L'ANALISI
17 Febbraio 2026 - 08:27
CREMONA - Una giornata da sparring partner. È quella che ha vissuto domenica una Vanoli ridotta ai minimi termini – senza Casarin infortunato, con capitan Burns non al meglio e con il neo arrivato Udom non schierabile causa un regolamento (differente tra serie A e A2) che per poche ore non ha permesso al club cremonese di completarne il tesseramento – al cospetto, invece, dell’EA7 Olimpia Milano che, in vista del quarto di finale di domani a Torino contro Trieste nell’ambito della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia, ha potuto far rientrare in gruppo, e così riassaporare il gusto del parquet, a due pedine importanti quali sono Bolmaro e Nebo.
Dei dodici a referto, il Peppe Poeta da Battipaglia (festeggiato a Cremona, dove ha militato dal 2020 al 2022, chiudendo la carriera da leader in campo) ha ruotato undici giocatori e suddiviso il minutaggio in parti quasi uguali.
Dal canto opposto, il Gigi Brotto da Cittadella non ha nascosto al termine della contesa la delusione per l’approccio troppo morbido da parte dei suoi che, dopo i primi dieci minuti di gioco, si sono sciolti come neve al sole e non sono mai stati in grado di risalire la china.
In buona sostanza dal 23-25 dell’11’ (grazie alla tripla di Durham), non c’è stata più partita, con la squadra di Eurolega a prendere il definitivo sopravvento e la compagine di casa rimasta un po’ troppo a guardare.
Il punteggio finale è stato quello destinato ad essere, non facciamo troppo i sofisti, la differenza in tutto (talento, centimetri, tonnellaggio, lunghezza del roster) è abissale e non c’è da vergognarsi; conta tanto invece che nessuno si sia fatto male (sì perché la Vanoli, rispetto a Milano, ha meno possibilità di sfogliare la margherita dei tesserati sotto contratto) e che ora, in vista del rush finale (ultime dieci gare di stagione regolare a partire dal primo week-end di marzo), la squadra possa sfruttare la lunga pausa di tre settimane tra Coppa Italia e appuntamenti della Nazionale italiana del selezionatore Luca Banchi per la qualificazione ai Mondiali, ct presente domenica al PalaRadi, per ricaricare le forze.
Oggi e domani ultimi due allenamenti prima del rompete le righe, dopodiché i giocatori statunitensi torneranno a casa negli States per qualche giorno; Ousmane Ndiaye sarà invece impegnato con il suo Senegal nelle qualificazioni della Fiba World Cup 2027 che si disputeranno a Dakar, mentre del gruppo italiano è arrivata la chiamata in azzurro per Casarin, Veronesi e Grant che lunedì 23 si ritroveranno a Livorno con gli altri convocati.
Una settimana di salutare riposo, per poi ritornare al PalaRadi, con la Vanoli intenzionata a organizzare un test amichevole (ancora sconosciuta l’avversaria) per permettere a Mattia Udom di tastare il campo insieme ai nuovi compagni, in vista del prossimo match di campionato che vedrà la formazione biancoblù affrontare domenica 8 marzo (ore 18) la trasferta alla Nova Arena di Tortona contro i padroni di casa della Bertram Derthona.
Un’ultima annotazione: i signori in grigio che avevano arbitrato Vanoli-Cantù (Gonella, Bettini e Nicolini) decretando la frettolosa espulsione di coach Brotto, sono stati fermati dal Cia (Comitato Italiano Arbitri) della Fip e non designati per l’ultimo turno di campionato. La presenza al PalaRadi, in qualità di osservatore arbitrale, di Guerrino Cerebuch (ex arbitro internazionale di grande esperienza e attuale presidente del Cia) ha evidentemente avuto un ruolo nella decisione.
SERIE A2
Questione di mancanza di energie, fisiche e mentali. Dopo un mese abbondante di gennaio contraddistinto da sette vittorie consecutive (per curiosità, andate a vedere chi ci è riuscito sin qui nel corso di questa stagione di serie A2) di cui ben quattro in trasferta, e di prestazioni ben oltre il limite della perfezione, nonostante le problematiche mediche di alcuni giocatori (capitan Panni, Bartoli, Del Cadia, e non solo), l’ultima settimana dal doppio impegno della Ferraroni JuVi si è chiusa senza successi.
Mercoledì scorso al PalaRadi ha centrato la posta in palio una signora squadra qual è Scafati (non a caso domenica ha battuto la capolista Pesaro con una grande prestazione di Terry Allen, decisivo anche a Cremona), destinata a rientrare (anche dopo una nuova operazione di mercato) nel lotto delle tante candidate al sogno promozione in serie A. Sabato sera poi, nulla da fare per i cremonesi sul campo sempre complicato di Cividale del Friuli, una delle formazioni che orbitano al secondo posto della graduatoria.
Due partite, queste ultime due, decisamente diverse nel loro andamento; con Scafati, i ragazzi di coach Luca Bechi hanno dovuto rincorrere gli avversari per quasi 26 minuti (43-55), salvo poi piazzare un parziale a favore di 13-2 che ha permesso di riaprire completamente la sfida a fine terzo quarto e poi giocarsela punto a punto negli ultimi 10 minuti fino al 71-71 a 1’20” dalla sirena finale. La tripla di Barbante a fil di sirena si è spenta sul ferro ed è sfumata così – ripeto, contro una squadra davvero forte – la possibilità di suonare l’ottava sinfonia. Diverso l’andamento del match di Cividale, dove la Ferraroni JuVi – dopo un equilibrato primo quarto – si è via via spenta, uscendo anzitempo dalla contesa determinata da troppe palle perse, una scarsa precisione sotto i tabelloni (46 a 29 il numero di rimbalzi a favore dei friulani) ed una sin troppo insistente ricerca del tiro dalla lunga distanza (6 su 21 da tre punti, 16 su 39 da due) e pochissimi conclusioni da sotto canestro (2 Bortolin in 17 minuti, 2 Del Cadia in 12’). Spesso si è vista una certa confusione in campo, la difesa griffata juvina stavolta non si è vista ed ecco che i padroni di casa hanno avuto vita sin troppo facile.
È vero che bisogna sempre cercare di sfruttare ogni occasione, ma in queste ultime due gare si è proprio palesato nei giocatori un naturale esaurimento delle energie, una stanchezza (mentale e fisica) dovuta al sovraccarico di impegni in un arco ristretto di tempo; in 42 giorni, dal 4 gennaio al 14 febbraio, la Ferraroni JuVi ha disputato 9 gare di campionato (una ogni meno di cinque giorni), due infrasettimanali. Fortuna che questa settimana c’è il tempo per recuperare, anche perché domenica al PalaRadi alle 18 arriva la Sella Cento (in campo ieri sera contro Livorno) per un confronto davvero importante – chiamiamolo pure scontro diretto per la salvezza – ai fini dell’obiettivo principale della stagione, ovvero la permanenza nella categoria. Se poi a fine percorso arriverà qualcosa in più, meglio ancora.
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