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Comunicato Stampa: Russia alla Biennale. Presidente Zaia: “Norme europee su sanzioni prevedono deroghe per cultura"

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17 Marzo 2026 - 12:31

Russia alla Biennale. Presidente Zaia: “Le norme europee sulle sanzioni prevedono deroghe per la cultura. Difendere l’autonomia della Biennale d’Arte significa difendere dialogo e diplomazia, nella ricerca della pace verso chi ha per primo fatto risuonare le armi”

(Arv) Venezia, 17 marzo 2026 - “La Biennale di Venezia è un’istituzione autonoma, un presidio di libertà, un punto di incontro tra culture e popoli. Difenderne l’indipendenza significa difendere Venezia e la sua vocazione più profonda: quella al dialogo, al confronto, alla diplomazia”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo sul dibattito apertosi attorno alla Biennale di Venezia e all’allestimento della Russia presso il proprio padiglione. “Voglio ricordare una cosa essenziale: la Biennale di Venezia ospita 99 Paesi - puntualizza il Presidente - ed è, storicamente, uno dei più grandi luoghi al mondo di confronto, di libertà e di dialogo. È sempre stata il cenacolo delle idee, dei messaggi, delle riflessioni sui grandi temi del nostro tempo: la pace, i conflitti, l’ambiente, la sostenibilità, il destino dei popoli. Questo è il suo ruolo, questa è la sua missione, questa è la sua forza”. Prosegue il Presidente Zaia: “La condanna dell’aggressione russa all’Ucraina è netta e non ammette ambiguità. Su questo non ci sono tentennamenti: l’Ucraina è stata aggredita ed è giusto sostenerla con fermezza. Ma altra cosa è pensare che la cultura, e con essa la Biennale, debbano rinunciare alla propria funzione storica, che è quella di mantenere aperti spazi di relazione proprio quando il mondo sembra scegliere soltanto la via del conflitto e delle armi. Venezia, nella sua storia millenaria, ha saputo essere questo: mediazione e incontro, dove la diplomazia ha la meglio sulle armi. La Biennale è erede di questa tradizione e non può smarrirla”. Zaia aggiunge: “Ricordo che la Federazione Russa è proprietaria dal 1914 di un Padiglione all’interno dei Giardini della Biennale. E che molti altri Paesi ospitati nell’esposizione sono direttamente, o da vicino, coinvolti in situazioni di conflitto o di limitazione della democrazia, alcuni dei quali con responsabilità importanti. Io penso che il presidente Pietrangelo Buttafuoco abbia fatto bene a difendere l’autonomia e la missione della Biennale, non certo come provocazione e nemmeno come forma di indulgenza verso chi ha scatenato la guerra, ma nella consapevolezza che la cultura non santifica nessuno e non assolve nessuno. Semmai, mette a disposizione il più grande palcoscenico internazionale dell’arte perché si continui a parlare di pace anche nel tempo della guerra”. “Anche il quadro europeo, pur nel rigore delle sanzioni, distingue nelle proprie norme il piano culturale da altri ambiti e prevede specifiche deroghe per la cultura, mantenendo invece limiti stringenti in specifici settori tecnici e professionali. Al Regolamento UE sulle sanzioni, il n. 883/2014, è stato esplicitato che il divieto non si applica: “al funzionamento […] dei centri culturali e di istruzione”, osserva il Presidente del Consiglio regionale del Veneto. “Le valutazioni di dettaglio spettano ai tecnici e agli organi competenti. Ma il principio politico e culturale deve restare chiaro: non si difende la pace restringendo gli spazi del dialogo”, prosegue il Presidente Zaia. “In un mondo attraversato da decine di focolai di guerra, sarebbe utile evitare che questo tema diventi terreno di divisione sterile, lasciando magari voce solo a ‘quegli uomini peggiori che nelle guerre mandano a morire gli uomini migliori’, come diceva Ernest Hemingway, che di guerre ne vide molte, e ne scrisse anche da Venezia”, sottolinea ancora Zaia. Quindi la conclusione del Presidente Zaia: “La Biennale va difesa proprio perché è la rassegna d’arte più importante e più libera del mondo. Per questo dico: avanti con una Biennale autonoma, capace di custodire la propria missione. E da Venezia, grazie anche alla forza simbolica dell’arte, può partire un messaggio più forte di dialogo, di tregua, di pace. Un risultato importante, degno della sua storia”.

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

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