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BASKET: PICK & ROLL

La Vanoli è vivace, la Ferraroni sa spaventare anche le grandi

A Tortona i biancoblù contro una big e dopo la lunga sosta, prova di sostanza. A Pesaro una sconfitta, ma di carattere: la Juvi c’è

Daniele Duchi

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redazione@laprovinciacr.it

10 Marzo 2026 - 10:49

La Vanoli è vivace, la Ferraroni sa spaventare anche le grandi

L’ultimo arrivato, Mattia Udom, lotta sotto canestro. A fianco, Billy Garrett in possesso palla a Pesaro

CREMONA - Non era per nulla semplice, dopo tre settimane piene di distanza dal precedente impegno, tornare a riassaporare il clima del massimo campionato, per di più sul campo di una formazione di prima fascia come la Bertram Tortona. Il destino ha voluto che la Vanoli affrontasse prima della pausa l’EA7 Olimpia Milano ed ora la compagine piemontese, ovvero le due squadre che si sono giocate nella finalissima di due settimane fa il titolo della Final Eight di Coppa Italia Lba.

Della corazzata milanese e del potenziale economico-tecnico sappiamo tutto, della società di Tortona - che ha di recente inaugurato la Nova Arena, cittadella dello sport voluta fortemente dalla famiglia Gavio, proprietaria del club - stiamo imparando a conoscere la forte volontà di proseguire in un percorso ambizioso tendente a portare la Bertram tra i top team non solo italiani ma anche europei.

Da qui la scelta di ingaggiare un allenatore come Mario Fioretti, tanti anni da vice a Milano e tanta conoscenza del gioco della pallacanestro in tutti i suoi aspetti, uno staff dirigenziale-tecnico del quale fanno parte volti alquanto noti qui a Cremona (il gm Gianmaria Vacirca, l’international scout Michele Talamazzi, il preparatore atletico Jacopo Torresi), un roster mix di talento, atletismo, esperienza e anche qui due nomi legati alla storia del basket cremonese quali Andrea Pecchia e Paul Biligha. Verrebbe da dire che qui alla Vanoli si pesca bene, del resto - pur con budget decisamente limitati - la società di Aldo Vanoli si è sempre fatta apprezzare per la scelta di uomini (quasi sempre) all’altezza.

Questa lunga premessa per arrivare al sodo, ovvero che nonostante la differenza sostanziale di cui sopra, la Vanoli a Tortona domenica è rimasta a contatto dei padroni di casa sino al minuto 37 (71-71 con canestro di Anigbogu su assist di Veronesi). Da qui al termine la formazione cremonese ha inanellato una serie di errori, tra palle perse malamente e tiri sbagliati, con capitan Burns e compagni ancorati a quota 71 sino al 73-79 realizzato da Willis cui ha risposto immediatamente Vital. Game, set match nonostante la risalita a meno 4 a 12 secondi dalla sirena.

È vero, ci sono stati alcuni errori evitabili, ma la Vanoli - nonostante l’avvio ad handicap - è piaciuta per l’atteggiamento, per la voglia di giocarsi una partita dall’esito quasi impossibile. Casarin e soci hanno provato a ribaltare il pronostico, peccato sia solo mancato il guizzo, il colpo d’ala che creasse scompiglio alla truppa piemontese. Peccato per la bassa percentuale di realizzazione dalla lunga distanza, un 6 su 33 (18.2%) che ha certificato la giornataccia al tiro da tre di tutta la squadra.

C’era interesse nel vedere l’esito dell’esordio in biancoblù di Mattia Udom, giocatore esperto che è stato schierato da coach Brotto per 12 minuti nei quali ha faticato a trovare la via del canestro ma ha immediatamente dimostrato di poter dare un importante contributo per l’obiettivo finale della Vanoli.

