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CRESCE L’ALLARME LUDOPATIA

Il gioco online dilaga: bruciato un miliardo

Tra il 2022 e il 2024 in tutta la provincia le puntate hanno raggiunto i 981 milioni di euro. A Cremona spesa media pro capite annuale di 1.500 euro. A Torre de' Picenardi il picco: 2.500 euro

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

20 Dicembre 2025 - 05:32

Il gioco online dilaga: bruciato un miliardo

CREMONA - Dal 2022 al 2024 in provincia di Cremona il gioco d’azzardo online è stato un affare da circa 981 milioni di euro, con un incremento del 13,4% negli ultimi due anni. Numeri da capogiro quelli elaborati da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon. Alla somma andrebbero inoltre aggiunti i 354 milioni di euro spesi nel 2024 per tentare la sorte tramite Gratta&vinci, slot e altre giocate ‘fisiche’, stando ai dati forniti dalla Commissione parlamentare antimafia.

I PICCHI A TORRE DE' PICENARDI E SPINO D'ADDA

Nonostante il nostro territorio sia fra quelli meno a rischio ludopatia (bollino giallo, ovvero giocate procapite tra 1.200 e 1.600 euro) l’incremento della cosiddetta ‘raccolta’ online è stato notevole. Dal 2023 al 2024, ad esempio, sono stati giocati 15 milioni e 543mila euro in più. Facendo arrivare le ‘puntate’ a quota 346 milioni e 124mila euro. Di questa somma, ben 76 milioni e 435mila euro provengono dalla sola città capoluogo, che pesa dunque per il 22,1% del totale. Ed è proprio a Cremona che sale anche la giocata media procapite annua: 1.515,17 euro contro i 1.359 del resto della provincia. Ci sono però realtà territoriali dove, un po’ a sorpresa, si supera abbondantemente questa media e si supera anche la media nazionale (2.162,35 euro): a Torre de’ Picenardi la giocata procapite d’azzardo online nella fascia di età 18-74 anni nel 2024 è stata 2.527,8 euro e nel 2023 era stata addirittura 6.320,52 euro; a Spino d’Adda è arrivata a 2.203,6 euro.

L'ESEMPIO DI OFFANENGO

Per quanto riguarda le variazioni, invece, è da rilevare quella in negativo registrata ad Offanengo: il giocato online nel 2023 era stato pari a 23,2 milioni e secondo lo studio Cgil nel 2024 è sceso a 5,5 milioni. Un -17,8 milioni che rappresenta anche il primato regionale a livello di calo del gioco. Dato molto significativo che si può legare anche alla presenza sul territorio cremasco (e all’ottimo lavoro) della struttura complessa di riabilitazione dalle dipendenze dell’Azienda sociosanitaria, guidata da Secondo Cogrossi, con sede a Rivolta d'Adda.

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I PAZIENTI IN CURA

Mentre continuano le attività di sensibilizzazione e informazione inserite nel Piano Gap (Gioco d’azzardo patologico) che proprio in questi giorni stanno prevedendo anche il lancio di una campagna che coinvolge l’Ats Val Padana e l’Us Cremonese – di cui parliamo nella pagina a fianco – a tracciare il quadro della situazione partendo dai pazienti in cura è Roberto Poli. Il direttore del Serd dell’Asst di Cremona spiega che attualmente sono 55 i pazienti seguiti per la dipendenza dal gioco d’azzardo, di cui 45 maschi e 10 femmine. Per quanto riguarda le fasce di età, 12 sono under trenta e 11 hanno tra i trenta e i quarant’anni, mentre 9 tra i quaranta e i cinquanta, 14 tra i cinquanta e i sessanta e infine 9 sono ultrasessantenni. La maggior parte dei pazienti (46) è di nazionalità italiana, 4 sono cittadini comunitari e 5 extracomunitari. A questi sono da aggiungere sei pazienti attualmente in carcere, in cura per precedente dipendenza da gioco. «Dopo anni di campagne di sensibilizzazione vediamo fortunatamente un incremento delle persone che chiedono aiuto – spiega Poli –, anche se purtroppo sappiamo che questi numeri sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più diffuso. Anche perché chi chiede aiuto lo fa solitamente quando la situazione è già molto grave».

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L'EFFETTO 'TRIGGER'

Capita sempre più frequentemente che chi gioca senza freni presenti anche altre dipendenze. «Attraverso la nostra rete di professionisti, assistiamo anche quanti si presentano con più problematiche contemporaneamente», continua Poli. Molto spesso, infatti, assistiamo a ‘poli-dipendenze’ e cioè dipendenze contemporanee da gioco, alcol o droga, oppure a ‘cross-dipendenze’ e cioè al passaggio da una dipendenza all’altra. Alcol e cocaina, in particolare, fanno da ‘trigger’. «E favorendo la disinibizione – spiega ancora il medico –, possono anche alimentare le dipendenze comportamentali come appunto il gioco d’azzardo».

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