L'ANALISI
21 Febbraio 2026 - 13:50
Davide Nicola
CREMONA - Per la prima volta in campo senza Baschirotto. L’unico grigiorosso a non aver saltato un solo minuto del campionato, salterà la trasferta contro la Roma. A fare la lista dei giocatori disponibili o meno è lo stesso Davide Nicola.
«Questa settimana - spiega Nicola - i difensori Bianchetti e Ceccherini si sono aggregati, Faye è rientrato dopo il problema allo zigomo. A metà campo avremo Bondo, ma parlo di giocatori che non hanno 90 minuti nelle gambe. Lo ripeto da tempo: adesso dobbiamo recuperare tutti i giocatori dosando le energie di chi sta rientrando. Purtroppo perdiamo Baschirotto per un problema muscolare e ho il dubbio su Pezzella a sinistra che però potrebbe esserci. Di fronte a queste cose si può ragionare in due modi: o andiamo avanti a parlare di assenze, oppure parliamo di quelli che giocano che devono cogliere l’occasione. Intendo dire che chi gioca deve dimostrare di essere degno della categoria. Dobbiamo divertirci nel fare quello che facciamo».
Baschirotto è solo l’ultima vittima di guai muscolari, problema che nel calcio di oggi è alquanto diffuso e coinvolge ogni squadra. Questi infortuni nascono dalle partite o anche dagli allenamenti?
«Una marea di studi dicono tutto e il contrario di tutto, nel senso che ognuno dice la sua verità in parte. A parte i campi e la fatica, bisognerebbe avere gli strumenti per capire quando uno deve rallentare o meno, ma ci sono momenti in cui quest’anno non ho potuto fare riposare qualcuno perché eravamo corti. L’infortunio fa parte di un calcio ad alta intensità, dove ogni allenamento è duro come impegno, ma ormai si va in questa direzione e fa parte del gioco.
La traversa centrata contro il Genoa prolunga il periodo di giornate senza vittorie: un fattore che incide sul morale?
«Se fosse così non dovremmo fare questo mestiere. Chiaro che ognuno convive con una sana tensione che serve però per attivare l’attenzione, a dare coraggio per giocare e noi cerchiamo di farlo dall’inizio ma ogni squadra ha un suo percorso. A volte affronti squadre nel loro momento migliore, a volte no, ma non c’è da pensare all’avversario di turno, solo a mantenere energia e spirito perché i giochi si decidono da marzo in poi».
Come si gestisce la tensione che nasce da classifica poco rassicurante?
«Noi abbiamo la classifica di una squadra che lotta per mantenere la categoria. A voler essere precisi siamo nella posizione che dovevamo aspettarci, poi so bene che c’è stata una parte in cui abbiamo performato di più ma era funzionale a quel periodo perché noi avevano certe dinamiche e gli altri magari no. Secondo me nel girone di andata abbiamo fatto il nostro cammino, adesso contro la Roma dobbiamo crescere pensando che si può conquistare qualcosa alzando livello di organizzazione e capire di arrivare al posto giusto nel momento giusto».
Contro i giallorossi la Cremonese cerca di consolidare la fiducia nei propri mezzi e cercare quel risultato che possa dare una spinta alla corsa salvezza.
«Secondo me, nelle ultime ultime tre gare giocate abbiamo mostrato una crescita importante, ricordo che abbiamo affrontato Inter e Atalanta. Dopo il pareggio contro il Genoa arrivano Roma e Milan, significa che ci sono toccate quattro top del campionato. Eppure siamo stati competitivi e contro il Genoa secondo me la squadra ha ripreso una certa fisionomia e una buona rabbia agonistica. Alla Cremonese piace giocare ma adesso inizia la parte del campionato in cui c’è da lottare fino alla fine con lucidità e insieme».
Troverete di fronte una Roma che offre tante soluzioni offensive: quali accorgimenti difensivi dovrete prendere?
«La Roma qualitativamente ha una rosa importante e interpreta bene le gare. Per noi è la gara perfetta per metterci nelle condizioni di capire chi siamo e cosa possiamo fare. Si parla di aggressività e intensità che alla fine sono la capacità di arrivare negli spazi giusti al momento giusti, di sopportare il duello, di battagliare uno contro uno. Bisogna farsi trovare pronti allo scontro fisico e lì noi possiamo crescere. Certo, qualcosa da sistemare c’è ma in settimana ha visto energia da parte di tutti».
Gasperini ha fatto scuola con il suo calcio: come si affrontano le sue squadre?
«Senza perdere la nostra identità, perché noi abbiamo altre caratteristiche, ma ormai quello di aggredire l’uomo nella zona è un calcio che fanno in tanti. Quando idee come quelle di Gasperini vengono portate ai massimi livelli le difficoltà aumentano sicuramente, ma come spesso dico noi da queste gare costruiamo la base del futuro. Ci aspettano cinque gare: due come ho detto contro Roma e Milan che giocano un campionato di livello, altre tre invece contro squadre che lottano per il nostro obiettivo. Dobbiamo convincerci di essere efficaci nel fare le cose, ma ho visto una squadra che crede in quello che si fa».
Ogni campionato di Nicola è stato diverso dall’altro, non c’è una dinamica comune che possa indicare cosa potrebbe accadere in futuro.
«L’unico comune denominatore è che ho sempre cercato di raggiungere lo stesso obiettivo. Le squadre che lottano per salvarsi sono destinate a soffrire. La Cremonese ha avuto periodi di grande continuità ma se ricordate bene non ho mai pensato che fosse finita. Ho sempre ribadito questo concetto non per pararmi, ma per l’esperienza che ho. Non è scontato quello che si stava facendo, non è scontato che incontri sette squadre di altissimo livello e i punti li puoi trovare. Non c’è un’avventura uguale all’altra, rimane solo il fatto che devi lottare».
Non è quindi il caso di promettere pedalate come nella famosa stagione a Crotone?
«Io parto dal presupposto che per raggiungere quello che ho in testa sono pronto a fare di tutto. Però non mi va di promettere cose incredibili perché le cose cambiano, le persone cambiano e in parte non voglio essere accostato a cose che si allontanano dal mio lavoro. Metto tanta passione in quello che faccio, al massimo lascio agli altri certe idee».
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