L'ANALISI
13 Febbraio 2026 - 16:44
Coach Gigi Brotto
CREMONA - «Io penso solo all’oggi». Coach Gigi Brotto si smarca dalla questione della possibile cessione dei diritti della Vanoli a Roma e pensa all’Olimpia Milano. Una partita da affrontare con coraggio, entusiasmo e voglia di misurarsi senza timori reverenziali davanti al proprio pubblico.
Brotto in conferenza stampa ha utilizzato un’espressione semplice ma efficace per sintetizzare il momento: «Carpe diem, cogli l’attimo.» L’ho detto ai ragazzi. Arriva una delle squadre più forti del campionato e per noi deve essere una festa agonistica. Un’opportunità per giocare contro Milano e goderci la partita. Deve godersela la squadra, la società e soprattutto il pubblico. Ci siamo conquistati la possibilità di vivere una serata così anche grazie a una posizione di classifica tutto sommato buona, che ci consente di scendere in campo senza avere l’acqua alla gola. Questo ci permette di giocare con il nostro spirito: sfacciati, senza paura di nessuno, ma con il massimo rispetto per chi abbiamo di fronte.
Dal punto di vista tecnico, l’allenatore biancoblù sa bene che il coefficiente di difficoltà sarà altissimo. «Milano ha un roster lunghissimo, può fare tantissime cose in attacco e in difesa. Siamo preparati a una partita a 360 gradi. L’impatto fisico sarà determinante, perché sono una squadra che quando alza l’intensità sa essere devastante. Allo stesso tempo, però, noi abbiamo una nostra identità e vogliamo portarla in campo, senza snaturarci».
Un tema inevitabile riguarda le assenze. La Vanoli dovrà fare i conti con una rotazione ridotta e Brotto non lo nasconde: «Con Casarin e Udom avremmo avuto due armi importanti, soprattutto in casa. Due corpi e due possibilità di impattare le cose in maniera diversa, sia in attacco che in difesa. Però quelli che ci sono dovranno essere sufficienti per giocarci la partita. Non cerchiamo alibi».
Nel corso della settimana non sono mancate voci e rumori di fondo attorno alla società, ma l’allenatore preferisce mantenere il focus esclusivamente sul parquet. «La società ha fatto le sue comunicazioni. Io, introducendo la partita, voglio sottolineare che quello che ci compete è pensare al presente. In squadra non se n’è mai parlato, non c’è stato alcun accenno. Non so come risponderà il pubblico, ma so che il mio obiettivo è presentare domenica una squadra che lotti su ogni pallone e che provi a far divertire chi viene al palazzetto. Sono estremamente focalizzato sul presente, con tutti i suoi lati positivi e negativi».
Un passaggio doveroso riguarda Davide Casarin, che nella scorsa partita ha stretto i denti per tornare in campo dopo il problema al ginocchio che ora lo terrà fermo quasi un mese. «Voglio ringraziarlo pubblicamente. È un ragazzo molto generoso, con un attaccamento enorme alla maglia. Se è entrato in campo è stato perché lo staff medico lo ha valutato idoneo. Abbiamo uno staff di altissimo livello e nessuno avrebbe corso rischi inutili. Fortunatamente l’infortunio non è stato grave».
Tra i protagonisti più attesi c’è anche Willis, reduce da una prestazione di grande impatto. «Payton ha come prima idea quella di far vincere la squadra. Quando il gioco si fa duro sappiamo che lui viene fuori. Spero di rivedere questo Willis, ma sapendo che quest’anno abbiamo anche altri terminali importanti e che lui, per spirito di squadra, a volte può fare un passo indietro».
Infine, un riconoscimento alla crescita di Anigbogu e al lavoro dello staff. «Sono molto contento dei suoi progressi. Con Cantù, contro avversari fisici non era una partita semplice e ha dato un contributo importante. Gran parte del merito va ai miei assistenti, che lavorano con lui quotidianamente dal punto di vista tecnico, tattico e psicologico. Io sono il capo per ruolo, ma penso a questo gruppo come a quattro allenatori che lavorano insieme».
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