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CALCIO SERIE B

La Cremonese e l’eroe per un giorno

L’emozione del giovane Lauciello in gol contro la Nazionale: «Che modo fantastico per chiudere la stagione»

Fabrizio Barbieri

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fbarbieri@laprovinciacr.it

19 Giugno 2021 - 11:43

Cremonese e l’eroe per un giorno

Gian Piero Lauciello

CREMONA - Il suo nome ha fatto il giro di tutto il mondo. Gian Piero Lauciello, classe 2003, è passato alla ribalta per il gol messo a segno contro la Nazionale di Mancini nel corso dell’amichevole. Non ci erano riusciti i giocatori della Svizzera e della Turchia all’Europeo ma c’è riuscito lui con la maglia della Cremonese Primavera durante l’amichevole di giovedì. «Sono molto felice. Che posso dire? Ho segnato un gol contro grandi campioni del calibro di Marco Verratti e Federico Chiesa. Un modo fantastico per chiudere una bellissima stagione».

Ovviamente meno emozionato mister Elia Pavesi, ma che descrive con grande trasporto l’esperienza. «Abbiamo avuto qualche fuoriquota interessante» scherza. «Allenare Sirigu, Bernardeschi, Raspardori e Belotti non è male... Scherzi a parte è stata una bella soddisfazione per tutti. È stata bravissima la società a regalarci questa opportunità al termine di una stagione bella, ma lunga e particolare».

L’emozione dei ragazzi è stata palese. «Fin dall’inizio. Quando siamo saliti in pullman c’era grande eccitazione. Appena arrivati a Coverciano tutti avevano in mano il cellulare per rubare qualche scatto, anche le cose banali come le panchine e il campo di gioco. Auguro a tutti di poterci tornare tra qualche anno in questo centro, ma per qualcuno questa sarà stata un’occasione unica. Li ho visti emozionarsi nel vedere certi campioni nello stesso campo e curiosi di imparare. Anche il rumore del pallone colpito da un calciatore di questo livello è diverso da quello che sono abituati».

Ct Mancini non ha chiesto cose particolari. «Nel primo tempo ci ha lasciato massima libertà. Abbiamo giocato come siamo abituati e la cosa ci ha permesso di far ruotare tutti. Volevamo dare un premio alla rosa intera. Solo i portieri non sono scesi in campo, ma hanno recuperato dopo facendo una lunga chiacchierata con i loro ‘colleghi’ e facendo tante fotografie di gruppo. Nel secondo tempo Mancini ci ha chiesto di giocare con il 4-3-3 per poter vedere Bernardeschi in quella posizione. È stato un piacere. Lo dico davvero».

Vialli ha fatto da padrone di casa. «Io non lo conoscevo personalmente e devo dire che mi ha fatto un’impressione eccellente. Ci ha accolto con gentilezza ed è stato bravissimo con i ragazzi. Ha fatto un discorso serio e sentito, ha ricordato e sottolineato le sue origini cremonesi. Soprattutto ha toccato tasti importanti. Ha fatto capire che per fare questo lavoro non basta il talento, ma c’è bisogno di allenarsi, crescere continuamente. Il sacrificio deve essere alla base di ogni risultato anche per i grandi campionati. Vederlo a bordo campo è stato bellissimo, sa emozionarsi per ogni bella azione. Vive il calcio con una passione incredibile».

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