L'ANALISI
BASKET: PICK & ROLL
17 Marzo 2026 - 11:43
Ousmane Ndiaye al tiro contro Brescia. A fianco, Alessandro Panni in possesso palla
CREMONA - Un errore dettato dalla generosità, dalla voglia di sancire con quell’ultima azione difensiva un risultato che la Vanoli avrebbe meritato, al cospetto di Brescia seconda forza del campionato, per come la gara è stata gestita, nonostante una scarsa percentuale nel tiro dalla lunga distanza (4 su 22 pari al 18%) e la netta differenza nella conquista dei rimbalzi sotto i tabelloni (31 a 47, di cui ben 24 in attacco, a favore della Germani).
Il canestro da centro area di Durham a 7”5 dal termine è sembrato il giusto coronamento di uno dei match più belli dell’intera stagione biancoblù, che il Gigi da Cittadella ed il suo staff avevano preparato alla perfezione e con il coinvolgimento di tutti i giocatori sia a livello difensivo sia in attacco. Non era facile arginare la fisicità e la consistenza di un avversario che non è secondo in classifica per caso, ma con alcuni accorgimenti e l’opportunità di avere un uomo in più a disposizione grazie all’arrivo di Udom, ha permesso alla Vanoli di andare vicinissima al successo clamoroso. La doccia fredda finale fa male, malissimo dal punto di vista del morale ma non inficia affatto la prova di Burns e compagni che, lo ripeterò all’infinito, meritavano questa tacca.
Potremmo stare a parlare di quell’ultima azione, che dalla postazione giornalistica a bordo campo, sembrava inquinata da un piede di Burnell sulla rimessa e forse anche da un’infrazione di 5 secondi; così è andata, la palla è arrivata nelle mani di Della Valle che sfruttando il blocco di Bilan si è spostato verso il centro del campo; la marcatura stretta di Veronesi stava facendo il suo corso ma siccome Della Valle è il pericolo pubblico numero uno, Udom ha deciso di andare ad aiutare, lasciando solo Bilan che, non è certo una novità, è un centro di 213 centimetri e 121 chili di peso ma tra le sue peculiarità ha anche, quando occorre, la precisione nel tiro dalla lunga distanza (5 su 9 in stagione).
Non è dunque una sorpresa che la tripla dell’esperto giocatore croato sia andata a segno, così come non va certo colpevolizzato Mattia Udom per essere arrivato in ritardo di una frazione di secondo sulla sua marcatura. Resta tanta amarezza mista rabbia, il successo avrebbe messo la Vanoli al riparo da qualsiasi pericolo e forse avrebbe permesso di fare un passo in avanti verso la conquista dei playoff (obiettivo ancora possibile); ma a otto giornate dal termine della stagione regolare e con il turno di riposo da rispettare, il distacco sul fanalino di coda Treviso (nell’ultimo turno veneti sconfitti a Varese) rimane di dieci lunghezze, e domenica prossima è in calendario per la Vanoli proprio il confronto diretto con la Nutribullet al PalaVillorba di Treviso (ore 18.30).
Per i padroni di casa, staccati di 6 lunghezze dalla penultima poltrona della graduatoria su cui siede attualmente Cantù, sarà una delle ultime occasioni per rimpinguare il bottino (il bilancio al momento è di 3 vittorie e 17 sconfitte) e continuare a sperare in una rincorsa alla salvezza che appare francamente molto difficile.
Vorrei tornare un attimo su quell’ultima azione di domenica scorsa: in qualsiasi altro palasport il pubblico di casa avrebbe fatto un pandemonio sonoro pazzesco per disturbare in qualche modo gli avversari, invece – a parte i ragazzi della curva sempre encomiabili – gli spettatori sonnolenti di Cremona sono rimasti a guardare in… rispettoso silenzio. E poi avete il coraggio di lamentarvi se queste saranno (se andrà così) le ultime partite della Vanoli in serie A.
