L'ANALISI
06 Marzo 2026 - 17:52
Samuele Morenghi, Marco Scarponi, Giuseppe Galli
CREMONA - Un impegno deciso sulla sicurezza stradale. Un grido per cambiare la cultura della mobilità, per trasformare la strada da luogo «violenza» in luogo «di pace, dove nessuno perde più la vita». Marco Scarponi è stato diretto nel trasmettere il messaggio della Fondazione Michele Scarponi nell’incontro organizzato in sala Zanoni da Cremonacorre e guidato da Samuele Morenghi e Giuseppe Galli. È stato forte come lo era stato quel gesto leggendario del fratello quando, in una tappa del Giro d’Italia, sul Colle dell’Agnello, mise il piede a terra in attesa del suo capitano, Vincenzo Nibali, per scortarlo verso la maglia Rosa. Un’azione ricordata a dieci anni di distanza e diventata spunto di partenza della serata che ha coinvolto tanti appassionati di ciclismo di varie realtà del territorio.
Quel gesto è diventato simbolo della Fondazione e della sua missione. E nelle parole di Marco Scarponi c’è la stessa determinazione per sovvertire l’attuale cultura della strada nel nostro Paese con una presa di coscienza. «Dieci morti al giorno non sono incidenti, è violenza». Non dà spazio alla fatalità, ma è una «responsabilità collettiva», criticando poi una «locomotiva che sta ferma: l’Italia non sa dove andare da questo punto di vista. Serve una visione di uno Stato che detti una linea condivisa e la si applichi con obiettivo preciso di salvare innanzitutto le vite e di porre al centro una mobilità sostenibilità».
L’impegno della Fondazione è rivolto a progetti con al fulcro in particolare l’educazione dei più giovani, per fornire proprio la sensibilizzazione a un comportamento corretto in strada. Un tema che riguarda tutti, avendo la consapevolezza che «sulla strada siamo persone, non siamo categorie». E che «dobbiamo smettere di essere utenti distratti, ma custodi della strada, cambiando il nostro atteggiamento».
Un messaggio giunto diretto ai presenti. E diventerà stimolo ulteriore per i ventiquattro ciclisti di Cremona Corre che il 19 aprile saranno protagonisti proprio alla Granfondo Michele Scarponi, sulle strade marchigiane del grande campione. Con una responsabilità in più, che andrà oltre la sfida sui pedali, ma diventerà un impegno a trasmetterne i valori con un messaggio altrettanto deciso.
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