Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL RESTAURO

I reliquiari di Sant'Agata tornano a splendere

I preziosi manufatti della chiesa cittadina sono stati recuperati da Achille Saule, artigiano argentiere

Niccolò Poli

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

09 Febbraio 2026 - 05:05

I reliquiari di Sant'Agata tornano a splendere

A sinistra i due reliquiari di Sant’Agata e Santa Firmina. Poi Achille Saule, don Daniele Piazzi e Mariella Morandi

CREMONA - «Identità di una comunità e custodi di memoria di persone che hanno costruito la fede in Cristo». Non poteva trovare una definizione migliore don Daniele Piazzi, dell’Ufficio Liturgico della Diocesi, nel presentare i due importanti reliquiari di Sant’Agata e Santa Firmina, oggetto di un recente e importante restauro. L’intervento è stato presentato nel teatro parrocchiale della chiesa di corso Garibaldi davanti a un folto numero di persone.

«Non c’è da stupirsi che tante risorse economiche delle nostre comunità passate siano state impiegate nei secoli scorsi per la fattura di reliquiari», dice don Piazzi. «I resti hanno un valore di testimonianza, portano con sé la forza intercessoria della testimonianza». I reliquiari hanno anche la funzione di tenere viva e accesa la memoria del santo o del martire in questione: «Davanti a quel pezzo d’osso o a quel frammento di veste hanno pregato tantissime persone», aggiunge. «Non sono un pezzo di storia passata, ma un richiamo alla nostra identità».

A prendere parola è stato poi Achille Saule, l’artigiano argentiere che li ha restaurati: «Sono due opere meravigliose», dice. «Mentre li restauravo mi sono fermato più volte ad ammirarli. Prima di questo recupero presentavano però alcuni problemi. Entrambi si erano ossidati, visto che sono fatti per la quasi totalità in argento e ottone. Quello di Santa Firmina aveva anche qualche criticità a livello di struttura».

Mariella Morandi, storica dell’arte, si è soffermata sulle leggende e sulle tradizioni che stanno dietro a questi reliquiari: «Sono molto importanti per la storia della comunità di Sant’Agata», dice. «Queste due reliquie sono collocate sopra l’altare, mentre le altre sono collocate nel repositorio della chiesa». Le prime notizie di questi resti sacri risalgono a secoli fa: «Uno scritto di Domenico Bordigallo fa cenno della reliquia di Sant’Agata già nel ’500», continua. «Ma in realtà sarebbe stata qui in città da molti anni prima. Secondo la tradizione, sarebbe arrivata da Catania in epoca medievale o longobarda, periodo nel quale si attesta anche nell’Italia settentrionale il culto di questa santa». Qualche notizia in più l’abbiamo invece sul reliquiario di Santa Firmina, settecentesco come quello di Sant’Agata: «Sappiamo sia il committente (Giovanni Raimondi) sia l’artefice (Galeazza Cambi)», conclude. «Firmina è stata una martire sotto Diocleziano, ex imperatore romano dal 284 al 305 d.C.».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400