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IL MEDICO RISPONDE. IL VIDEO

Il PUA: come orientarsi nei servizi sanitari e sociali

Accoglienza, orientamento e supporto personalizzato: cittadini guidati verso le soluzioni più idonee

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

22 Marzo 2026 - 05:30

CREMONA - Protagonista della rubrica ‘Il medico risponde’ è la dottoressa Rosa Sora, coordinatrice degli Infermieri di famiglia e comunità (Ifec) dell’Asst di Cremona.

Che cos’è il PUA?
«Il PUA (Punto Unico di Accesso) è la ‘porta d'ingresso’ della Casa di comunità. Non è un semplice sportello informazioni, ma il luogo dove avviene l’accoglienza, l’orientamento e l’analisi del bisogno del cittadino, con l’obiettivo di individuare le risposte più adeguate».

In poche parole, come definirebbe il ruolo del PUA all'interno della Casa di Comunità?
«È il cuore pulsante dell’orientamento. Il PUA serve a decodificare i bisogni dei cittadini, che spesso arrivano con problemi complessi, e a indirizzarli verso il percorso di cura o assistenza più corretto, evitando che si perdano nei meandri della burocrazia sanitaria e garantendo un accesso più semplice ai servizi».

Chi può rivolgersi al PUA e per quali motivi principali?
«L’accesso è libero e rivolto a tutti i cittadini, ma è fondamentale soprattutto per le fasce fragili: anziani, persone con disabilità o famiglie in difficoltà economica/sociale. Ci si rivolge al PUA per attivare alcuni servizi come per esempio gli infermieri di famiglia, le cure domiciliari, visite specialistiche a domicilio per utenti non trasportabili, l’UPG (Ufficio di protezione giuridica) per le nomine di amministratore di sostegno o per fragilità che richiedono l'intervento dell’équipe disabilità, delle assistenti sociali o del servizio di psicologia».

Si parla spesso di ‘integrazione’. In che modo il PUA mette in dialogo sanità e sociale?
«Questo è il vero valore aggiunto. Nel PUA operano spesso figure diverse: infermieri di famiglia e comunità (Ifec) e assistenti sociali. Quando una persona ha un problema di salute aggravato da una condizione di solitudine o povertà, il PUA attiva un progetto personalizzato che copre entrambi gli aspetti, senza che l'utente debba rimbalzare da un ufficio all’altro, ma trovando in un unico luogo risposte coordinate».

Cosa succede concretamente dopo che un cittadino espone il suo problema allo sportello?
«Avviene una prima valutazione. Se il bisogno è semplice, si risolve con l’orientamento al servizio idoneo. Se il bisogno è complesso, si attiva una équipe di ‘Valutazione Multidimensionale’ che stabilisce quali servizi devono intervenire, costruendo un percorso assistenziale su misura per la persona».

Molti cittadini confondono il PUA con il CUP. Qual è la differenza sostanziale?
«È una distinzione cruciale. In Casa di comunità sono presenti entrambi. Il CUP è uno sportello amministrativo per prenotare visite ed esami già prescritti. Il PUA è uno sportello di valutazione sanitaria e sociale: serve a capire di cosa hai bisogno prima ancora di come prenotarlo, rappresentando quindi un punto di partenza importante e non solo operativo».

Dove si trova il PUA?
«All'interno della Casa di comunità in via San Sebastiano 14 a Cremona, facilmente accessibile ai cittadini che necessitano di orientamento e supporto».


La rubrica, realizzata insieme ad Asst di Cremona, può essere ascoltata sul sito del quotidiano La Provincia di Cremona e di Crema e anche sul suo canale YouTube.

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