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BASKET SERIE A

Pick & Roll. La Vanoli troppo corta contro una Virtus super

Cremona resta una realtà molto lontana dalle superpotenze del campionato. Coach Galbiati non sta trovando in Harris l’uomo che potrebbe dare una mano. Tifosi: non dare credito ai sapientoni da tastiera

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

14 Dicembre 2021 - 08:42

Pick & Roll. La Vanoli troppo corta contro una Virtus super

Coach Paolo Galbiati durante un timeout

CREMONA - Ma sì, dai, cominciamo con lo sport più popolare di tutti: quello degli sputasentenze, quello del «è tutto sbagliato è tutto da buttare», quello del «se ci fossi io avrei già fatto questo o quell’altro». Eh già, tutti bravi a criticare quando le cose non vanno per il verso giusto; per altro qualche minimo accenno di recriminazione la Vanoli ce l’avrebbe anche – ma voi che sparate addosso a tecnico, giocatori e club, avete ben preciso il conto di quante volte in questa prima parte di stagione la squadra si è allenata al completo? -, eppure nessuno del club si è mai creato alibi per le assenze e gli infortuni in serie. Certo, i sapientoni prendono come modello club – vedi le superpotenze tecniche e finanziarie come Milano e Bologna sponda Virtus – che appena hanno un problema fisico mettono mano al portafoglio e possono permettersi di ingaggiare un nuovo giocatore. Ma ragazzi, qui la realtà è ben diversa, qui ci sono persone che fanno sforzi immani per mantenere la serie A a Cremona e far quadrare i conti, onde evitare di andare incontro a situazioni di cui il basket italiano è pieno e ne vorrebbe fare volentieri a meno.

Il centro senegalese Malik Dime ha esordito contro la Segafredo Bologna

I SAPIENTONI DA TASTIERA

Sempre i sapientoni da tastiera di cui sopra, hanno preso lo spunto della sconfitta con la Segafredo Bologna – per chi avesse vuoti di memoria, ricordo che stiamo parlando della formazione campione d’Italia in carica – per argomentazioni tecniche che – scusate l’immodestia – appaiono quanto mai assurde a chi di pallacanestro ne mastica da più di qualche ora. Virtus Bologna con a disposizione lo stesso roster che il mercoledì precedente ha vinto a Lubiana in casa del Cedevita nella sesta giornata di 7Days EuroCup, dove coach Sergio Scariolo ha schierato in campo il medesimo starting-five di Cremona (Pajola, Teodosic, Weems, Alibegovic e Jaiteh).

Il campionissimo serbo Milos Teodosic

DELUSIONE HARRIS

È evidente che in casa Vanoli ci siano situazioni da rivedere e nelle quali lo staff tecnico dovrà mettere mano indubbiamente, a partire dalla condizione psico-fisica dell’uomo (non scordiamoci che comunque ha soli 23 anni) che avrebbe dovuto far fare il salto di qualità alla squadra e che invece sta deludendo e non poco, ovvero Jalen Harris. Fosse stato appena appena concreto e avesse messo a segno contro Bologna qualcuna delle giocate di cui è in possesso, forse il match poteva essere maggiormente equilibrato. Forse. Probabilmente in questo caso, ma non solo, avrebbe un ruolo importante la presenza di un mental coach, figura presente già in alcuni team di varie discipline sportive e anche nella pallacanestro; nel caso della Virtus Bologna, coach Scariolo si è affidato a Fabio Fossati, ben noto a Cremona per essere stato allenatore della JuVi dal 1993 al 1996, tre titoli di campione d'Italia femminile alla guida di Pool Comense e Schio (due volte), molto attivo anche all'estero, dal 2013 power sport mental coach certificato presso la Robert Neff Akademy Los Angeles e Mental trainer Italia. 

Prestazione davvero deludente per Jalen Harris

"LE CROCIATE" DI GALBIATI-BALIANO

Sulla situazione di Harris è stato sin troppo chiaro coach Galbiati nel dopo gara: «Ha giocato una pessima partita. Noi abbiamo bisogno di recuperarlo. Se la società deve fare un altro sforzo economico non lo posso dire io. Io faccio l’allenatore. È in difficoltà, va aiutato. In questa giornata senza Spagnolo e Poeta non c’era la possibilità di farlo riposare. In certe situazioni restare in panchina qualche minuto in più può aiutare». Insomma, è come nel film Le Crociate di Ridley Scott, quando il protagonista Baliano di Imelin (Orlando Bloom) affronta Saladino (Ghassam Massoud) dopo giorni di sanguinoso assedio e gli dice che comunque non gli consegnerà Gerusalemme: «Offrite un accordo? Io non lo chiedo». Sembra la stessa strategia di Galbiati verso la società: «Volete cambiare Harris? Io non lo chiedo». Però, dopo quasi cinque mesi, sembrerebbe la soluzione inevitabile. Vedremo.

Il giovanissimo Filippo Gallo, classe 2004, autore di una tripla contro la Virtus

ULTIMO QUARTO IN APNEA

Tornando a domenica, la Vanoli aveva a disposizione sette rotazioni (fuori il capitano e leader Peppe Poeta, Matteo Spagnolo e Malcolm Miller) – contro i campioni d’Italia in carica, sempre per ricordare – cui coach Galbiati ha aggiunto i 9 minuti e 17 secondi di Filippo Gallo (classe 2004, autore di una tripla) e alla fine i 2 minuti e 23 secondi di Mauro Zacchigna (classe 2004). Dopo il 65 a 70 di inizio ultimo e decisivo quarto, inevitabilmente i giocatori cremonesi hanno risentito della stanchezza di una gara giocata ai minimi termini e con i continui sforzi fisici e mentali spremuti nel riagganciare gli avversari ogni volta che tentavano di spaccare in due il match. L'ultimo quarto è stato giocato in apnea e le scelte ne hanno risentito. In questo momento preoccupa sicuramente la classifica (il bilancio è di 3 vinte e 8 perse) e soprattutto la mancanza in un leader vero in campo. Ma la strada è ancora lunga e occorre far quadrato attorno alla squadra.

LA CLASSIFICA

Con il successo della Fortitudo Bologna nel posticipo su Trieste, sul fondo della classifica a quota 6 troviamo il quintetto formato da Vanoli, Fortitudo e Varese; avversarie che i cremonesi hanno battuto entrambe nelle gare di andata disputate al PalaRadi. Domenica a Brescia, però, i ragzzi di Galbiati devono cercare l'impresa.

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