L'ANALISI
LE GIORNATE DI PRIMAVERA
09 Marzo 2026 - 18:28
Un interno di Palazzo Loda Mori Zaccaria (© Davide Bruneri)
CREMONA - È la primavera dell’arte, del patrimonio culturale, della bellezza: anche quest’anno le Giornate Fai di Primavera accendono i riflettori su luoghi di solito chiusi o difficilmente accessibili che, in provincia - nel fine settimana del 21 e 22 marzo prossimi -, si potranno visitare a Cremona (palazzi Lodi Mora Zaccaria e Magio Grasselli e la chiesa di Sant’Ambrogio), Crema (palazzo Benzoni e chiesa di Santa Maria Stella) e Pizzighettone (palazzo Silva).
«Il rapporto col patrimonio artistico – così come quello con la filosofia, la storia, la letteratura: ma in modo straordinariamente concreto – ci libera dalla dittatura totalitaria del presente: ci fa capire fino in fondo quanto siamo mortali e fragili, e al tempo stesso coltiva ed esalta le nostre aspirazioni di futuro. In un’epoca come la nostra, divorata dal narcisismo e inchiodata all’orizzonte cortissimo delle breaking news, l’esperienza del passato può essere un antidoto vitale»: lo ha scritto lo storico dell’arte Tomaso Montanari in un testo che qualche anno fa è stato proposto come traccia all’esame di maturità.
Anche se non sempre ne siamo consapevoli e facciamo poco per tutelarlo, il patrimonio culturale, paesaggio compreso, è parte di noi e ben prima di considerarlo un’opportunità turistica dovremmo pensarlo come un elemento che definisce la nostra identità sia privata che pubblica.
Per la delegazione cremonese, l’edizione 2026 delle Giornate di primavera assume un significato particolare perché da gennaio è guidata da Davide Bruneri.
«Per quanto riguarda le aperture nel centro storico di Cremona, dopo il grande successo riscosso nel 2022, sabato 21 sarà possibile accedere eccezionalmente ad alcuni ambienti di palazzo Lodi Mora Zaccaria (piazza Lodi), antica dimora nobiliare cremonese che custodisce importanti decorazioni pittoriche di Francesco Boccaccino e Giuseppe Natali - spiegano le note del Fai -. In entrambe le giornate, invece, saranno visitabili palazzo Magio Grasselli (corso XX Settembre), con l’apertura eccezionale delle sale affacciate sulla strada recentemente recuperate in occasione del secondo lotto di lavori, e la chiesa di Sant’Ambrogio (via San Francesco), capolavoro razionalista di Giovanni Muzio poco noto al pubblico e che custodisce anche importanti opere di Dante Ruffini.
La delegazione cremonese cura anche l’apertura di palazzo Silva (via Smancini) a Gera di Pizzighettone. Si tratta di una prestigiosa dimora nobiliare poco nota al pubblico e normalmente non accessibile. Durante le visite sarà possibile accedere eccezionalmente ad alcuni ambienti, come l’elegante sala da pranzo con sculture e arredi, la selleria e l’antico canile dei Bracchi Silva, ancora perfettamente conservati.
La delegazione cremasca cura invece l’apertura di palazzo Benzoni e dell’adiacente chiesa di Santa Maria Stella. Già nel XIII secolo la nobile famiglia Benzoni abitava a Crema nei dintorni del palazzo, la cui esistenza è documentata per la prima volta nel testamento di Nicolò Benzoni del XVI secolo. È nel 1627, per volontà del conte Roberto Benzoni, colonnello della Serenissima, che il palazzo viene rimaneggiato e ampliato fino ad assumere le forme attuali. Rimane residenza della famiglia Benzoni fino al 1795, quando è ereditato da Maurizio e Venceslao Frecavalli. Affittato per una quindicina d’anni, nel 1832 è venduto all’Ospedale degli Esposti e dei Mendicanti che lo occupa fino al 1929 apportando pesanti interventi agli ambienti. Acquistato nel 1949 dal Comune di Crema, il palazzo diventa sede del Tribunale fino a trasformarsi, dal 2002, in sede della Biblioteca Civica.
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