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Il prefetto alla Libera e in redazione: «Ecco come garantiamo sicurezza e legalità»

L'intervista a Corrado Conforto Galli: «Cremona città vivace. La prevenzione resta sempre l’arma più efficace»

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

10 Giugno 2022 - 05:25

CREMONA - A tre mesi dall’insediamento al Palazzo del Governo (il 7 marzo scorso), il Prefetto di Cremona Corrado Conforto Galli ieri ha incontrato i vertici dell’Associazione Libera Agricoltori Cremonesi nella sede di piazza del Comune - accolto dal presidente Riccardo Crotti, dal vicepresidente Amedeo Alfredo Ardigò, dai consiglieri Elisabetta Quaini ed Andrea Guarneri e dal direttore Andrea Belloli - e ha fatto vista alla redazione del giornale «La Provincia», dove ha incontrato il direttore Marco Bencivenga e i giornalisti della redazione.

Il prefetto Corrado Conforto Galli nella redazione de La Provincia

Prefetto Conforto Galli, a quasi 100 giorni dal suo insediamento, che idea si è fatto di Cremona e del suo territorio?


«Questi mesi hanno confermato l’impressione che ho avuto fin dall’inizio. Cremona è una città molto accogliente e con una spiccata vocazione istituzionale, oltre che con una grande vivacità culturale. Ho trovato un’ottima sinergia interistituzionale, fin dal mio primo giorno di lavoro, quando abbiamo dovuto affrontare l’emergenza dei profughi in arrivo dall’Ucraina. Tutto ciò ha accelerato il percorso di conoscenza con i sindaci. L’impegno della Prefettura è stare al loro fianco, supportarli non solo nell’ambito della sicurezza pubblica, ma, nel confine tracciato dalla norma, anche nelle difficoltà che derivano dalla carenza di risorse e di personale. Penso ai segretari comunali che spesso si devono sobbarcare più Comuni. O al caso del Comune di Robecco d’Oglio in cui non si sono trovati candidati per la carica di sindaco, tanto da dover essere commissariato: un segnale di disaffezione alle istituzioni democratiche che ci deve far riflettere».

Amedeo Ardigò, Riccardo Crotti, Corrado Conforto Galli, Elisabetta Quaini e Andrea Belloli nella sede della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi

Con il Cremona Pride la città è balzata agli «onori» delle cronache nazionali per l’oltraggio compiuto contro l’immagine della Madonna. In questi casi qual è il raggio di azione della Prefettura?


«Per ogni manifestazione pubblica gli organizzatori presentano una richiesta in Questura indicando il programma e il percorso dell’eventuale corteo. Insieme, si analizzano tutti gli aspetti logistici e, se non ci sono pericoli per l’ordine pubblico, l’evento è autorizzato. Nel caso specifico del Cremona Pride non si sono evidenziate problematiche di ordine pubblico: in tempo reale la manifestazione si è chiusa senza segnalazioni o particolari motivi di criticità. L’esposizione dell’immagine che ha finito per danneggiare l’intera manifestazione non era stata cosi notoriamente evidenziata nel corso della manifestazione: tutto è nato dopo e sono in corso indagini della polizia giudiziaria per capire cosa sia successo e perché, tenendo conto che il rischio di infiltrazione esiste in qualsiasi tipo di evento».

Un momento della visita del prefetto Corrado Conforto Galli nella sede della Libera in piazza del Comune

In tema di sicurezza pubblica, Cremona come si posiziona a livello regionale?


«I dati dicono che è la città più sicura della Lombardia, un primato su cui non bisogna cullarsi: la realtà va monitorata non solo attraverso azioni di controllo e vigilanza del territorio con la forze dell’ordine, ma anche con azioni di carattere preventivo in sinergia con le realtà del territorio, a partire dai Comuni, dal mondo della scuola e dal sociale. In questa direzione va il Comitato Provinciale Ordine Sicurezza Pubblica, un organo collegiale che governa le politiche della sicurezza e prevede la presenza dei sindaci, laddove ci sia un fatto che interessa un particolare ambito territoriale. Nel segno della collaborazione con le istituzioni nei giorni scorsi abbiamo iniziato a fare una serie di Comitati itineranti, a partire da Crema, suddividendo il territorio in sei macroaree. In ognuna di queste coinvolgiamo una ventina di sindaci, per avere interazioni reali guardandosi negli occhi. Insomma, per capirsi e per conoscersi. Ciò permette di intercettare le esigenze e i problemi reali delle diverse comunità. Le istituzioni vivono e sanno essere efficaci se costruiscono relazioni fra le persone: questo è il punto di partenza che mi preme sottolineare con forza».

