L'ANALISI
21 Marzo 2026 - 19:40
Volontari del Fondo Ambiente Italiano davanti a Sant’Ambrogio
CREMONA - Grande successo nel sabato delle Giornate FAI di Primavera. Tantissime le persone che si sono recate fin dalla mattina nei siti aperti al pubblico in quest’edizione. In città si sono formate lunghe code soprattutto sotto Palazzo Magio Grasselli (via XX Settembre) e sotto Palazzo Lodi Mora Zaccaria (Piazza Lodi). Buona l’affluenza anche alla Chiesa di Sant’Ambrogio e a Palazzo Silva a Pizzighettone. In totale sono state quasi 2.000 le presenze, segno del grande interesse dei cremonesi nei confronti delle bellezze artistiche e architettoniche della città.

Palazzo Magio Grasselli è stato oggetto di un recente restauro e dovrebbe diventare entro il 2027 la nuova casa del Conservatorio 'Claudio Monteverdi'. A destare l’interesse del pubblico sono stati soprattutto i piani alti dell’edificio e gli appartamenti privati, ai quali si accede grazie a uno scalone di rappresentanza a quattro rampe. Saloni decorati con motivi classici, che rimandano ai fregi greci e alle decorazioni della Colonna Traiana. Notevole il “finto gazebo” nell’ala finale dell’edificio, decorato con rappresentazioni di fiori e pappagalli, che si affaccia su un giardino dalle più varie essenze botaniche.

Tutti col naso all’insù anche a Palazzo Lodi Mora Zaccaria, edificio che sorge su un’area originariamente occupata dalla chiesa e dal convento dei Santi Ippolito e Gabriele. Qui sono conservate alcune delle decorazioni del Boccaccino (1660-1740) e di Giuseppe Natali (1652-1722), due dei più importanti pittori attivi nel cremonese. Sopra lo scalone d’onore la rappresentazione del mito di Aurora che lascia Pitone per inseguire Zefiro, mentre ai piani alti una Galleria conduce al Salone dell’Imperatore, luogo nel quale si trova l’affresco dell’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo (1640-1705) mentre riceve i fulmini (segno del potere) da Giove.

A chiudere il percorso delle Giornate FAI in città la chiesa di Sant’Ambrogio, edificata negli anni ’30 del ’900 dall’architetto milanese Giovanni Muzio, famoso per aver progettato nel capoluogo, tra le altre cose, la Torre Turati, il Palazzo dell’Arte e l’entrata dell’Università Cattolica. La chiesa, situata nell’omonimo quartiere della città, conserva al suo interno il grande altare con la stele marmorea con Sant’Antonio da Padova, opera dello scultore cremonese Dante Ruffini. I siti saranno visitabili ancora per tutta la giornata di domani fino alle 18.00.

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