L'ANALISI
17 Marzo 2026 - 13:51
(Arv) Venezia, 17 marzo 2026
Oggi, presso la sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) ha presentato un Progetto di legge statale, ‘Tutela dei minori di sedici anni in materia di utilizzazione delle piattaforme sociali telematiche e dei servizi di messaggistica istantanea’, volto a tutelare i minori dall’uso inadeguato dei Social.
Sono intervenuti, in rappresentanza dell’associazione ‘Emergenza Smartphone’, l’avvocato Emanuele Compagno e il dott. Luca Rech, genitore ed esperto di inquinamento elettromagnetico.
Il consigliere regionale, l’avvocato Alessio Morosin, che ha promosso la conferenza stampa e che è l’estensore della proposta normativa, ha sottolineato che “il Progetto di legge statale affronta un tema di grande attualità, rilevanza e delicatezza. Si inserisce nel solco della Risoluzione adottata dal Parlamento europeo nel novembre 2025, rafforzandone indirizzi e obiettivi. Come Consiglio regionale, abbiamo ritenuto doveroso dare voce a questa proposta, che oggi assume i contorni di una vera e propria emergenza sociale. Cresce, infatti, la preoccupazione per le condizioni dei più giovani: ogni giorno, registriamo segnali sempre più evidenti di fragilità tra i minori, esposti a condizionamenti che possono sfociare in isolamento, forme di autolesionismo e altre gravi criticità; in alcuni casi estremi, si arriva persino al suicidio. Una realtà drammatica, spesso più profonda di quanto noi adulti riusciamo a percepire.” “Da qui la necessità di un intervento mirato – ha spiegato il consigliere regionale - Non si tratta di introdurre divieti fini a sé stessi, ma di costruire strumenti efficaci di tutela, per evitare che i minori subiscano passivamente gli effetti di un uso distorto dei Social network, spesso tollerato, anche per comodità, dagli adulti. Un fenomeno visibile nella quotidianità: è sufficiente osservare i bambini al ristorante, isolati dietro uno smartphone, spesso distanti persino dai propri genitori. Questo evidenzia una carenza relazionale che non possiamo più ignorare.” “L’obiettivo – ha chiarito Morosin - è restituire centralità al percorso educativo e alla crescita personale: è fondamentale che bambini e ragazzi possano crescere in un contesto libero, basato sull’esperienza reale e non esclusivamente su quella virtuale.” “L’auspicio – ha concluso Alessio Morosin – è che questa proposta normativa possa essere esaminata rapidamente e che il Parlamento italiano si adegui quanto prima agli indirizzi europei, così da costruire insieme un futuro più sicuro ed equilibrato per le nuove generazioni. Perché desideriamo che i minori possano vivere una libertà autentica, non illusoria, né dannosa, capace di aprirli alla bellezza della conoscenza e dell’esperienza della vita.”
L’avvocato Emanuele Compagno ha spiegato che “si tratta di una proposta normativa volta a tutelare i nostri giovani dai rischi legati a un uso inappropriato degli strumenti digitali. Iniziative analoghe sono già state adottate in Francia e Australia. Anche nel Parlamento italiano è attualmente presente una proposta sul tema, che tuttavia si differenzia dalla nostra. Chiediamo l’introduzione del divieto, per i minori di 16 anni, di possedere account sui Social network, al fine di proteggerli dai danni connessi all’uso precoce e non regolamentato degli smartphone. Ci siamo infatti resi conto, da genitori, che i nostri figli spesso sono vittime di sistemi che, se da un lato possono essere molto utili, impiegati in attività di studio e di ricerca, dall’altro si rivelano estremamente pericolosi qualora utilizzati in modo distorto, dando adito a forme di isolamento e di depressione, perché tolgono ai nostri ragazzi la possibilità di confrontarsi con la vita reale. Questi strumenti annullano le relazioni tra persone. Noi vogliamo regalare ai nostri figli la libertà vera, quella di vivere la vita reale.”
Il dott. Luca Rech ha confidato di aver maturato “l’esigenza di approfondire e sviluppare questa proposta normativa da esperienze di vita quotidiana, osservando direttamente il comportamento dei miei cinque figli. Questo mi ha consentito di abbracciare un ampio arco di età, dall’infanzia fino alla conclusione delle Scuole superiori. Ho così notato come smartphone e dispositivi digitali siano diventati onnipresenti e profondamente integrati nella vita di ogni nucleo familiare. Una presenza costante e pervasiva che rende sempre più evidente la necessità di un’inversione di rotta: occorre fare un passo indietro e allontanare, almeno in parte, i più giovani da questi dispositivi. A sostegno di questa tesi, credo sia sufficiente osservare i comportamenti adottati da un gruppo di adolescenti privati dello smartphone: dopo un iniziale momento di disorientamento, in loro riemergono rapidamente dinamiche relazionali più autentiche; tornano il dialogo, il gioco, il piacere dello stare insieme. Da qui una riflessione più ampia sull’impatto delle tecnologie digitali: oggi sembra quasi impossibile restare soli anche solo per pochi minuti senza ricorrere al cellulare, qualunque attività si stia svolgendo. Per questo, riteniamo necessario un intervento pubblico che regoli l’utilizzo degli strumenti digitali, affinché bambini e ragazzi possano sviluppare naturali capacità di difesa e una crescita equilibrata. È il momento di fare un passo indietro per proteggere le nuove generazioni e il loro futuro”.
L’obiettivo del Progetto di legge statale è sollecitare il Parlamento nazionale ad adottare una disciplina organica finalizzata a limitare l’accesso alle piattaforme sociali telematiche e ai servizi di messaggistica istantanea da parte dei minori di sedici anni. La proposta nasce anche dalle istanze provenienti dalla società civile e da associazioni impegnate nella sensibilizzazione sui rischi connessi all’uso eccessivo degli strumenti digitali da parte dei minori. In particolare, l’associazione ‘Emergenza Smartphone’, attiva in Veneto, che ha collaborato fattivamente all’elaborazione della proposta normativa, ha promosso un’importante iniziativa di sensibilizzazione volta a richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sugli effetti potenzialmente dannosi derivanti dall’utilizzo incontrollato dei social network.
Il Pdls, munito della clausola di neutralità finanziaria, vuole quindi rafforzare la tutela dei minori nell’ambiente digitale, introducendo limiti chiari all’utilizzo delle piattaforme sociali e prevedendo strumenti tecnici e meccanismi di vigilanza idonei a garantire l’effettiva applicazione delle disposizioni.
In particolare, viene vietato l’utilizzo delle piattaforme sociali telematiche e dei servizi di messaggistica istantanea da parte dei minori di sedici anni; unica eccezione per i servizi di condivisione di contenuti online che forniscono accesso a banche dati, repertori enciclopedici o contenuti di carattere didattico e scientifico operanti senza scopo di lucro, al fine di garantire ai minori la possibilità di accedere a strumenti informativi ed educativi.
La proposta normativa prevede che i gestori dei siti internet e i fornitori delle piattaforme sociali e dei servizi di messaggistica istantanea adottino sistemi efficaci di accertamento dell’età degli utenti.
Inoltre, i fornitori dei servizi dovranno adottare sistemi di personalizzazione dei contenuti idonei a limitare la promozione di attività di gioco o scommessa con vincite in denaro, attività potenzialmente dannose per lo sviluppo dei minori, come anche la diffusione di messaggi che esaltino modelli di successo fondati sull’ostentazione della ricchezza, su fortune economiche o su modelli estetici irrealistici.
Viene altresì stabilito che ai minori di sedici anni sia vietato il possesso o l’utilizzo di dispositivi abilitati all’accesso alle piattaforme sociali e ai servizi di messaggistica qualora tali dispositivi siano privi di sistemi di controllo parentale attivi. In caso di violazione del divieto è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria a carico degli esercenti la responsabilità genitoriale o dei tutori legali.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) avrà il compito di vigilare sull’applicazione delle disposizioni normative.
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
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