L'ANALISI
04 Gennaio 2026 - 09:19
Giorgio Zanolini, coordinatore del Tavolo Permanente, e un ritratto di Amilcare Ponchielli
CREMONA - Il 16 gennaio di centoquarant’anni fa moriva Amilcare Ponchielli. Il compositore cremonese, forte di una carriera di ampio respiro, tra musica sacra, bandistica e lirica, se ne andava troppo presto, a soli 51 anni, dopo aver segnato la storia della musica italiana. Un segno visibile non solo con la sua produzione, ma anche col suo magistero: suoi allievi furono nientemeno che Puccini e Mascagni, i due più importanti nomi dell’opera italiana a cavallo del Novecento.
Abbastanza per rendersi conto che, forse, si dovrebbe tributare qualcosa in più al compositore di Paderno famoso per la sua Gioconda. Il 2026 potrebbe dunque essere il ‘suo’ anno. E se in città ancora latitano le sue opere liriche (in repertorio, c’è molto più di Gioconda, eseguita l’ultima volta al Ponchielli pochi anni fa), le iniziative per celebrarlo e riscoprirne l’incidenza sulla storia della musica non mancano. Oltre alla rassegna autunnale di Casa Ponchielli, organizzata dal Centro Studi guidato da Federica Zanello e Pietro Zappalà, negli ultimi due anni ha preso forma un ampio lavoro del Tavolo permanente delle Federazioni Bandistiche Italiane, coordinato dal cremonese Giorgio Zanolini.
Il progetto ha interessato il recupero, la trascrizione, la diffusione online e la promozione di moltissimi spartiti del repertorio bandistico di Ponchielli, riuscendo ad arrivare fino alla Banda dell’Esercito. Sarà dunque questo l’anno di Ponchielli, perché i suoi brani per banda — in particolare, la marcia ‘Democrazia’ — saranno eseguiti, insieme ad altre musiche del repertorio, in cinquanta concerti che si terranno fino al mese di marzo in tutta la Lombardia, per celebrare i Giochi Olimpici Invernali. Il Tavolo, infatti, è stato scelto per il coordinamento musicale dei Giochi della Cultura, nella prestigiosa cornice delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi Milano-Cortina.

Millecinquecento musicisti coinvolti per oltre cinquanta bande, in nove province lombarde, per un totale di cinquanta concerti bandistici gratuiti «a celebrare l’identità lombarda» spiega Zanolini. Ponchielli sarà infatti affiancato da altri giganti lombardi, quali Claudio Monteverdi e Gaetano Donizetti. Non sfigurerà tra cotanto senno. «Dai confini dell’impero, Mantova e Cremona — aggiunge Zanolini — fino alle valli bergamasche».
Il bando, rivolto alle realtà musicali lombarde e dunque incentrato sulla musica prodotta dai grandi maestri locali, è stato vinto da pochissime realtà territoriali. In questo caso, Cremona ha trionfato su Milano, esclusa dal bando. Il lavoro sulla produzione bandistica di Ponchielli, però, non può dirsi concluso.
Se Zanolini festeggia «più di centomila visualizzazioni e download dal sito ponchielli.org, con tanto interesse manifestato soprattutto dall’estero (in particolare, dagli Usa e dalla Lituania)», vi sono ancora tanti manoscritti da visionare e trascrivere, custoditi alla Biblioteca statale: un ambizioso progetto che impegnerà ancora a lungo il Tavolo, ma che darà i suoi frutti nella riscoperta costante della produzione del compositore cremonese. Intanto a Berna si prepara una conferenza mondiale sul Ponchielli bandistico, organizzata dall’associazione di ricerca per il repertorio bandistico IGEB.
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