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AL PONCHIELLI

Danza, Otello in salsa dark

Il Balletto di Roma giovedì sera, 26 marzo 2026, in scena con la coreografia di Fabrizio Monteverde

Barbara Caffi

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bcaffi@laprovinciacr.it

25 Marzo 2026 - 21:55

Danza, Otello in salsa dark

Una scena dell'Otello di Fabrizio Monteverde

CREMONA - Non sembrano passare gli anni per Otello, capolavoro contemporaneo di Fabrizio Monteverde creato nel 2009, ripreso nel 2015 e nel 2016 e riallestito nell’autunno scorso per il Balletto di Roma. Il dramma shakespeariano sarà in scena domani, 26 marzo 2026, alle 20.30 al Ponchielli per la stagione di danza.

La coreografia è ambientata in un porto, dichiarato ed esplicito omaggio alle atmosfere ambigue - al limite del sordido - di Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder. Il mare non è sullo sfondo, ma presenza viva e sempre in movimento, come tempestose e imprevedibili sono le passioni che muovono le azioni umane. La musica di Antonin Dvorak sembra esaltare l’atmosfera dark che connota la coreografia di Monteverde. L’artista, specificano le note di sala, «continua a rielaborare il testo shakespeariano a partire dagli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo e complesso intreccio tra i protagonisti Otello, Desdemona e Cassio.

In questo triangolo mai equilatero di rapporti, i tre vertici risultano costantemente intercambiabili, grazie sì agli intrighi di Iago, ma ancor più alle varie maschere del ‘non detto’ con cui la ragione combatte – spesso a sua stessa insaputa, ancor più spesso con consapevoli menzogne – il Sentimento. L’ambientazione in un moderno porto di mare amplia l’intuizione di fondo: se Otello è, come è sempre stato, un ‘diverso’, un outsider, non tanto per il colore della pelle quanto per il suo essere ‘straniero’ e abituato ad altre regole del gioco, è anche vero che la banchina di un porto è una sorta di zona franca, un limbo in cui si arriva o si attende di partire, un coacervo di diversità in cui tutte le pulsioni vengono pacificamente accettate come naturali e necessarie proprio per il semplice fatto che lì, nel continuo brulicare del ricambio umano, lo straniero, il diverso o il barbaro smettono di esistere».

«Precoce dramma romantico - proseguono le note - , l’Otello ben si presta alla lettura provocatoria ed eccessiva elaborata da Monteverde, in cui anche certe forzature enfatiche di Dvorak trovano pertinente collocazione fungendo da sottile contrappunto ironico all’azione dei personaggi».

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