L'ANALISI
17 Gennaio 2026 - 13:11
Il teatro Sociale di Soresina
CREMONA - Il teatro è cuore della comunità, lo è di fatto e di nome, lo è nella sua storia millenaria, lo è a livello teorico e pratico, locale e globale. Laddove un teatro muore s’inaridisce il senso di comunità, laddove risorge è la città che si ritrova insieme per riconoscersi nel luogo della rappresentazione, della favola, del sogno e dell’utopia. Tutto ciò è ravvisabile nella nascita dei teatri nelle piccole comunità e nel loro recupero, avvenuto nella maggior parte dei casi fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta del secolo scorso.
Questa è la storia del teatro del Sociale di Soresina che sabato 25 gennaio alle 18,30 festeggerà i 35 anni dell’apertura, avvenuta nel 1991 ad opera dell’amministrazione comunale, sulla scia di quanto era accaduto nel 1986 con il Ponchielli a Cremona e nel 1989 il Comunale di Casalmaggiore. Ripercorrere i 35 anni di attività del teatro vuol dire raccontare la storia di una comunità, tenerla viva, con questo obbiettivo agisce il progetto Officina Storica del Teatro Sociale, coordinato da Nicola Gregorat e Marta Licari insieme a Francesco Romanenghi, Giorgio Armelloni e Selamawit Bolzoni, che vuole valorizzare l’archivio del teatro, la sua memoria e che per l’occasione ha realizzato una raccolta di cartoline che mostrano i lavori di recupero e di restauro del teatro che vede le sue origini «nell’ottobre 1835 quando venne costituita la Società del teatro da 32 esponenti del ceto borghese – spiega Gregorat -. Negli anni successivi vennero acquistati edifici e terreni in Via Nuova e avviati i lavori per la costruzione del teatro sulla base del progetto dell’architetto Carlo Visioli. Grazie al lavoro del capomastro Giovanni Marca e del pittore Pietro Mariani il teatro fu ultimato nel 1840. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 7 ottobre con l’esecuzione dell’opera Lucia di Lammermoor».

Dalla sua apertura il teatro ebbe una programmazione regolare. «La struttura fu mantenuta in ottimo stato grazie a opere di sistemazione continue e di abbellimento: ad esempio vennero introdotti un nuovo velario, un nuovo lampadario, nuove poltrone per la platea, fu rifatto completamente il sottopalco con la creazione di camerini per i coristi e l’ampliamento del golfo mistico e furono ammodernati gli impianti idrico ed elettrico – continua Gregorat -. Nel corso della II Guerra Mondiale (1944 - 1947), Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano, furono trasferiti a causa della chiusura del Piermarini».
Dalla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso il teatro, come molte altre realtà, attraversa un lento declino: «A causa delle difficoltà economiche che colpirono l’intera nazione ma anche dell’avvento di nuove regole per la sicurezza e nuove tipologie di intrattenimento, la Società del Teatro cedette la maggioranza della proprietà (34/35) alla famiglia Pfau Mora di Milano che gestì il teatro come sala cinematografica ed eventi. A partire dal 1976 il Comune di Soresina, considerata la rilevanza storico-culturale del Teatro e visto lo stato di decadenza e abbandono in cui si trovava la struttura, avviò le procedure per l’acquisto».

«Procedette inoltre alla liquidazione della causa pendente di 1/35 con un Palchettista rimasto dalla Società del Teatro accordando – prosegue Gregorat -, nel 1987, la costruzione di una cappella al Cimitero. Gli interventi per il restauro completo del Teatro avviati nel 1978, si basarono sui rilievi dell’architetto Lorenzo Bocca e sul progetto dall’architetto Paolo Favole. Riguardarono il consolidamento strutturale delle parti danneggiate, il ripristino delle decorazioni, la rimodulazione degli spazi del foyer e l’adeguamento alla normativa antincendio. Terminati i lavori di restauro, il Teatro fu inaugurato il 21 gennaio 1991». L’avvio di una storia di spettacolo e racconto di una comunità che oggi celebra i suoi primi 35 anni di storia ininterrotta.

Ed è da qui da questa rinascita che il Sociale ritorna ad ospitare artisti di chiara fama, prima sotto la consulenza del teatro Ponchielli e della sovrintendente Angela Cauzzi con una gestione affidata sempre al Comune. Sulla stessa linea si pone la direzione di qualche anno di Alberto Branca, con l’apporto dell’appassionato assessore alla cultura Mario Pedrini: l’impostazione del cartellone si lega all’idea di eterogeneità dei linguaggi, intender offrire alla comunità soresinese la possibilità di avere sotto casa i grandi interpreti del teatro e della danza che caratterizza il clima vivace degli anni Novanta in cui anche i grandi nomi del cinema riscoprono il piacere dello spettacolo dal vivo. Giorgio Gaber, Elisabetta Pozzi, Maddalena Crippa, Giuliana De Sio, Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman, Philippe Daverio, ma anche Leo de Barardinis con un indimenticabile Totò principe di Danimarca, o ancora Carlo Cecchi con La donna del mare.

Tanti sono i nomi dello spettacolo, del cinema e della tv che hanno calcato il palcoscenico del Sociale. È con l’inizio degli anni 2000, in sintonia con quanto accade col passaggio della gestione dei teatri dai Comuni a fondazioni di diritto privato, anche il Sociale, almeno per quanto riguarda la gestione artistica, viene affidato a Bruno Tiberi dell’Agenzia Teatro del Viale che da 23 anni si occupa di allestire il cartellone soresinese nel segno della varietà della proposta e dei linguaggi. Al cartellone di SiFaSera si affiancano iniziative diverse, ospitalità, la compagnia OperazioneMusical di Nicola Gregorat propone le proprie produzioni fino ad assumere la gestione del teatro per i servizi da offrire alle compagnie e la gestione del personale.
Pur nel cambiare di forma gestionale, pur nella diversità della programmazione rimane comunque forte nella storia recente del Teatro Sociale di Soresina il forte legame territoriale, la voglia di essere una finestra aperta sul mondo dello spettacolo dal vivo a portata di mano, un punto di riferimento per un pubblico ce vuole ritrovarsi a teatro e sentirsi al tempo stesso a casa. Sabato 24 alle 18,30 si terrà la festa per l’anniversario dei 35 anni della riapertura del Sociale con i saluti istituzionali, visite guidate agli spazi del teatro, momento musicale di Soresina Music Moviment e aperitivo nel Ridotto.
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