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LA VOCE DELLE DONNE

I destini femminili in quattro appuntamenti al Ponchielli

Prosa, danza e storia locale: in vista della giornata dell'8 marzo in teatro si racconta l'altra metà del cielo

Barbara Caffi

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bcaffi@laprovinciacr.it

26 Febbraio 2026 - 05:15

I destini femminili in quattro appuntamenti al Ponchielli

Una scena della pièce L'angelo del focolare (© MasiarPasquali - Piccolo Teatro di Milano)

CREMONA - Storie di donne, voci femminili, racconti per l’altra metà del cielo: avvicinandosi l’8 marzo - giornata internazionale della donna, che in Italia si celebra da dopo la caduta del fascismo, il Ponchielli propone quattro appuntamenti che intrecciano prosa e danza, attualità e vicende storiche locali. Il progetto Destini di donne propone al pubblico un viaggio in universi femminili diversi, in cui si delineano volti di donne consapevoli, vittime oppure in cerca di riscatto personale e sociale, ponendo una riflessione aperta sulla parità di genere, su una società ancora patriarcale, su diritti acquisiti e su quelli ancora lontani, su una realtà che, in diverse parti del mondo, è ancora di tragica disparità.

L'ANGELO DEL FOCOLARE
Il primo spettacolo, in scena al Ponchielli martedì prossimo alle 20.30, è L’angelo del focolare per la regia di Emma Dante. Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2026, la regista siciliana racconta l’atroce ritualità di un femminicidio. Uno dei tanti - sono state 97 le donne uccise in Italia lo scorso anno e a 85 di loro è stata tolta la vita in ambito familiare -, uno di quelli che scuotono le coscienze solo per qualche giorno e poi vengono dimenticati. L’angelo del focolare è un racconto amaro e visionario sul silenzio che circonda le vittime, sull’assurdità di una violenza ormai normalizzata, sull’impossibilità di spezzare un destino che si ripete all’infinito. In scena ci saranno David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo e Leonarda Saffi.

RITRATTI CREMONESI
Il secondo appuntamento di Destini incrociati è in programma sabato 7 marzo alle 17.45 nel ridotto del Ponchielli ed è nato dalla collaborazione tra il teatro, il Soroptimist e l’Archivio di Stato con la partecipazione della compagnia teatrale La Casta D guidata da Denise Valentino. L’incontro Ritratti di donne cremonesi dell’800 è a cura di Fabrizio Superti e delineerà quattro ritratti: quello di una nobile, di una prostituta, di una maestra d’asilo e di una giovane contadina. Le loro vite sono state riportate alla luce da Superti attraverso una minuziosa ricerca condotta negli atti del Tribunale di Cremona conservati all’Archivio di Stato. Gli originali monologhi scritti da Valentino e interpretati dalle attrici della compagnia La Casta D daranno vita alle quattro figure femminili e al complesso universo storico e sociale della Cremona ottocentesca.

ELEONORA DUSE
Sempre sabato 7 marzo alle 20.30 al Ponchielli andrà in scena la Compagnia Opus Ballet, interprete dello spettacolo di danza La Duse. Nessuna opera, coreografia di Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro, vincitrice del Premio Danza&Danza come Miglior Produzione italiana – Middle Scale, 2024. La coreografia è un vibrante omaggio a Eleonora Duse - recente soggetto anche del film di Pietro Marcello con Valeria Bruni Tedeschi -, alla sua genialità e creatività e alla sua visione del teatro e della donna, capace di sfidare le convenzioni del recitare per abbracciare un’emotività più profonda. Con la sua interpretazione improntata alla naturalezza, che ispirò anche Stanislavskij, e la scelta di testi moderni e spesso a lei contemporanei, Eleonora Duse mette in crisi i valori borghesi del suo tempo, affrontando tra i diversi temi quelli del denaro, della famiglia e del ruolo della donna. Musa e compagna di Gabriele D’Annunzio, amica di Sibilla Aleramo e Isadora Duncan, legata sentimentalmente ad Arrigo Boito, ammirata da Cechov, Duse ha attraversato il suo tempo e l’ha rivoluzionato. In scena danzeranno Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Matheus De Oliveira Alves, Ginevra Gioli, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Riccardo Papa, Lorenzo Terzo, Frederic Zoungla e Rebeca Zucchegni.

LA VOCE DI MINA
Scritto e interpretato da Tindaro Granata, Vorrei una voce concluderà infine domenica 8 marzo alle 20.30 Destini di donne. In programma al Ponchielli, lo spettacolo in forma di monologo è costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback ed è fortemente ispirato dal lungo lavoro che Tindaro ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Vorrei una voce è dedicato a coloro i quali hanno perso la capacità di farlo.

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