L'ANALISI
11 Marzo 2026 - 18:14
Il pianista Gabriele Strata (© Van Hasselt)
CREMONA - È uno dei pianisti italiani più promettenti della nuova generazione: Gabriele Strata, padovano classe 1999, approda domani sera alle20.30 sul palcoscenico del teatro Ponchielli con un recital dedicato al grande repertorio romantico per pianoforte. Il programma accosta la raffinatezza di Chopin all’introspezione di Schubert, in un viaggio al centro del Romanticismo europeo. La prima parte della serata presenta alcune delle sue pagine più celebri del compositore polacco. Tre valzer che non sono semplici danze da salotto: nel mondo chopiniano il valzer diventa un piccolo teatro di gesti musicali, dove l’eleganza aristocratica convive con un sottile senso di malinconia. L’op. 34 n. 1, brillante e virtuosistico, restituisce il lato più scintillante della scrittura chopiniana. L’op. 64 n. 3, invece, ha un carattere più sfumato e narrativo, fatto di continue modulazioni emotive. A questi brani si affianca la Grande Valse Brillante op. 18, una delle pagine più celebri del repertorio pianistico romantico. Il valzer perde ogni funzione di danza reale e diventa pura esibizione pianistica: una musica luminosa, piena di slancio ritmico e di brillantezza tecnica. Il centro espressivo della prima parte è però rappresentato da due opere più complesse: la Ballata n. 3 op. 47 e la Polacca-Fantasia op. 61. Nelle Ballate Chopin sviluppa una forma musicale che sembra ispirata al racconto poetico: episodi contrastanti, momenti lirici e improvvise accelerazioni costruiscono un vero e proprio percorso narrativo. La terza Ballata è forse la più luminosa delle quattro, caratterizzata da un continuo alternarsi di tensione e leggerezza. La Polacca-Fantasia, composta negli ultimi anni di vita del musicista, appartiene invece alla fase più libera e sperimentale della sua produzione. La struttura della polacca — solenne e ritmica — si fonde con la libertà formale della fantasia
Se Chopin rappresenta l’eleganza del gesto e la dimensione lirica del pianoforte romantico, la seconda parte del concerto guarda invece al mondo interiore e visionario di Franz Schubert. Del compositore austriaco verranno eseguiti il Minuetto e Trio in do diesis minore D 600 e soprattutto la Sonata in la maggiore D 959, uno dei vertici assoluti della letteratura pianistica ottocentesca. Composta negli ultimi mesi di vita del musicista viennese, la sonata alterna slanci luminosi e improvvisi abissi espressivi, costruendo un discorso musicale ampio e meditativo che richiede all’interprete maturità e profondità di visione. L’opera si apre con un primo movimento ampio e luminoso. Il secondo movimento è invece uno dei momenti più intensi dell’intero repertorio: un Andantino sospeso e inquieto, nel quale la serenità iniziale si trasforma progressivamente in una drammatica esplosione centrale, prima di ritornare a una calma fragile e quasi irreale. Dopo lo slancio più leggero dello Scherzo, il Finale riporta la musica a una dimensione di movimento e di luce. Il percorso tracciato dal recital mette così in dialogo due modi diversi di abitare il Romanticismo: una tensione tra grazia e abisso. Il concerto promette dunque di essere non soltanto l’incontro con un talento emergente del pianismo europeo, ma anche un itinerario nel cuore del pianoforte romantico, dove la scrittura musicale diventa teatro dell’anima.
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