Ambra ha scelto «la polizia per passione» (l’inizio al Commissariato centro di Torino per due anni). E se tornasse indietro, «lo rifarei: è il lavoro che più mi si addice, perché ho un forte senso istituzionale. Mi fa piacere svolgere un lavoro che possa dare serenità alle famiglie, ai cittadini. Mi sento utile come può esserlo un medico: sono mestieri che possono migliorare la vita delle persone».
Napoletano di nascita, romano di adozione, la carriera tra Lazio, Sicilia e Piemonte, Ambra spiega la missione del suo nuovo mandato da numero uno della Questura: «La cosa più importante per il questore è, innanzitutto, portare la polizia per strada. Il controllo del territorio è la priorità, perché consente di individuare le problematiche che maggiormente danno fastidio al cittadino. Il contrasto delle forze di polizie non è soltanto al crimine organizzato, che ha la sua priorità, ma ha priorità anche il micro-crimine che infastidisce le famiglie e le persone».
Di sé, il neo questore Ambra dice: «Ho una particolare sensibilità per le tipologie di reati che riguardano le fasce deboli che vanno tutelate: i giovani, le vittime di violenza di genere e gli anziani». Sposato con Barbara, lei dirigente della Polizia di Stato, capo della Polaria dell’aeroporto di Torino-Caselle, Ambra è padre di due ragazzi liceali di 17 e 15 anni.
Da papà «comprendo quali sono le ansie delle famiglie. Io vorrei che quando un figlio esce, il padre e la madre siano tranquilli. Mi sforzerò al massimo per cercare di far percepire la sicurezza il più possibile vicina alla serenità. Sono obiettivi che si raggiungono non solo come Polizia. È necessario un lavoro sinergico, come vi è stato sino ad ora, con l’Arma dei carabinieri, la Guardia di Finanza, il prefetto, che è una autorità politica cittadina, e le altre istituzioni. Io posso dare il mio contributo, portando la mia esperienza». Sulle violenze di genere «che tediano la nostra società», la Squadra mobile è attentissima alla materia. E «non da ultimo», la «tutela degli anziani», vittime di truffe, reati che poi mortificano le vittime, di solito anche sole nelle loro abitazioni».
«Onorato» di poter scegliere altre città («Per correttezza non dico quali»), Ambra ha scelto Cremona «per la mia particolare professionalità sulla gestione degli eventi sportivi: è quella che mi dà la maggiore possibilità di poter contribuire, perché poi ognuno porta la propria esperienza».
Una carriera, la sua, «caratterizzata dalla polizia di prevenzione», costellata di operazioni che hanno avuto risonanza nazionale. Da capo della Digos a Catania, Ambra ricorda «la gestione dei primi grandi sbarchi: una situazione molto complessa anche dal punto di vista umanitario». E il caso C-Star, «una nave noleggiata nel 2017 da un’organizzazione di estrema destra che aveva l'obiettivo di contrastare le operazioni delle Ong attive nel salvataggio dei migranti nel Mar Mediterraneo. Grazie ad un’attività capillare e meticolosa, siamo riusciti a evitare la partenza di questa nave da Catania». Ricorda «la gestione delle piazze»: il G7 a Taormina, gli scontri e le contestazioni per la visita in Sicilia di Matteo Renzi alla Festa dell’Unità.