Archiviata la pausa di campionato per la disputa a Rimini della Final Four di Coppa Italia, trofeo vinto dai padroni di casa romagnoli in finale contro Verona, stop che ha consentito anche il recupero di alcuni match rinviati a suo tempo, si torna nel clima del campionato. Per la Ferraroni JuVi parte, dunque, il rush finale delle ultime otto giornate di serie A2 (tra tre giornate sarà rispettato il turno di riposo a seguito dell’autoesclusione dal torneo di Bergamo) e domenica al PalaRadi (ore 18) è in calendario una sfida tanto importante quanto delicata, soprattutto nella rosea prospettiva – la salvezza non è ancora matematica ma pare cosa fatta - di poter raggiungere a fine stagione regolare i playin ai quali accederanno le squadre classificate dall’8° al 13° posto che si scontreranno tra loro in due turni dai quali usciranno le ulteriori due formazioni che raggiungeranno i playoff promozione.
La squadra di coach Luca Bechi siede attualmente sulla tredicesima poltrona con 26 punti all’attivo, a pari quota però con Urania Milano e Gemini Mestre, rispettivamente undicesima e dodicesima in virtù dello scontro diretto con la Ferraroni JuVi vinto da meneghini (+6) e veneti (+5) nella gara disputata nel girone di andata. Bisogna fare però attenzione anche a Torino (posizionato in quattordicesima posizione), staccato di due lunghezze dal terzetto che lo precede, ma in vantaggio (uno a uno le sfide tra andata e ritorno, vantando però il +3 nella differenza canestri) nello scontro diretto con la compagine juvina.
Ecco spiegato il motivo dell’importanza della sfida di domenica con l’Urania di coach Marco Cardani, nella quale militano giocatori di grande esperienza e tecnica quali l’ala (ex azzurro) Alessandro Gentile, l’ala-pivot di doppia nazionalità statunitense-italiana Anthony Morse (25 punti) nell’ultima gara contro Avellino, la guardia americana Taylor, il lungo D’Almeida del Benin, gli italiani Cavallero, Amato, Sabatini, Lupusor, l’ex Morgillo. Nel percorso stagionale, l’Urania ha incontrato alcuni momenti di difficoltà, condizionata da infortuni e acciacchi vari, oltre che da voci di mercato (su tutte la possibile partenza di Gentile, inseguito da altre compagini della categoria impegnate nella corsa verso il salto di categoria) che avrebbero potuto destabilizzare l’ambiente.
Nell’ultima gara disputata tra le mura amiche lo scorso 6 marzo, la formazione milanese è uscita sconfitta 100-101 al fotofinish con Avellino, solo grazie alla conclusione dalla lunga distanza realizzata da Jurkatamm a fil di sirena dopo che i padroni di casa avevano comandato il match a lungo, anche con vantaggi oltre la doppia cifra.
Una squadra esperta, fisica e atletica, dunque da affrontare con grande attenzione; per altro, Ferraroni JuVi e Urania si conoscono molto bene, essendosi affrontate due volte anche in precampionato. La gara ufficiale di andata terminò col punteggio di 84-78, i cremonesi (ancora con McConico) rimasero a contatto dei locali fino al 32’, poi l’allungo milanese (+12 a 4 minuti dal termine) e il parziale recupero ospite negli ultimi giri di cronometro.
Quella però non era la Ferraroni JuVi dell’ultima parte di stagione, una squadra quella di Bechi che si è conquistata sul campo il rispetto di tutte le avversarie grazie ai risultati ottenuti e al gioco espresso, dove tutti i componenti del roster sono importante e determinanti nello stesso modo. Per ambire a qualcosa di più della sola salvezza, serve un ultimo sforzo e domenica, con il contributo del pubblico amico, va concretizzato un ulteriore step in avanti, magari cercando anche (se possibile, ma va bene anche la vittoria con scarto minimo) di ribaltare il meno 6 dell’andata. Se c’è un gruppo che può riuscirci, è proprio la Ferraroni JuVi.
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