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AL PONCHIELLI

Lo scandalo non scalda gli animi

Prosa: la pièce di Cotroneo con Valle e Saurino penalizzata da un ritmo stanco e ripetitivo

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

09 Gennaio 2026 - 11:32

Lo scandalo non scalda gli animi

Anna Valle e Gianmarco Saurino in una scena di ‘Scandalo’ (© Manuela Giusto)

CREMONA - Nessuno scandalo – al di là del titolo della commedia di Ivan Cotroneo in scena mercoledì sera al Ponchielli –, per una fellatio mimata da Anna Valle mentre Gianmarco Saurino si cala i pantaloni, per lui in mutande, per il regalo delle sue terga alle signore in sala, per la bellezza elegante e un po’ fredda dell’ex Miss Italia che veste i panni di Laura. Lei è una scrittrice cinquantenne, vedova da poco, che si prende apparentemente una sbandata per Andrea. Lui è un belloccio chiamato poco prima di morire dal marito, scrittore di fama, per sistemare la libreria di casa.

Un pretesto, e su pretesti e luoghi comuni abbastanza condivisibili ma reiterati in maniera un poco ripetitiva si gioca la pièce di Cotroneo: una sorta di fiction televisiva portata in teatro per temperatura recitativa e natura ‘plasticosa’ dei suoi personaggi, funzionali a un’immediata digeribilità narrativa. Detto questo, le premesse tematiche erano buone: indagare il pregiudizio che lo psicologo John Dollard mette in relazione con la frustrazione, «per cui, quando l’aggressività che nasce da una frustrazione non può essere scaricata in modo diretto per qualche inibizione o impedimento interno o esterno, essa viene rivolta sotto forma di pregiudizio nei confronti di qualche obiettivo sostitutivo che è disponibile», come osserva Umberto Galimberti nell’Enciclopedia della Psicologia.

In questa direzione si possono leggere le reazioni al legame di Laura con il defunto marito, scrittore famoso e ventiquattro anni più vecchio di lei: un matrimonio che fece scandalo e alimentò l’idea della giovane aspirante scrittrice pronta a sedurre il celebre romanziere per ottenere favori e ricchezze. All’aprirsi del sipario quella storia è evocata dall’editrice di lei, Giulia (Orsetta De Rossi), spietata, buffa nel suo cinismo e un tempo innamorata del marito di Laura. Un senso di frustrazione accompagna anche il vicino di casa Roberto (Angelo Tanzi), imprenditore e aspirante scrittore, innamorato a sua volta di Laura, che si vede beffato dal giovane Andrea.

E la relazione della fascinosa scrittrice con il coatto toy boy ovviamente scatena la frustrazione di entrambi e il meccanismo pregiudiziale che vuole il giovane intento a circuire Laura per la sua ricchezza, complice la ragazza che vive in casa come cameriera (Matilde Pacella). In questo gioco Cotroneo dissemina segnali – le foto che Andrea scatta alla donna, una certa complicità emotiva – destinati a svelarsi nel colpo di teatro finale di un matrimonio fittizio che denuncia i pregiudizi dell’eletta compagnia di intellettuali, ma al tempo stesso – ed è la parte più originale del testo – si rivela essere una messinscena e il coronamento di un esperimento amoroso che Laura ha messo in atto per scrivere il suo nuovo romanzo, intitolato Scandalo.

A uscirne scornato è Andrea, che dimostra di essere veramente innamorato di Laura, nel segno di un declino del patriarcato e di un politicamente corretto che, dal punto di vista femminile, racconta di un machismo fisico non alieno da fragilità e romanticherie. Tutto questo accade sulla scena con una certa piattezza, con un ritmo stanco, anche laddove si vorrebbe suscitare la risata e cercare un po’ di leggerezza.

Anche l’agnizione finale è prolungata fino allo spasimo. Mercoledì sera si è avuta l’impressione che l’attenzione composta del pubblico all’azione e al racconto, narrato con voce fuori campo dalla protagonista, abbia raggelato tutto, come se gli attori avessero percepito la concentrazione della platea come freddezza, poi scioltasi negli applausi finali, ma troppo tardi per far lievitare la temperatura di uno spettacolo che intrattiene e nulla più. Certo, averlo programmato ha permesso al Ponchielli di conquistare un tutto esaurito, o quasi, che con i tempi che corrono non è cosa facile da ottenere.

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