L'ANALISI
08 Marzo 2026 - 19:30
La coreografia La Duse. Nessuna opera della Compagnia Opus Ballet (© Roberto Di Biasio)
CREMONA - Piovono petali sulle danzatrici di Cob - Compagnia Opus Ballet che ieri sera hanno portato in scena al Ponchielli La Duse - Nessuna Opera, con coreografia di Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro. Piovono petali sui personaggi femminili cui Eleonora Duse - la ‘divina’ che ammaliò D’Annunzio, l’‘attrice meravigliosa’ ammirata da Cechov - ha dato corpo, voce e vita: Margherita, Giulietta, Cleopatra, Nora e le altre.
Piovono petali sulle donne - tutte - che pur non sapendolo a Duse devono qualcosa, perché è anche grazie a lei che certi schemi maschili e maschilisti negli ultimi decenni si sono incrinati. Non mancano i momenti suggestivi nella coreografia, che più che un omaggio all’attrice madre e artefice del teatro moderno risulta un canto di sorellanza e di comune sentire femminile. La creazione è volutamente non didascalica e slegata dalla biografia dell’attrice che il recente centenario - nata nel 1858 a Vigevano, Duse muore a Pittsburgh nel 1924 - ha consentito di riscoprire.
La scelta salva da una sciagurata caduta nel bozzettismo e del tributo all’attrice restano alcune suggestioni: il grande lampadario che da solo dà corpo alla scenografia di Loris Giancola, i costumi senza tempo di Santi Rinciari, le rose rosse che ogni ballerina dona a Eleonora/Di Maro, immobile al centro della scena. Sua la danza/video leggermente fuori registro che può ricordare (al netto del diverso stile coreutico) i filmati in bianco e nero di Isadora Duncan, un’altra rivoluzionaria della scena.
Se nella seconda parte dello spettacolo la protagonista è Eleonora Duse, nella prima la scena è delle altre danzatrici, che danno vita a una danza corale che definisce i contorni di luce e spazio ideati da Gianni Staropoli. Piccoli gesti ripetuti e quasi uguali, replicati con effetto ipnotico e straniante, al limite della noia.
La danza è spigolosa, angolare. E quasi ossimorica perché, pur lontana da delicatezza di gesti, mantiene fluidità e morbidezza. Le musiche originali di Giuseppe Villarosa accompagnano questo canto femminile e al femminile, conferendo alla coreografia un tono drammatico eppure delicato.
Coraggiosa l’idea di affrontare la storia di una donna eccezionale riportandola alla sua essenza, tuttavia La Duse - Nessuna Opera non risulta del tutto coinvolgente, restando distante ed emotivamente poco coinvolgente.
Applausi, meritati, alle danzatrici: Giuliana Bonaffini, Ginevra Gioli, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Cristina Roggerini, Giovanna Santoro, Sara Schiavo e Rebeca Zucchegni oltre che a Di Maro.
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