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CALCIO SERIE A

Nicola: «La Cremonese spinta dal suo tifo per dare il massimo con leggerezza»

Allo Zini lo scontro salvezza con il Genoa: «Mettiamo in gioco tutto in stessi insieme alla nostra gente: Vandeputte ha recuperato»

Ivan Ghigi

Email:

ighigi@laprovinciacr.it

14 Febbraio 2026 - 14:31

Nicola: «La Cremonese spinta dal suo tifo per dare il massimo con leggerezza»

Davide Nicola

CREMONA - Le parti si sono ribaltate a quanto pare. All’andata la Cremonese era andata allo stadio Ferraris per affrontare un Genoa in crisi di identità. Domenica saranno i rossoblù di De Rossi a scendere in campo allo stadio Zini contro una squadra che non assapora la vittoria da dieci giornate e sta lentamente erodendo quel margine di vantaggio che aveva accumulato sulla zona retrocessione. A conti fatti, Cremonese-Genoa è in ogni caso uno scontro diretto per la salvezza che Davide Nicola affronta con una squadra rafforzata dal mercato.

Come arriva la squadra a questa sfida?

«In termini numerici non mi posso lamentare: abbiamo ancora qualche assente, oppure avremo qualche giocatore tra i convocati che non potrò rischiare in campo, ma dal mercato sono arrivate forze nuove che ci danno una mano. Tra chi ha recuperato pienamente c’è Vandeputte che fornisce più alternative a centrocampo. Arriviamo da due gare in cui siamo stati vivi e ci abbiamo creduto. Abbiamo lavorato per affrontare bene le ultime 14 gare della stagione ma adesso siamo concentrati sul Genoa: la squadra è motivata e sa che c’è da affrontare una sfida diretta per la salvezza in un momento importante».

La tifoseria grigiorossa si è sempre schierata per la squadra: un ambiente tranquillo fa mancare la pressione alla squadra in un momento così delicato?

«Intanto per le mia esperienza, ritengo che Cremona non sia un ambiente poco passionale tanto è vero che in mattinata abbiamo avuto un bellissimo confronto con i nostri tifosi che sono venuti in massa a sostenerci. A 14 gare dalla fine tutti desiderano raggiungere un obiettivo importante e quasi storico per Cremona. Io farei un discorso più profondo: chi desidera davvero qualcosa implicitamente convive con il timore di poter sbagliare e di non essere sempre performante, non dimentichiamo che questo aspetto che senti dentro ti spinge a dare tutto. L’unica cosa che puoi controllare è il lavoro e noi puntiamo su questo. Ogni gara è un’opportunità per fare un passo in avanti, ma non perdiamo di vista l’equilibrio e la passione. Per dare il massimo servono equilibrio, spirito e voglia di migliorare. Poi esistono rischi che devi accettare e fa parte della vita per cui in questi momenti scopri ulteriori risorse».

La Cremonese è stato l’avversario che ha cambiato il destino del Genoa. All’andata i rossoblù erano in crisi, successivamente il cambio allenatore ha cambiato il campionato. Adesso è la Cremonese che si presenta dopo un periodo di scarsi risultati.

«Le squadre che lottano per salvezza sono quelle che ci si aspettava a inizio anno, qualcuna magari è già avanti e qualcun’altra è invece ancora indietro. I punti si raccolgono quando si riesce a essere perfetti, noi finora abbiamo compiuto il nostro percorso e adesso si apre un’altra parte del campionato in cui troveremo squadre che ci obbligano a giocare forte. Dobbiamo mettere in gioco tutto noi stessi insieme alla nostra gente. Il Genoa è una squadra consolidata, ha una storia alle spalle che sa di Serie A e noi ci confrontiamo con realtà che in questo campionato hanno molta più esperienza del campionato».

Uno dei temi della vigilia del match, almeno sul lato Genoa sono ancora gli arbitraggi, argomento su cui De Rossi è tornato ancora. Secondo lei è necessario un altro confronto tra le componenti del calcio?

«La risposta non è semplice, ma parto dal presupposto che tutto migliorabile e si può trovare una via comune per interpretare quello che accade in campo. Il confronto c’è già e si può migliorare, ma c’è anche un discorso culturale che tocca il nostro modo di essere italiani, attenti a ogni minimo dettaglio. Non si può fare questo lavoro se non hai fiducia nelle istituzioni e nelle componenti in campo e io non prendo parte più del dovuto al dibattito. Se analizziamo una situazione particolare posso dire come la penso, il resto diventa un giochino utilizzato per destabilizzare o spostare l’attenzione. Per quanto riguarda la Cremonese credo si sia sempre comportata bene».

La Cremonese ha incassato gol nel primo quarto d’ora in sette partite. Si aspetta un Genoa subito aggressivo?

«La domanda è che Cremonese vogliamo fare vedere: ci sono aspetti da migliorare che abbiamo analizzato e in ogni campionato ci sono momenti in cui non si riesce a fare meglio. A me interessa fare vedere che spirito che abbiamo messo nel finale contro l’Atalanta: possiamo riproporlo ma per tutta la partita. A Cremona mi aspetto sempre un avversario agguerrito, ma conta quello che vogliamo fare noi».

Contro l’Atalanta la squadra ha conquistato una certa altezza di campo quando ha cambiato alcuni giocatori. L’esempio è quello di Djuric che ha permesso a Vardy di aggredire solo gli ultimi trenta metri invece che una metà campo intera. Potrebbe quindi cambiare qualche interprete in vista del Genoa?

«Indubbiamente le caratteristiche dei giocatori influenzano la strategia di gioco ma è anche vero che le altezze di campo sono mantenute in funzione di come si sviluppa la gara, perché non ci rimani per tutta la gara a ridosso dell’area avversaria. Noi ci dobbiamo riappropriare della convinzione delle cose che facciamo, perché a volte c’è troppa voglia di cambiare gli eventi alla svelta e a me non piacciono le squadre senza equilibrio. Occorre accettare quello che porta il contesto emotivo della gara ed esprimerci al massimo».

Lo Zini dovrà diventare determinante per raccogliere i punti salvezza?

«Il fattore decisivo è lo spirito di dare tutto e tutti insieme per dare forza a questa Cremonese xke sta seguendo un percorso con impegno. Il mio desiderio è di fare bene e convincere l’Italia che quello di Cremona è un ambiente particolare: chiedo allo stesso tempo forza ma anche leggerezza, quella che ti fa fare le cose con precisione e qualità».

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