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#DIRITTODICRITICA: ‘Le emozioni che abbiamo vissuto’, la recensione

Nuovo appuntamento con l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli

La Provincia Redazione

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06 Febbraio 2026 - 10:47

#DIRITTODICRITICA: ‘Le emozioni che abbiamo vissuto’, la recensione

CREMONA - Torna l'appuntamento con #DIRITTODICRITICA, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Protagonista di questo appuntamento è ‘Le emozioni che abbiamo vissuto’, lo spettacolo in cui Walter Veltroni ha raccontato gli anni Sessanta, decennio che secondo molti ha rappresentato l’ultima grande promessa di un futuro migliore per il Paese.

RICCARDO BENEDINI - 5ª LICEO SCIENTIFICO
Un monologo alternato a momenti musicali concentrato sugli eventi salienti degli anni sessanta ‘Le emozioni che abbiamo vissuto’, di Walter Veltroni, con Gabriele Rossi al pianoforte, regia di Walter Veltroni e scene di Angelo Lodi.
Dal racconto della vita del padre di Veltroni ci si addentra nel mondo e nell’atmosfera degli anni Sessanta, riflettendo sulla cultura e sugli eventi di quest’epoca. L’assassinio di J.F. Kennedy, quello di Martin Luther King, il pontificato di Papa Giovanni XXIII sono pezzi di storia descritti in questa serata.
Scenografia semplice ma adatta agli anni descritti da Veltroni. Dai mobili in finto legno tipici di quel periodo, passando per il telefono fisso, all’immancabile televisione con il centrino in pizzo, le così dette «buone cose di cattivo gusto», per citare il poeta Gozzano. Oltre a questi elementi scenografici, le canzoni popolari dei Beatles e di cantautori italiani hanno sicuramente contribuito a far immergere il pubblico nell’atmosfera degli anni sessanta.
Ritmo abbastanza lento, ma non stancante grazie ai vari intervalli musicali con il pianoforte, a cura di Gabriele Rossi. Molto profonde le riflessioni di Veltroni, che però ha saputo alleggerirle adottando un tono leggero e a tratti ironico.
Molto apprezzati gli intervalli musicali a cura del giovanissimo Gabriele Rossi che ha saputo rendere canzoni famosissime di quegli anni in chiave pop o jazz, mantenendo la melodia ma cambiando sul momento il timbro e lo stile. Partendo da Bella Ciao, passando per le famosissime hit senza tempo degli anni sessanta, Rossi ha saputo rendere l’esibizione divertente e molto coinvolgente.
Pièce sicuramente apprezzata dal numeroso pubblico sia per i temi trattati sia per l’originale stile di rappresentazione intervallata da intermezzi musicali. La presenza di due uomini appartenenti a due generazioni diverse ha sicuramente contribuito a coinvolgere ed appassionare tutti gli spettatori, anche i più giovani.

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