L'ANALISI
05 Gennaio 2026 - 11:03
CREMONA - È il racconto fantastico per eccellenza del Natale, un classico di Dickens consegnato all'immaginario popolare e riletto decine e decine di volte in teatro, in tv e al cinema. Basterà ricordare, fra i tanti esempi, il cartoon della Disney o il film del 1988 S.O.S. Fantasmi con Bill Murray. Eppure Canto di Natale — titolo originale del racconto dello scrittore britannico — è forse una delle ultime narrazioni natalizie che ancora conserva un certo calore, in anni in cui il Natale commerciale più massificato e di plastica si fa sentire con sempre maggiore anticipo sul calendario.

‘Scrooge. Non è mai troppo tardi’ di PerpetuoMobileTeatro, andato in scena ieri pomeriggio al teatro Ponchielli, con Marco Cupellari, Brita Kleindienst, David Labanca sul palco, le musiche originali di Dario Miranda, le maschere di Sara Bocchini e Brita Kleindienst, il disegno luci di Raphael Vuilleumier - chiude nel migliore dei modi l’ultima finestra dedicata agli spettacoli delle festività. Pur rimanendo fedele alla storia originale, l’allestimento introduce elementi estetici e scelte stilistiche che regalano nuova linfa alla tradizionale narrazione. A partire dall’utilizzo di maschere, dalla quasi totale assenza di dialoghi — non fosse per i due narratori che sul palco introducono e svelano i passaggi chiave di una recitazione sostenuta solo dalla mimica, dalla musica e da tanta ironia — e dalla scenografia ridotta all'osso.

L’anziano e taccagno Scrooge, che detesta come ogni festività possa ostacolare le sue redditizie attività, torna in scena per essere ancora una volta tormentato dai tre spiriti del Natale passato, presente e futuro, e dal fantasma dell’ex socio: una traumatica e taumaturgica esperienza che, come tutti sanno, porterà il cuore di Scrooge ad aprirsi, con una metamorfosi verso il bene e la generosità utile a riscattare un'intera vita di avidità ed egoismo.

PerpetuoMobileTeatro fa centro dipingendo l’ennesima variante di un personaggio immaginario che senza dubbio possiamo definire archetipico (basti pensare che lo stesso Scrooge - un tipo «talmente avaro da rimproverare a Dio stesso il Natale e le altre feste, buone solo ad intralciare il commercio ed il guadagno», come ricordano le note di sala - è stato di ispirazione niente meno che al creatore di Paperon de’ Paperoni). Lo fa manipolando con sicurezza e intelligenza la materia più viva dell’immaginario pop contemporaneo e attribuendo a ogni dettaglio scenico un sapore autentico, artigianale e semplice. La platea, dove ovviamente sono i bambini a farla da padrone, apprezza e si fa sentire alla fine dello spettacolo.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris