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MADE IN CREMONA

Palù, il suo nuovo gioiello è un abbraccio alla musica

E' l’auditorium della Concert Hall di Stoccolma progettato dall’architetto cremonese dello studio «Arkpabi» con la consulenza acustica di Yasuhisa Toyota, già al suo fianco nella realizzazione dell’Auditorium Arvedi

Marco Bencivenga

Email:

mbencivenga@laprovinciacr.it

29 Maggio 2022 - 05:25

Palù, il suo nuovo gioiello è un abbraccio alla musica

Il nuovo auditorium di Stoccolma progettato dall’architetto Giorgio Palù

STOCCOLMA - Il fondale è cangiante, come i colori dell’aurora boreale. Le decorazioni richiamano gli ottoni dei fiati. La struttura portante è leggera, in legno e metallo.

Nelle intenzioni del progettista — l’architetto cremonese Giorgio Palù — il nuovo auditorium di Stoccolma rappresenta «un abbraccio alla musica e alle arti performative che si apre alla comunità con forme organiche e sinuose che evocano la metamorfosi della natura e del cielo, le onde del suono e dei corpi danzanti grazie a una potenza sensoriale, multidisciplinare e immersiva».

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 La struttura portante è leggera, in legno e metallo

INAUGURAZIONE IL 7 GIUGNO

Tutto questo martedì 7 giugno sarà ufficialmente inaugurato come «Queen Silvia Concert Hall», una straordinaria sala concerti dedicata all’ex hostess tedesca che il 19 giugno 1976 è diventata Regina di Svezia sposando il futuro Re Carlo XVI Gustavo.

L’allora erede al trono l’aveva conosciuta quattro anni prima, ma per celebrare il matrimonio fu costretto ad aspettare la morte del nonno Gustavo VI, contrario alle nozze con una «comune mortale», seppur brillante, bellissima e di buona famiglia.
Leggenda vuole che la storia di Silvia abbia ispirato «Dancing Queen», una delle più celebri canzoni degli Abba.

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Regina Silvia di Svezia e  re Carlo XVI Gustavo

E chissà che lo storico gruppo musicale svedese un giorno non gliela dedichi dal vivo proprio nella Concert Hall «Made in Cremona»: sarebbe la perfetta chiusura di un cerchio, anche se i quattro componenti della band originaria — ormai incanutiti e costretti a muoversi con il bastone — proprio l’altro ieri a Londra hanno confermato che al tempo non si comanda. A 40 anni dall’ultimo concerto reale, hanno affidato le loro canzoni a quattro avatar a grandezza naturale. Il pubblico è andato in visibilio e pure loro, sul palco, hanno applaudito i cloni digitali. Ma la realtà resta un’altra cosa.

giorgo palù

L'architetto cremonese Giorgio Palù, titolare dello studio Arkpabi

Giorgio Palù, titolare dello studio Arkpabi, ha realizzato il progetto della Concert Hall con la consulenza acustica dell’esperto giapponese Yasuhisa Toyota, già al suo fianco nella progettazione dell’Auditorium Giovanni Arvedi nel Museo del Violino di Cremona, meraviglia che nel 2016 è stata premiata con il Compasso d’oro Adi, il più antico e prestigioso premio mondiale del design.

La realizzazione dell’Auditorium svedese è stata finanziata da Ramsbury Invest AB, società immobiliare che fa capo a Stefan Persson, il figlio del fondatore di H&M, il colosso svedese dell’abbigliamento.

SOLO TRECENTO POSTI A SEDERE

Nel 2016 è stato proprio Persson — uno dei cento uomini più ricchi del mondo secondo Forbes, con un patrimonio personale di quasi venti miliardi di dollari — a scegliere Palù e Toyota per progettare la futura Queen Silvia Concert Hall, un gioiello da soli trecento posti a sedere, ma dotato delle più recenti tecnologie digitali.

«La sala — spiega Palù — sarà un incubatore della creatività, un centro di scambio musicale ed educativo senza barriere fisiche, con la possibilità di connettersi con una rete mondiale di artisti e organizzazioni di primo piano». Non solo: «Incanalando l’impareggiabile potere della musica, l’auditorium sarà una cassa di risonanza per un mondo interconnesso, a partire dalle due principali destinazioni». Da un lato sarà il naturale ampiamento dell’O/Modernt, un progetto polifunzionale che combina arti diverse, epoche storiche anche molto distanti e le tradizioni culturali di popoli differenti; dall’altro diventerà il centro educativo della Lilla Akademien, il conservatorio della città che comprende diverse discipline: la musica, naturalmente, ma anche la danza, le arti visive e perfino il gioco degli scacchi.

Come l’auditorium Arvedi di Cremona, la Queen Silvia Concert Hall punta a creare un dialogo fra i musicisti e il pubblico. «Uno scambio osmotico di energia ed emozioni capace di far vibrare l’intera struttura», lo definisce Palù, sottolineando l’importanza delle balconate sospese al soffitto e della luce nordica che arriva dall’alto per regalare la sensazione di trovarsi in un ambiente aperto, immersi nella natura circostante, fra le isole dell’arcipelago di Stoccolma, con l’acciaio specchiante a riflettere i colori di cielo, mare e acqua. Insomma, poesia pura, la più alta espressione dell’architettura.

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