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Gallignano, a caccia di reperti romani e preromani in località Montagnola

Dopo lo stop per la pandemia, torna in azione il dream-team che raggruppa i migliori archeologi della Lombardia: Gruppo Archeologico Ambrosiano, Comasco, Est Milanese e Aquaria Soncino

Andrea Arco

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andreaarco23@gmail.com

21 Giugno 2022 - 14:56

Gallignano, a caccia di reperti romani e preromani in località Montagnola

SONCINO - Dopo due anni di stop a causa del virus, la storia torna a rivivere alla Montagnola, località ricchissima di reperti romani e preromani situata fra Isengo e Gallignano. Ancora una volta in prima fila c’è il dream-team che raggruppa i migliori archeologi della Lombardia: Gruppo Archeologico Ambrosiano, Comasco, Est Milanese e Aquaria Soncino. Tutto quello che verrà recuperato, con la Soprintendenza che ovviamente coordina e segue passo dopo passo, passa prima alla pulizia e poi alla schedatura. I tesori più comuni? Cocci e monete.


Riprendono gli scavi archoelogico-didattici della Montagnola. Si tratta del Progetto Soncino, uno dei più importanti del Nord Italia. Walter Accialini, vicedirettore del Gaam, ne ha svelato tutti i segreti: «I reperti ritrovati nel corso degli anni sono stati numerosi e di varia tipologia ed epoca, ma tutti in piccoli frammenti, dato che il sito aveva subito uno sconvolgimento antropico nel corso dei primi anni ’80 del secolo scorso, quando è stata rinvenuta la villa, dovuto ai lavori dei mezzi meccanici di cava. La maggior parte dei reperti rinvenuti, che si trovano in uno strato di terra accumulato all’epoca dei primi scavi, è riconducibile alla fase storica che ha visto il sito particolarmente frequentato in epoca Romana».

Di chi è il merito? Presto detto: «I volontari che ruotano nell’ambito delle attività previste dal progetto con la Soprintendenza e la Provincia di Cremona sono in totale una sessantina tra i 4 Gruppi Archeologici che aderiscono al progetto (Ambrosiano, Aquaria, Comasco, Est Milanese) ma con il limite di 10 presenze durante le giornate di scavo. Mentre non ci sono limitazioni di presenze durante le giornate in cui si svolge attività di ricognizione sul territorio comunale oppure attività di laboratorio nel magazzino di Gallignano». Lo scopo? Eccolo: «La finalità è contribuire alla conoscenza del territorio dal punto di vista archeologico supportando la Soprintendenza in un’attività alla quale non riuscirebbe a destinare risorse perché già impegnata su altri fronti prioritari. L’obiettivo è anche di consentire a molti volontari di imparare i primi rudimenti dell’attività che si svolge in un cantiere archeologico, infatti non si tratta di uno scavo scientifico stratigrafico bensì di uno scavo didattico».

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