L'intervista nella redazione del quotidiano La Provincia di Cremona e Crema

Per rimanere in tema di sicurezza dell’ordine pubblico, con la promozione della Cremonese in Serie A alla Prefettura spetterà il compito di gestire afflussi molto importanti delle tifoserie ospiti. Come vi state preparando?


«La promozione della Cremonese in A è un motivo di orgoglio per tutta la comunità. Certo, questo comporta per l’ordine e la sicurezza pubblica un’importante sforzo supplementare. L’accoglienza delle tifoserie che arriveranno richiederà un’organizzazione capace di dare risposta a numeri superiori rispetto al passato, ma stiamo già lavorando in collaborazione con il Comune e con l’Us Cremonese per predisporre tutto ciò che è necessario. È già pronto un cronoprogramma per l’adeguamento dello stadio agli standard della serie A. Con ogni probabilità le prime due partite in casa non si giocheranno allo Zini, ma a Cesena: si attende solo l’ufficialità della scelta. Per quanto riguarda l’ordine pubblico stiamo lavorando per creare parcheggi riservati agli ospiti nell’area dell’ex Ortomercato affinché tutte le operazioni di accoglienza e incanalamento dei tifosi possano svolgersi in sicurezza. Per questo motivo sono stati individuati ulteriori stalli che permetteranno di gestire l’arrivo delle tifoserie e sarà rifatta la copertura del canale che scorre sotto via Annona. Alcuni lavori saranno effettuati subito, altri durante la pausa invernale del campionato, in occasione dei Mondiali di calcio».

Il prefetto Corrado Conforto Galli con il presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e Confagricoltura Lombardia Riccardo Crotti

In questi giorni la Prefettura è al lavoro per gestire la macchina elettorale dei Referendum e delle Amministrative. A poche ore dall’apertura delle urne, è tutto pronto?


«La procedura elettorale è in capo ai nostri uffici dall’indizione dei comizi fino allo spoglio delle schede voto. In questi giorni ci stiamo occupando del controllo e del distribuzione dei materiali elettorali in tutti i seggi della provincia. I materiali sono raccolti alla caserma “Col Di Lana” e da lì partiranno per ogni singolo seggio. È un impegno molto importante, anche se spesso passa sotto silenzio. Oltre a questo, c’è il servizio di ordine pubblico, svolto dalle diverse forze di polizia. Approfitto dell’occasione per ricordare a tutti gli elettori e ai presidenti di seggio che l’uso della mascherina non sarà obbligatorio, ma è fortemente raccomandato».

La provincia di Cremona è un territorio a forte vocazione agrozootecnica e sta attraversando un momento particolarmente delicato per quanto riguarda la siccità e le ripercussioni del conflitto russo-ucraino. In questi ambiti quali margini di intervento ha la Prefettura?


«Per quanto riguarda la crisi idrica e la siccità ci siamo messi in ascolto del territorio come rappresentanza del Governo sul territorio e abbiamo poi trasferito ai livelli superiori le informazioni ricevute. Nel caso della siccità abbiamo cercato di stimolare l’autorità governativa e la Regione ad autorizzare il rilascio di più acqua dagli invasi alpini verso i laghi e a cascata sul territorio cremonese. La nostra azione rimane nei confini della moral suasion, ma come osservatorio privilegiato sul territorio, laddove si rilevino particolari esigenze, rappresentiamo le richieste agli organi centrali».

La sicurezza del territorio e alle sue esigenze si declina anche nella prevenzione dei rati «giovanili», con particolare riferimento al cyberbullismo e alle dipendenze?


«Il Protocollo steso con le scuole e con gli enti del territorio rappresenta una buona pratica, che è stata accolta dal Ministero come esempio virtuoso a livello nazionale. Si tratta di un’attività che gestisce un numero di casi importanti e che ottiene significativi riscontri, grazie al coinvolgimento del bullo, delle vittime e di diversi esperti in un percorso comune di consapevolezza e di riabilitazione. Si tratta di un’attività che ho trovato solo nella Prefettura di Cremona e rappresenta un’ eccellenza davvero unica a livello nazionale. Un bel segnale in risposta a un fenomeno amplificato anche dall’uso delle nuove tecnologie e dei social media. Troppi, nascondendosi dietro uno schermo, possono avere comportamenti socialmente pericolosi. Ma la Polizia postale è attivissima nel monitoraggio di ogni tipo di abuso. E la prevenzione resta l’arma più efficace anche in questo campo».

VIDEORIPRESE: RICCARDO ROSSI

FOTO: FOTOLIVE/PAOLO SANTE CISI

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