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CASALMAGGIORE. SALUTE E TERRITORIO

Asst autonoma, «Inspiegabile stallo sulla proposta»

Allarme sul futuro assetto organizzativo della sanità locale. I politici di centrosinistra dell’Oglio Po riprendono le fila del discorso

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

23 Agosto 2021 - 20:14

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CASALMAGGIORE - «Ad oggi non vediamo slanci in avanti e siamo in una situazione di preoccupante ed inspiegabile stallo». Il gruppo di politici di centrosinistra che un paio di mesi fa lanciò la proposta di costituire l’Asst Oglio Po, separata da Cremona e da Mantova, sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle, lancia l’allarme sul futuro assetto organizzativo della sanità locale.

«Come ci eravamo ripromessi, facciamo il punto della situazione, dopo avere contattato quasi tutti gli amministratori dell’Oglio Po, presentando le motivazioni che stavano alla base del documento che era stato redatto», hanno spiegato gli esponenti di Pd della zona Oglio Po, tecnici, Cnc, Rive Gauche, M5S di Viadana e Casalmaggiore.

«Sicuramente non abbiamo nulla da dire sul fatto che i sindaci ci abbiano accolto e ascoltato, a volte a dire il vero con qualche inutile pregiudizio politico».

Ad avviso dei componenti del gruppo, che spazia tra Casalasco e Viadanese, «il dibattito in corso sulla legge 23 non è per nulla rassicurante, anche viste le numerose recenti anticipazioni di probabili decisioni in merito a future nuove organizzazioni di Ats, Asst e Distretti e di distribuzioni di ospedali e Case della comunità sui nostri territori che purtroppo tengono conto solo dei rispettivi confini provinciali e dell’assetto distrettuale precedente la stessa riforma 23/2015. La notizia preoccupante che è emersa anche dalla recente riunione del 19 luglio del Consiglio di rappresentanza dei sindaci dell’Ats Valpadana (Crema, Cremona e Mantova) e di cui fanno parte anche i sindaci di Casalmaggiore e Asola è che vi sia la chiara intenzione di rinnovare la divisione del nostro territorio nei due Distretti di Casalmaggiore e di Viadana, nel più assoluto silenzio dei rappresentanti del territorio».

Una scelta che per il gruppo «è assurda. Distrugge un territorio che è unito e che da anni lavora per integrarsi ancora di più sia in ambito sanitario che sociale, con un Piano di Zona Sociale unico. L’Area territoriale socio-sanitaria interaziendale casalasco-viadanese, ricostituitasi nel 2015 come Ambito distrettuale, non può di nuovo essere messa in discussione in alcun modo, pena la compromissione definitiva della corretta gestione dell’ambito socio-sanitario territoriale. La Regione va contro quello che lei stessa ha affermato in una sua delibera e cioè che ‘La dislocazione dei Comuni del Casalasco (ex distretto di Casalmaggiore) e del Viadanese (ex distretto di Viadana) insistono su lembi territoriali che si compenetrano vicendevolmente, e afferiscono rispettivamente all’Asst di Cremona e alla Asst di Mantova, mantenendo una ripartizione artificiosa rispetto al territorio in cui insistono e alle diverse unità di offerta e servizi sociosanitari esistenti».

I componenti del gruppo sostengono che «suddividere di nuovo il territorio nei due Distretti di Casalmaggiore e di Viadana vorrebbe dire, dunque, che la Regione si appresta a sconfessare tutto il lavoro fatto in questi anni . Inoltre, l’ospedale Oglio Po e gli altri ospedali del territorio – Bozzolo e Viadana, eventualmente anche Asola — non possono essere considerati solo come succursali degli ospedali provinciali da cui dipendono, ma ospedali a servizio del territorio, governati insieme da un’unica Direzione generale».

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