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CREMONA

Le donne e la montagna

Un ciclo di incontri nelle scuole di Cai e Porte aperte festival sull'emancipazione femminile attraverso la passione per le vette

Barbara Caffi

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bcaffi@laprovinciacr.it

20 Marzo 2026 - 21:09

Le donne e la montagna

Andrea Cisi, Alberta Schiavi, Guido Sora ed Emanuela Cerioli

CREMONA - Ha scalato montagne vere - di pietra, roccia e ghiaccio - e metaforiche, ancora più pericolose, fino a finire più volte in carcere e da alcuni anni in esilio: Nasim Eshqi, iraniana, ha fatto della montagna il mezzo di un’emancipazione che da personale è diventata battaglia politica e civile per i diritti delle donne e non solo. Eshqui, con Cristina Piolini, Chiara Todesco, Marta Aidala e Giorgia Lazzarini, è protagonista del progetto Donne, scuola e montagna curato dalla sezione cremonese del Cai e dal Porte aperte festival e con i patrocini di Comune di Cremona, Panathlon, Associazione nazionale atlete e Stati generali delle donne. È un’iniziativa rivolta in particolare alle scuole (secondarie di primo grado Virgilio, Anna Frank, Levata, Ostiano e secondarie di secondo grado scientifico Aselli e iis Torriani), ma con un incontro aperto al pubblico proprio con Eshqi. L’appuntamento con lei è il 23 aprile alle 21 all’Anteo di CremonaPo dove sarà proiettato il docufilm Climbing Iran.

«La montagna - ha spiegato Guido Sora della commissione cultura del Cai - unisce e va oltre i confini- È un mondo che a lungo è stato maschile e maschilista, ma in realtà tutti facciamo la stessa fatica, indipendentemente dal genere. Anzi, la montagna per molte donne è diventata un’occasione di emancipazione e crescita». «Abbiamo invitato scrittrici, registe, attiviste che hanno trovato nella montagna un luogo e un mezzo per far sentire la propria voce in un mondo che a lungo non le ha ascoltate. Ogni donna che fa un’impresa fa rumore, nel mondo che vorremmo le imprese delle donne dovrebbero essere ‘normali’ e non fare più rumore», sottolinea Alberta Schiavi del direttivo Cai. «La scuola è il luogo in cui si lanciano i semi - dice Emanuela Cerioli, insegnante alla media di Ostiano -, proporre storie di donne forti e determinate è importante. Sono sempre di più le donne che scelgono la montagna: semplici escursioniste, ma anche alpiniste e rifugiste. Nelle nostre scuole ci sono ragazze e ragazzi di origine straniera che vengono da culture chiuse, spesso ancora maschiliste e il confronto con queste storie li ha portati a riflettere anche se molti di loro la montagna non l’hanno mai vista. Divisi in gruppi, i ragazzi hanno fatto dei lavori sorprendenti».

«Con il Cai siamo al terzo anno di collaborazione - aggiunge Andrea Cisi a nome del Paf, che quest’anno si terrà dal 4 al 7 giugno -, perché da sempre stringiamo rapporti sul territorio con il mondo dell’associazionismo. Lo scorso anno abbiamo collaborato alle iniziative per il centenario di Alfonsina Strada, la ciclista che gareggiava con gli uomini. Anche quest’anno il focus è legato all’abbattimento delle barriere di genere. La presenza di Nasim Eshqi, poi, ci porta nell’attualità più stringente, visto quello che sta succedendo in Iran».

Il progetto è stato curato da Sora, Alessandra Fiori e Piera Federici della commissione cultura del Cai, Fabio Toninelli (Tapirulan), Pierluigi Torresani (processi formativi in ambito sportivo, storia e cultura dello sport) e Cisi per il Paf. L’immagine del manifesto, che unisce libri, vette e sensibilità ambientale si deve alla pittrice e illustratrice cremonese Milly Truglia.

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