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IL PREMIO

La Chiave d'Europa 2026 a Morin e Ceruti: un monito contro l'implosione del continente

I due intellettuali impegnati a difendere la civiltà europea oltre moneta e territorio e a rigenerare lo spirito comune in tempi di crisi

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

21 Marzo 2026 - 16:30

 La Chiave d'Europa 2026 a Morin e Ceruti: un monito contro l'implosione del continente

Edgar Morin e Mauro Ceruti

ROMA - Se l’Europa implode, implodono anche i suoi stati nazionali. Difendere l’Europa vuol dire anche difendere i suoi singoli stati. Cosa possono fare degli staterelli in competizione con i grandi attori globali? Stati uniti, Russia, Cina, India... Ma difendere l’Europa vuol dire rigenerare lo spirito europeo. Ed è questo spirito a essere in pericolo. La nostra Europa non è né una moneta né un territorio: è una civiltà. È una civiltà che ha sviluppato straordinarie conquiste di umanità: l'arte, la filosofia, la musica, con la loro creatività; i diritti umani, delle donne, dei bambini; la democrazia; la libertà, la tolleranza, l'università, la capacità di assimilare le diversità, il welfare, la solidarietà... L’Europa non è solo uno spazio economico che si prende quando fa comodo. E’ una conquista di civiltà che ha reso gli stranieri vicini e concittadini. Su questo non si può tornare indietro". Ecco cosa dichiarava il filosofo Mauro Ceruti all'uscita nelle librerie del volume 'La Nostra Europa' scritto con Edgar Morin e pubblicato da Raffaello Cortina Editore. Oggi quelle parole suonano quanto mai importanti e al tempo stesso inascoltate, se si pensa che furono fronunciate nel 2019. E come i clerici vagantes o gli umanisti rinascimentali i filosofi Edgar Morin e Mauro Ceruti sono 'perennemente in viaggio' per raccontare dell’Europa, per incoraggiare a pensare la complessità, perché in un tempo complesso e globale le soluzioni semplici e le scorciatoie non esistono. Considerazioni, queste, che paiono quanto mai inattuali in tempi di semplificazioni belliche, di una guerra tutti contro tutti, col rischio che la partita sia destinata a un tragico autoannientamento delle forze in campo. Ed allora - in questi giorni di guerra e di inverno democratico - gli ammonimenti di Morin e Ceruti dovrebbero essere urlati, dovrebbero essere condivisi, praticati, anche se forse è troppo tardi. Il sogno di un'Europa politica oltre che economica sembra sciogliersi nella sua inazione e irrilevanza. Ed allora piace annunciare e condividere l'importante riconoscimento che Morin e Ceruti riceveranno nei prossimi giorni.

Il Premio La Chiave d’Europa 2026, dell’Associazione La Nuova Europa e del Comune di Ventotene, sarà assegnato mercoledì 25 marzo alle ore 11 ai filosofi Edgar Morin e Mauro Ceruti per il loro contributo alla diffusione dei valori europei con il libro La nostra Europa (ed. 2025): la loro profonda analisi intellettuale, capace di combinare pensiero libero e ottimismo sulle sorti del continente, contribuisce ad animare un dibattito oggi cruciale sui valori e la storia dell’Unione, nel contesto di sfide globali, per guardare al futuro in ottica d’integrazione.

Il Premio sarà consegnato a Mauro Ceruti, direttore del Centro di ricerca sui sistemi complessi dell’Università Iulm, nell’Aula magna del Liceo Mamiani davanti a un centinaio di studenti, in occasione della lectio conclusiva della Scuola d’Europa a 40 anni dalla scomparsa di Altiero Spinelli a cura del suo biografo, lo storico Piero S. Graglia. Edgar Morin parteciperà in collegamento da Parigi.

La Chiave d’Europa è un riconoscimento istituito nel 2017 dal Comune di Ventotene insieme all’Associazione di promozione sociale La Nuova Europa, assegnato a coloro che hanno dato un contributo significativo al rafforzamento dell’identità europea. È stato conferito a Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza, in occasione della nomina a Cittadino onorario di Ventotene, per il suo contributo nel far conoscere la storia dell’isola in Europa; a Emmanuel Macron per il suo impegno nel rilanciare un’Europa più coesa e forte; a David Maria Sassoli per la sua instancabile difesa dei valori democratici e dei diritti umani; a Ursula von der Leyen per il suo ruolo nella gestione della crisi pandemica; al console Tommaso Claudi per aver garantito in sicurezza l’evacuazione di cittadini italiani e afghani da Kabul; ad Andrij Ševčenko per il suo impegno nel promuovere la pace attraverso lo sport nella martoriata Ucraina.

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