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GIUSTIZIA. INAUGURAZIONE

Anno giudiziario, il presidente Castelli: «Senza lockdown ci aspettavamo picco di reati»

In collegamento il tribunale di Cremona, come quelli degli altri distretti, per evitare assembramenti

La Provincia Redazione

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22 Gennaio 2022 - 10:56

BRESCIA/CREMONA - Alle ore 12.04 il presidente Claudio Castelli ha dichiarato aperto l'Anno giudiziario 2022 nel distretto della Corte d'appello di Brescia.

Secondo il presidente dalla Corte d’appello di Brescia Claudio Castelli, «fortunatamente il numero di reati commessi risulta in calo anche quest’anno, al di là di una diffusa e spesso ingiustificata percezione di insicurezza, mentre avremmo dovuto aspettarci un picco di aumenti, non avendo avuto quest’anno lockdown».

«Un risultato che non è casuale - ha detto Castelli durante l'inaugurazione dell’Anno giudiziario - ma deriva anzitutto dall’attività di prevenzione svolta, a partire dalle campagne e lezioni per la legalità per arrivare all’efficace controllo del territorio che Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizie locali svolgono ogni giorno con un silenzioso coordinamento quotidiano».

Per quanto riguarda i reati è stato sottolineato che «sono in aumento il reato di indebita percezione di contributi finanziamenti e simili concessi dallo Stato, da altri enti pubblici o dall’Unione Europea che passa dagli 89 casi dell’anno precedente agli attuali 167».

«Purtroppo quanto manca alla politica sulla giustizia è una cultura empirica che parta da dati ed esperienze al di là di impressioni e singoli episodi enfatizzati e di interesse ad una politica di lungo respiro». Lo ha sottolineato il presidente Castelli. «Ciò porta ad affastellare riforme a nuove riforme, senza mai aspettare gli effetti di quella precedente e senza analizzarne i risultati e a prospettare grandi riforme più per l’effetto propagandistico e taumaturgico che la parola «riforma» suscita che per i concreti risultati che si possono avere. Con una chiara preferenza per le riforme processuali che solo nell’apparenza sono quelle più incisive e determinanti per abbreviare i tempi processuali ed assicurare un più equo contraddittorio», ha spiegato Castelli.

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