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CREMONA CORTE D'ASSISE: IL VIDEO

Omicidio di Palazzo Pignano, al via il processo contro Eugenio Zanoncelli

L'uomo è accusato di aver ucciso la moglie Morena Designati nella loro villetta la sera del 24 giugno 2020

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

04 Ottobre 2021 - 10:04

PALAZZO PIGNANO - Prende il via oggi, presso la Corte d'Assise del Palazzo di Giustizia di Cremona, il processo nei confronti di Eugenio Zanoncelli. L’operaio è accusato di omicidio volontario della moglie Morena Designati, trovata cadavere la sera del 24 giugno 2020 nella villetta di famiglia a Palazzo. Sul corpo della donna, già minato da una malattia, ecchimosi.

La ricostruzione di quanto accaduto a Palazzo Pignano, aveva assunto contorni nitidi. «Un recente politrauma con frattura mandibolare», aveva accertato l’anatomopatologa, incaricata dell’esame su di un fisico già debilitato dalla malattia. E il supplemento di perizia, richiesto dal pubblico ministero Milda Milli al medico legale Margherita Fornaciari, ha fugato ogni residuo dubbio: «Vi è un nesso di causalità tra le lesioni più recenti e l’evento morte». Quindi i calci e gli schiaffi sferrati dal marito, hanno provocato l’arresto cardiaco fatale; benché Morena, 49 anni e da 5 affetta da una sindrome degenerativa, fosse provata da un’infezione. E sul cadavere siano stati riscontrati pure traumi datati. La casalinga fu trovata senza vita nella villetta a schiera di via De Nicola in cui abitava col compagno di sempre e il figlio 12enne. L’uomo, metalmeccanico senza una macchia sulla fedina penale, finirà in cella il giorno seguente. Sulla corporatura esile della moglie — come detto — vennero individuati anche lividi risalenti nel tempo; tanti e tali da far ipotizzare inizialmente un’accusa di maltrattamenti, sfociati nel decesso. Ma se a causare quei vecchi traumi sia stato Zanoncelli, o siano dovuti a cadute accidentali, è destinato a restare un mistero. L’operaio, originario di Rivolta d’Adda e fermato dai carabinieri al termine di una fuga in auto senza meta, non aveva mai dato adito a sospetti in tal senso.

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