Poi, «l’incarico più formativo a Torino, la patria degli anarco-insurrezionalisti e dell’antagonismo in Italia. La sola mobilitazione contro il movimento più violento della Tav la fa da padrona dal punto di vista della piazza». Tra le «più importanti operazioni della lotta all’antagonismo», Ambra cita l’operazione ‘Scintilla’ «che ha portato allo sgombero, nel febbraio del 2019, dello storico centro sociale anarco-insurrezionalista ‘Asilo’ di Torino, e alla esecuzione di diverse misure cautelari per associazione eversiva. In tale ambito, il 30 marzo, in occasione della manifestazione internazionale organizzata a Torino in solidarietà agli anarchici coinvolti nell’inchiesta giudiziaria, Ambra ha coordinato e diretto le attività preventive, «riuscendo a isolare, per bravura e per fortuna, circa 200 anarco-antagonisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, e sequestrando un vero e proprio arsenale (bottiglie con liquido infiammabile, artifici esplodenti, fumogeni, biglie e bocce di ferro, mazze di legno e ferro, martelli, caschi, maschere antigas, materiale per travisamento). Abbiamo evitato che il blocco nero si unisse alla manifestazione per attuare azioni violente. Siamo riusciti a far svolgere la manifestazione in piena tranquillità. Penso che sia la cosa più bella che ho fatto nella mia carriera professionale, perché prevenire grossi danni a una città è la cosa più importante, è la cosa che mi inorgoglisce di più».
Nel curriculum di Ambra ci sono le operazioni contro la violenza sportiva. Obiettivo: «Riportare le famiglie con i figli allo stadio». È successo a settembre del 2019 con l’operazione ‘Last Banner’, «il contrasto ai leader dei principali gruppi ultrà della Juventus denunciati (poi condannati), a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere, estorsione e violenza privata ai danni della società calcistica e dei tifosi normali della curva». «Lo scopo principale — evidenzia il neo questore Ambra — era riportare le famiglie all’interno dello stadio, non lasciare la curva in mano a organizzazioni violente. I capi ultrà allontanavano, anche con spintoni, i padri con i figli. C’erano le denunce dei papà contro questi che prevaricavano. Oggi, nella curva della Juve, le famiglie vanno con i figli». E «sempre con la Juventus - aggiunge Ambra — abbiamo fatto una bellissima operazione anti-razzismo». L’anno è il 2023, 4 aprile. All’Allianz-Stadium, durante la semifinale d’andata di Coppa Italia Juventus-Inter, «siamo riusciti a individuare circa 180 persone che fecero cori razzisti contro Romelu Lukaku. Li abbiamo denunciati e sottoposti a provvedimento Daspo».
In tema di violenza sportiva, Ambra torna al 2019. Al «rimpatrio di 54 hooligans dell’Ajax intercettati poco prima dell’ingresso nella città di Torino per i quarti di finale di Champions League contro la Juventus. Nella partita di andata c’erano stati incidenti, temevamo scontri anche in quella di ritorno. Abbiamo bloccato i pullman su cui viaggiavano, sequestrato mazze. Per la prima volta, sono stati adottati provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico. Li abbiamo immediatamente accompagnati alla frontiera, scortati nel loro Paese, evitando criticità per l’ordine pubblico».
Sul fronte del Torino calcio, a dicembre del 2019, Ambra ricorda l’operazione ‘Last Spring’ con «i 75 Daspo nei confronti degli aderenti al gruppo oltranzista dei Torino Hooligans che creavano incidenti. Siamo riusciti a debellare questo gruppo, a portarlo fuori dalla curva e a restituire la tranquillità alle famiglie. Penso che sia la cosa più bella che ho fatto nella mia carriera».
Con la Cremonese in serie A, «cercheremo di predisporre al meglio i servizi di ordine pubblico con un minimo impatto nella circolazione stradale». È «sul pezzo», il neo questore: «A Crema ci sono la Pergolettese in C, il Crema in D; nel basket, la Vanoli in A e la Juvi in A2».
«Di Cremona - prosegue Ambra — mi hanno parlato benissimo: una città ricca, elegante, un salotto. Una città generalmente tranquilla». La sua famiglia è rimasta a Torino. «Una distanza accettabile, perché poi un questore rimane sempre in sede, è un’autorità di pubblica sicurezza e la responsabilità la sente non solo dal lunedì al venerdì, ma anche il sabato e la domenica, la sente anche il giorno di Natale. Il mio compito è quello di non assentarmi dalla città il più possibile». E se «sono arrivato dove sono arrivato oggi, è grazie a mia moglie. Essendo una collega, si è però occupata della famiglia. Io ho lavorato in serenità, grazie a lei».