L'ANALISI
12 Gennaio 2026 - 18:09
Luca Ward e il teatro Sociale di Soresina
SORESINA - Alcuni spettacoli hanno un esito più o meno felice in base ai teatri in cui sono ospitati. E non si tratta di variabili legate all’edificio in sé, ma al pubblico, alla ‘temperatura’ degli spettatori. È il direttore artistico che può misurare quella temperatura. Bruno Tiberi, della stagione SiFaSera, conosce il pubblico del Sociale e sa regalare alla platea lo spettacolo giusto, quello che trasforma il pomeriggio a teatro in una festa, nel piacere di stare insieme.
Questo è accaduto domenica con Il talento di essere tutti e nessuno di Luca Ward, un one man show in cui il doppiatore di Russell Crowe ha raccontato di sé, del nonno marinaio, dei genitori attori, dei suoi 62 anni di palcoscenico contro i 65 di età: «Il mio debutto è stato in fasce». In quasi due ore di monologo, Ward coinvolge il pubblico: gli spettatori si offrono volentieri, tutti, più o meno, con sogni o vocazioni sceniche.
Il clima è familiare. L’attore e doppiatore racconta dei musical, dell’imbarazzo della nudità in Full Monty o delle tutine da sfoggiare in Mamma Mia!. Racconta dei teleromanzi e soprattutto di quel mondo magico e in via d’estinzione del doppiaggio, fatto di vocalità e di relazioni fra attori. Il talento di essere tutti e nessuno non è solo un monologo, ma un dono che Luca Ward fa e si fa: il racconto di un consumato attore di teatro, cinema e televisione che sente il bisogno di condividere una vita passata a ‘far finta di essere un altro’, per trovare una propria morale ed etica di interprete.
Si esce dal Teatro Sociale leggeri e felici, come quando si incontra un amico che non si vede da anni e decide di metterti a parte di sé. A fare bella mostra sono il gladio e l’elmo di Massimo Decimo, e alla fine arriva la frase: «Al mio segnale, scatenate l’inferno!».
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