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CALCIO SERIE A

Dal Tevere al Po: Boni e la sfida della Cremo

Il doppio ex: «Grigiorossi con coraggio all'Olimpico»

Fabrizio Barbieri

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20 Febbraio 2026 - 18:15

Dal Tevere al Po: Boni e la sfida della Cremo

Loris Boni

CREMONA - C’è un filo robusto che unisce il Tevere e il Po, l’eco dello stadio Olimpico e il silenzio carico di attesa dello Zini. È il filo della carriera e dei ricordi di Loris Boni, 73 anni, doppio ex della sfida tra Roma e Cremonese in programma domenica sera. Nella capitale ha vestito il giallorosso dal 1975 al 1979, 102 presenze e un gol in anni intensi. In grigiorosso dall’81 all’83, 44 presenze e una rete in Serie B, contribuendo a consolidare un gruppo che cercava identità e ambizione. Due maglie diverse, ma entrambe rimaste nella pancia. «Sono due squadre e due società che porto nel cuore. Ho visto molte volte sia Cremonese che Roma in questa stagione. Sono squadre che stanno vivendo due momenti differenti».

Boni segue con attenzione il campionato e parte dall’analisi dei giallorossi. «La Roma vive di grande entusiasmo, sta giocando bene e ha trovato in Malen il giocatore perfetto per finalizzare la mole di gioco creata. Un calciatore che ha fatto fare la differenza ai giallorossi».

L’ex centrocampista insiste su un concetto: la Roma oggi ha fiducia nei propri mezzi, ha trovato ritmo, qualità nelle transizioni e concretezza negli ultimi metri. «Quando una squadra riesce a trasformare il gioco in gol con continuità, allora cambia tutto. E Malen in questo senso è stato determinante».

Diverso, invece, il momento della Cremonese. «L’ho vista tante volte anche dal vivo. È una squadra che ha avuto una sorta di metamorfosi, non so se è stata una questione di rilassamento o di perdita di brillantezza. Di certo i tanti infortuni non hanno aiutato».

Boni analizza il calo con lucidità, senza drammi ma con realismo. «All’inizio della stagione la Cremonese aveva entusiasmo, freschezza, anche una certa leggerezza mentale. Poi quando arrivano gli stop fisici e qualche risultato negativo, tutto si complica».

Le assenze per la Cremo possono avere inciso sul calo. «A me piacciono molto sia Vandeputte che Bondo, che purtroppo sono stati fermi a lungo in questo momento della stagione. Sono giocatori che danno qualità e dinamismo. Ora stanno recuperando e questo può essere un fattore importante nel finale».

Poi uno sguardo al mercato invernale. «Il mercato ha portato buoni giocatori. Thorsby ad esempio lo conosco bene fin dai tempi della Norvegia: è un giocatore di quantità, fisico, un gran colpitore di testa, uno che ti dà equilibrio e sostanza. In partite come quella dell’Olimpico serve anche questo tipo di presenza».

Il vero nodo, però, resta il gol. «Il problema è ritrovare la rete con continuità, come succedeva all’inizio della stagione. Ventiquattro punti in classifica non sono pochi, non bisogna farsi prendere dallo sconforto dell’ultimo periodo. Certo, serve fare attenzione, perché dietro hanno cambiato passo e adesso la classifica è più corta. Non puoi permetterti distrazioni».

Roma-Cremonese avrà quindi un peso specifico importante. «Sarà una partita fondamentale per tutte e due, anche se per obiettivi diversi. La Roma vuole continuare la corsa europea, la Cremonese deve consolidare la propria posizione e allontanare la zona pericolosa».

Ma cosa dovrà fare la squadra grigiorossa per uscire con un risultato positivo? Boni è diretto. «Di certo sarà importante non difendersi e basta. La Cremonese non può sperare di aspettare la Roma per tutta la gara, altrimenti è difficile pensare di portare a casa punti. Ovviamente non bisogna andare allo sbaraglio, ma sfruttare le proprie armi sulle ripartenze».

La chiave, secondo lui, sarà sulle fasce. «Soprattutto i due esterni devono dare superiorità, attaccare lo spazio e cercare di trovare Vardy e Bonazzoli o Djuric. Serve coinvolgere gli attaccanti, metterli nelle condizioni di fare male. Se li isoli, diventa tutto più complicato. Serve una grande partita dal punto di vista mentale. All’Olimpico l’ambiente spinge, ma se tieni il campo con ordine e coraggio puoi giocartela. La Cremonese può provarci, deve crederci».

Il doppio passato gli permette anche un confronto tra le due piazze. «Cremona è una città più equilibrata. C’è consapevolezza che la salvezza sarebbe come uno scudetto. Con il Cavalier Arvedi i colori grigiorossi sono diventati importanti e si sono meritati super palcoscenici.È stato costruito un progetto serio, che può vivere con continuità ad alto livello. Ci sarà da soffrire, ma ci sono basi solide».

Roma, invece, è un mondo a parte. «A Roma si vive di entusiasmo. È una città che ha sempre aspettative altissime e un tifo pazzesco. Quando le cose vanno bene ti trascinano, quando vanno male senti tutto il peso. In questa stagione con Gasperini in panchina hanno trovato anche gioco, carattere. La lotta per tornare in Champions può dare grandi soddisfazioni».

Infine, i possibili uomini decisivi. Boni torna al suo credo calcistico. «Credo sempre che gli attaccanti possano fare la differenza. Dico Malen da una parte e Vardy dall’altra. Sono loro che possono indirizzare la partita con una giocata».

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