L'ANALISI
13 Gennaio 2026 - 12:50
Davide Casarin della Vanoli e Billy Garrett in azione contro Brindisi
CREMONA - La differenza? L’hanno fatta un tiro sbagliato dalla lunga distanza e la presenza in campo nel finale del centro titolare sbagliato. Mi spiego: la Vanoli a Udine, dopo aver lottato alla pari con i padroni di casa - una autentica battaglia fisica e di nervi - per 39 minuti, ha fallito con Ndiaye la tripla del possibile pareggio a 1'02" dal termine e nell’azione successiva i friulani hanno manovrato facendo giungere la palla all’omaccione nigeriano di scuola Usa Mekowulu che a 38 secondi dalla sirena ha appoggiato a canestro la palla del 79-74.
'Game, set, match', come si usa dire nel tennis. Siamo alle solite, chi si stupisce di un finale in tal senso o non conosce a fondo la pallacanestro o non si rende conto delle difficoltà di un campionato così livellato come la serie A di questa stagione. Spiace per la sconfitta più per la classifica che per la mancata conquista della Final Eight di Coppa Italia in programma a Torino, anche se sarebbe piaciuto rivedere la Vanoli, vincitrice a Firenze nell'edizione del 2019, partecipare a questa manifestazione. Certo, un canestro in più o uno in meno, nella gare equilibrate, fanno una enorme differenza.
Ma anche concedere ogni volta agli avversari il tuo centro titolare è un problema non indifferente e, in questo caso, si tratta di una situazione vissuta dai biancoblù per tutto il girone di andata. Lo dico da sempre, Ike Anigbogu è un bravissimo ragazzo, ha un’etica del lavoro pazzesca, è simpatico ed educato, sorride sempre: qui stiamo parlando però non della persona (fantastica) ma del giocatore, che col suo fisico possente non può rimanere in campo soli 16.9 minuti di media.

Lo abbiamo detto tante volte, la Vanoli con Ike ha la capacità di reggere l’urto dei lunghi avversari, senza Ike nel pitturato rimane in balìa dei pari ruolo antagonisti. Restiamo all’ultimo match di domenica: con Anigbogu in campo, pur gravato di falli, la Vanoli era in vantaggio di un punto nel palazzetto di Udine e stava comunque tenendo con autorità contro il rinnovato e rinforzato team di casa (che, ricordiamolo, conta sulla formula del 6+6 contro il 5+5 della Vanoli).
Commesso il quinto fallo con poco più di 5 minuti da giocare, il giocatore di San Diego è tornato in panchina e per la squadra di Gigi Brotto tutto si è fatto maledettamente complicato nonostante l’abnegazione di Grant, mentre il capitano Burns non è stato schierato nel secondo tempo a causa di un infortunio (peccato perché in 10 minuti di utilizzo Christian aveva segnato 7 punti con 2-2 da due e 1-1 da tre). In totale, Anigbogu al PalaCarnera è rimasto sul parquet 14 minuti contro i 22 di Mekowulu e i 18 di Spencer.
Insomma, quello del centro titolare – che mediamente dovrebbe poter essere schierato per almeno 25 minuti – rimane un problema da risolvere, soprattutto in prospettiva salvezza, al netto che sarà una sola a retrocedere dopo l’esclusione di Trapani; anche perché l’ultima poltrona, sulla quale coabitano al momento Treviso e Cantù, è distante sole sei lunghezze e l’avvio del girone di ritorno propone per i ragazzi di Aldo Vanoli un calendario alquanto complesso da qui alla pausa della Coppa Italia (18-22 febbraio), a partire dalla trasferta di sabato sera a Trento, cui seguiranno l’incontro casalingo con la Virtus Bologna, il volo a Sassari, il doppio confronto di fila al PalaRadi con Cantù e Milano e il trasferimento in A21 a Tortona.
Il general manager Andrea Conti ha dichiarato al nostro giornale che si accontenterebbe di riuscire a mettere in cascina almeno 4 punti nelle prossime sei gare. Intanto però, perché non provare a fare lo scherzetto agli amici trentini?
Un capolavoro. La Ferraroni JuVi disputa la partita perfetta e mette in scacco la capolista Valtur Brindisi, arrivata a Cremona sulle ali dell'entusiasmo di tre successi di fila e dopo aver rifilato un ventello alla Tezenis Verona, formazione pugliese che rimane comunque tra le più accreditate del campionato di serie A2 per l'immediato ritorno nella categoria maggiore.
Un successo partito dalla grandissima determinazione messa sul parquet del PalaRadi da parte di tutti i giocatori di coach Luca Bechi; una squadra registrata al meglio, a partire dalla straordinaria fase difensiva che ha concesso soli 61 punti a una compagine che di media a partita ne realizza oltre 77. Lo staff tecnico ha preparato il match con grande attenzione, schierando in modo alternato le difese a uomo e a zona, contraddistinte da molti aiuti, in particolare le uscite dei lunghi sui costruttori del gioco avversario.
Brindisi si è così trovata in grave difficoltà nel riuscire a trovare varchi verso il canestro della squadra di casa e a parte lo 0-4 iniziale, i ragazzi gigliati hanno sempre comandato il match con autorità. Si è rischiato in avvio di ultimo quarto quando due ingenuità di Vecchiola nel giro di pochi secondi (palla persa a metà campo con conseguente fallo antisportivo e penalità sul tiro da tre punti con libero aggiuntivo, entrambi su Francis) hanno permesso alla Valtur di rifarsi sotto sul meno 3, ma due triple consecutive di Garrett hanno rimesso le cose a posto e le Ferraroni JuVi ha gestito gli ultimi 8 minuti con grande attenzione.
Una vittoria che ha dimostrato quanto la squadra di Bechi sia in grado di fare quando tutti mettono sul parquet cuore, determinazione, voglia di lottare. Caratteristiche, sia chiaro, che non sono mai mancate da parte di capitan Panni e compagni, ma stavolta si è potuto contare su uno stato di forma che, smaltiti acciacchi e malanni vari, ha permesso alla squadra cara alla famiglia Ferraroni di affrontare quasi al meglio della condizione fisica un match duro e irto di ostacoli. Pimpante come non mai, la JuVi ha saputo gestire con grande oculatezza le fasi più complesse del match, rispondendo colpo su colpo ai tentativi di riavvicinamento messi in atto dai giocatori di coach Bucchi.
Successo di grande prestigio che, dopo il mese di dicembre un po' troppo ballerino, consente alla formazione gigliata di infilare la seconda vittoria consecutiva dopo il blitz di Forlì di sette giorni prima. Punti che consentono di salire in graduatoria al 15° posto a quota 16 e di lasciare alle spalle (almeno momentaneamente, ma si auspica in maniera duratura) la zona playout occupata dalle formazioni che vanno dal 16° al 19° posto (Forlì, Milano, Pistoia e Ruvo di Puglia).
Questo alla vigilia di un altro impegno che si presenta particolarmente improbo, la trasferta di domenica prossima 18 gennaio (palla a due ore 18) sul campo della capolista Dole Rimini di coach Dell'Agnello, in striscia positiva da ben 8 giornate e la cui ultima sconfitta in campionato risale allo scorso 22 novembre ad Avellino. Come la stessa Brindisi (con Pesaro e Verona), anche la formazione romagnola punta alla promozione diretta in serie A e per questo ha allestito un roster davvero importante per la categoria. Ma la Ferraroni JuVi, non avendo nulla da perdere, a Rimini potrà cercare di fare il proprio gioco con durezza mentale e sfrontatezza.
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