L'ANALISI
18 Febbraio 2026 - 05:00
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, San Francesco in meditazione (particolare)
CREMONA - C'era una volta un pozzo di San Guglielmo che pescava acqua melmosa dalla Cremonella per i tintori che avevano casa e bottega nella zona di San Guglielmo, dove oggi più o meno c'è via Platani e dove via Antica Porta Tintoria ricorda il vecchio borgo artigiano, chiamato allora di San Guglielmo. E c'erano due predicatori - Francesco d'Assisi e Domenico di Guzman - che in una notte del 1220 furono ospitati da quei bravi tintori. Francesco e Domenico non erano ancora santi, ma le loro preghiere furono efficaci e l'acqua del pozzo tornò a essere potabile. Nella storia di Cremona - o più verosimilmente nella leggenda - quello stesso pozzo, subito venerato - appare e scompare più volte.
Quella del pozzo di San Guglielmo è uno dei racconti che, dal primo marzo al 5 dicembre prossimi, costelleranno il calendario dell'associazione CrArT. In occasione dell'ottavo centenario della morte del Poverello, nasce infatti il progetto San Francesco e Cremona: storie da raccontare che permetterà di approfondire la figura del patrono d'Italia e dei suoi rapporti con la città. In programma non ci sono solo visite guidate, ma anche laboratori e attività per le famiglie, lezioni d'arte e tutto ciò che permetterà di conoscere meglio uno dei santi più amati, icona pop che piace anche a chi non crede. Il progetto ha il patrocinio della Diocesi. «Gli appuntamenti partiranno il primo marzo con una visita guidata alla scoperta della presenza di San Francesco a Cremona e termineranno a dicembre 2026 sempre con una visita guidata dedicata a Francesco e il presepe, del quale è stato importatore da oriente verso l'occidente» spiega CrArT. Il calendario delle attività prosegue sempre con percorsi in città dedicati all'approfondimento di come era Cremona all'epoca di San Francesco, il legame tra Omobono e Francesco grazie anche alla figura di papa Innocenzo III che ha canonizzato il cremonese e approvò per primo in forma orale la regola dell'ordine dell'assisiate, la scoperta delle opere provenienti dall'antica chiesa di San Francesco e ricollocate in città dopo la sua soppressione e infine si sconfinarà nella contemporaneità con la visita alla chiesa dedicata al santo nel quartiere Zaist. Non mancheranno incontri di approfondimento presso Il piccolo caffè Torriani, dove si terrà anche un laboratorio per bambini incentrato sul Cantico delle creature, e lezioni d'arte sulla figura di San Francesco. Nel periodo estivo gli appuntamenti di San Francesco e Cremona: storie da raccontare incroceranno il programma di appuntamenti delle usuali attività di CrArT Metti una sera d'estate e Nati sotto Saturno.

Già agli inizi del XIII secolo, quando Francesco era ancora vivo, Cremona aveva accolto delle piccole comunità francescane, inizialmente ospitate nelle case dei tintori. Non si allontanarono di molto nei decenni successivi, dividendosi tra la zona dell'attuale via Sant'Antonio del Fuoco e la porta San Luca. Poche decine di metri ed ecco l'ex chiesa di San Francesco (con annesso monastero), costruita sempre nel XIII secolo, e negli anni sempre rimaneggiata, allungata e allargata fino a superare la cattedrale e San Domenico.
Il massimo splendore la chiesa di San Francesco lo raggiunge a cavallo tra Cinquecento e Seicento, quando l'interno fu decorato con le opere dei maggiori artisti cremonesi dell'epoca. E non a caso uno degli appuntamenti CrArT è relativo alle opere provenienti dall'ex chiesa - attualmente oggetto dell'importante progetto di recupero Giovani in centro -, disperse per Cremona. Anche il convento francescano non scherzava, estendendosi nell'area tra le attuali vie Gioconda e Sant'Antonio del Fuoco. Con l'occupazione francese, la chiesa fu trasformata in granaio e gli Austriaci mantennero la nuova destinazione. Poi l'edificio fu inglobato nell'ospedale e tale restò fino all'inizio degli anni Settanta del Novecento. Ma i rapporti tra Francesco e Cremona non finiscono qui. Idealmente è forte il fil rouge che unisce Francesco e Omobono. Quasi coevi - li separano una trentina d'anni -, entrambi figli della borghesia mercantile, entrambi vissuti in un periodo vivacissimo per i cambiamenti sociali ed economici, furono accomunati anche dall'attenzione ai poveri e agli emarginati, a quelli che lo storico Bronislaw Geremek avrebbe definito la 'stirpe di Caino'. Il progetto, naturalmente, non dimentica una dimensione più vasta della figura di Francesco, pietra miliare non solo della storia della Chiesa. «Nacque al mondo un sole», disse di lui Dante nell'XI canto del Paradiso. A Francesco si deve il meraviglioso Cantico delle creature, che è preghiera e lode a Dio e, allo stesso tempo, capolavoro della letteratura universale. Così come Giotto, raffigurando la vita del santo di Assisi, tratteggiò l'alfabeto dell'arte occidentale come la conosciamo oggi. Che si abbia o no fede, come messer Frate Sole, Francesco «porta il giorno che ci illumina ed esso è bello e raggiante con grande splendore».
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