malattia è cronica e i trattamenti possono essere necessari per decenni, dal menarca alla menopausa. Non sempre servono interventi multipli: la chirurgia va riservata ai casi realmente necessari e giocata come una “carta strategica” nel percorso terapeutico».

Alimentazione, sport e abitudini quotidiane: che cosa può aiutare davvero?
«La dieta antinfiammatoria può essere utile per ridurre gonfiore, tensione addominale e ritenzione idrica, ma va sempre calibrata con un nutrizionista. L’approccio migliore resta multimodale: terapia ormonale, gestione del dolore, alimentazione e attività fisica regolare che favorisce lo smaltimento dei prodotti infiammatori. Non esiste un unico rimedio, ma un insieme di strategie mirate a migliorare la qualità della vita».

Quanto incide sulla qualità della vita?
«Nelle forme più severe, l’endometriosi può limitare la quotidianità, il lavoro e lo studio. Intervenire precocemente è fondamentale per ridurre l’impatto della malattia e migliorare il benessere generale».

Il dolore mestruale è sempre normale?
«No, ed è un messaggio cruciale: negli anni si è normalizzato un dolore che in realtà non è fisiologico. La normalità è un dolore leggero, breve e gestibile senza ripetute somministrazioni di antidolorifici. Dolore intenso, persistente o limitante va sempre approfondito con uno specialista per evitare diagnosi tardive e complicazioni».

La rubrica, realizzata insieme ad Asst di Cremona, può essere ascoltata sul sito del quotidiano La Provincia di Cremona e di Crema e anche sul suo canale YouTube.

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