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INQUINAMENTO

Tamoil, esposto dei Radicali: "L'inquinamento prosegue: è notizia di reato"

Ruggeri: "Un atto dovuto". E Ravelli: "La bonifica deve essere effettuata dall'azienda"

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

07 Gennaio 2022 - 14:38

CREMONA - Pochi giorni fa la Canottieri Bissolati ha diffuso i risultati delle rilevazioni che testimoniano la persistente presenza di idrocarburi e gas nocivi nelle acque di falda. E oggi i vertici cremonesi del Partito Radicale hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica: "L'inquinamento della ex raffineria Tamoil continua - sottolinea Gino Ruggeri, consigliere generale dei Radicali e firmatario delle tre pagine di esposto -. Il procedimento giudiziario, che si è concluso con le quattro sentenze di condanna, riguardava un periodo che arrivava fino al 2007. L'installazione della barriera idraulica avrebbe dovuto perlomeno frenare la fuoriuscita di sostanze inquinanti dal perimetro della Tamoil verso le confinanti società canottieri, ma la barriera sembra non aver funzionato. La conferma della presenza degli inquinanti, a nostro parere, costituisce notizia di reato. Non potevamo esimerci dal presentare un esposto". Ruggeri è l’esponente del Partito Radicale che nelle vesti di cittadino si costituì parte civile in sostituzione dell’amministrazione comunale di Cremona, guidata dall'allora sindaco Oreste Perri - nel processo Tamoil di primo grado, avvalendosi - unico in Italia, a suo rischio e pericolo - della procedura dell’azione popolare in giudizio. Facendo incassare al Comune un risarcimento di 1 milione di euro (provvisionale). Nel processo d'appello la giunta Galimberti gli subentrò. 

 

 

 

 

"Per noi non si tratta certo di una sorpresa che l'inquinamento sia tuttora in corso - dice Sergio Ravelli, anch'egli consigliere generale del Partito Radicale -. Lo avevano detto i periti, due chimici e un geologo, nominati dal giudice Guido Salvini nel corso del processo di primo grado. In questi anni, attraverso lettere formali e incontri personali,  abbiamo sollecitato di continuo l'amministrazione comunale e all'Arpa chiedendo una revisione del procedimento amministrativo per procedere a interventi stringenti di bonifica, a partire dalle aree interne della Bissolati". Ravelli, quindi, aggiunge. "La legge 68 del 2015 sugli eco-reati prevede che, in caso di gravi reati ambientali, si possa procedere non solo nei confronti dei manager delle aziende interessate, ma direttamente verso le aziende in quanto tali. Ricordo che nel processo Tamoil è stato condannato un solo manager, che ha fatto da capro espiatorio. Questa nuova legge offrirà alla Procura strumenti più incisivi ed efficaci". E poi: "La giurisprudenza internazionale afferma che chi inquina paga. La bonifica deve essere fatta dalla Tamoil, che tra l'altro gode di un'importante copertura assicurativa. Non si devono usare i soldi né dello Stato, cioè dei cittadini, né del Pnrr. La richiesta sembra difficile, ma con la nostra costanza ci arriveremo". 

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