Il ritorno domenica prossima al PalaRadi (ore 18) coincide con un altro match durissimo, il sempre sentito derby con la Germani Brescia valevole per il 22° turno di stagione regolare. I bresciani, che nell’ultima giornata hanno osservato il turno di riposo, viaggiano sin da inizio stagione sulle alte vette della graduatoria, occupando al momento la seconda posizione alle spalle della Virtus Bologna. Una compagine di altissimo spessore, che ha confermato gran parte del roster dello scorso anno, confermandosi tra gli ossi più duri della serie A. Ma siccome la Vanoli è nella necessità di aumentare il proprio bottino, perché non provare a fare lo sgambetto alla Leonessa?

SERIE A2

Senza alcun timore referenziale, la Ferraroni JuVi ha disputato un’ottima prestazione sul campo della capolista Victoria Libertas Pesaro (di fronte a più di 4.500 spettatori), cedendo solo negli ultimi 5 minuti di gara. Una prova di grande spessore, come capita ormai da inizio anno solare, nella quale la squadra di coach Luca Bechi ha dovuto fare a meno per quasi l’intero match di Kadeem Allen, duramente penalizzato dalla terna arbitrale quando al 14° minuto di gioco il giocatore di casa Tambone (non nuovo a queste azioni) ha commesso un durissimo fallo sul play americano, il quale è caduto nella trappola della reazione.

Entrambi sono stati espulsi, ma è chiaro che a venire maggiormente penalizzata è stata la formazione ospite, privata del suo principale equilibratore del gioco nonché pedina fondamentale per la manovra sia difensiva sia offensiva della Ferraroni JuVi. Facendo leva sulla forza e sulla determinazione del gruppo, i ragazzi di Bechi non si sono scomposti più di tanto, rimanendo a lungo sempre a contatto dei forti padroni di casa. A decidere la contesa è stato l’ultimo quarto, iniziato sul punteggio di 50-52 per gli ospiti, ma chiuso col parziale di 26-12 a favore dei marchigiani.

Ultimi dieci minuti nei quali la formazione del presidente Enrico Ferraroni ha trovato con maggiore fatica la via del canestro, sulla pressione dei giocatori di casa. Una delle chiavi della sconfitta, che non mina nel modo più assoluto le certezze juvine costruite sin da inizio stagione, è la sofferenza costante nella lotta sotto i tabelloni dove in particolare il lituano Miniotas ha fatto la differenza, risultando il miglior realizzatore dei suoi (19 punti). La solita verve di Bartoli (10 punti con 5-5 da due e 5 rimbalzi) e gli 8 rimbalzi di Bortolin non sono stati sufficienti ad equilibrare il piatto della bilancia, causa anche la giornata storta di Barbante (0-7 al tiro) e Del Cadia (1 solo punto in due).

Ma non starei a recriminare troppo per come sono andate le cose, l’importante era dimostrare di potersela giocare anche contro una Pesaro che vuole assolutamente tornare in serie A. In graduatoria la Ferraroni JuVi rimane in undicesima posizione in coabitazione con Urania Milano e Gemini Mestre; nel girone di andata la squadra di Bechi ha perso con entrambe (70-75 in Veneto e 78-84 a Milano) e con scarti comunque ribaltabili nelle gare di ritorno. La sfida con l’Urania è in programma al PalaRadi domenica 22 marzo alle 18, mentre i veneti arriveranno a Cremona il 26 aprile in occasione dell’ultima giornata della stagione regolare.

Senza andare troppo in avanti nel tempo, è evidente l’importanza della sfida diretta con l’Urania di Anthony Morse e Alessandro Gentile, reduce dalla sconfitta casalinga di un solo punto (100-101) per mano di Avellino. Un match che si profila ad alta tensione agonistica ma che andrà in scena dopo la pausa di campionato per la disputa presso il palasport Flaminio di Rimini, da venerdì 13 a domenica 15 marzo, della Final Four di Coppa Italia Lnp 2026. Per la serie A2 le sfide di semifinale saranno tra Verona-Pesaro e Brindisi-Rimini

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