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IL CENTENARIO

Tognazzi protagonista su Rai Storia nei racconti dei figli e di Pupi Avati

Mercoledì 23 alle 21,10 il grande attore sarà ricordato nella trasmissione “Storie della TV”: i film, gli sketch, il personaggio e il il gourmet ante litteram:

La Provincia Redazione

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22 Marzo 2022 - 10:16

Tognazzi protagonista su Rai Storia nei racconti dei figli e di Pupi Avati

Il grande attore cremonese Ugo Tognazzi

CREMONA - Uno dei più grandi attori italiani: nel centenario della nascita, Rai Cultura ricorda Ugo Tognazzi in “Storie della TV”, in onda mercoledì 23 marzo alle 21.10 su Rai Storia.

Da “Il Federale di Lizzani”, col quale esordì nel cinema “serio”, a “La Grande Abbuffata” di Ferreri, da “Amici miei” a “Il Vizietto”, è stato interprete di centocinquanta film, uno più bello dell'altro, e regista di cinque pellicole di grande pregio – da “Il mantenuto” a “I viaggiatori della sera”.

Ma Tognazzi - come racconta il documentario di Simona Fasulo con la consulenza dello storico della televisione Aldo Grasso - aveva esordito diciottenne nell'avanspettacolo e poi era stato uno dei primi – con Raimondo Vianello - a portare la comicità e la satira nel nuovo mezzo che era la televisione.

Il programma, del 1954, s'intitolava “Un due tre”, dalle tre telecamere con cui veniva girato – rigorosamente in diretta – e dal numero delle attrazioni internazionali – musicisti, ballerini, artisti – che venivano ospitate nel corso della trasmissione. Con gli autori Scarnicci e Tarabusi, i due comici avevano avuto un'idea geniale: fare la parodia del linguaggio televisivo appena varato. Un'idea vincente finché, nel 1959, il programma non incappa nella censura e “Un due tre” deve chiudere, dopo aver trasmesso dal piccolo schermo sketch indimenticabili che ancora oggi sono celebrati.

A raccontare quei momenti esaltanti c'è il regista di “Un due tre”, Vito Molinari, che ricorda come venivano ideati gli sketch, il clima goliardico da cui nascevano; c'è Donata Tarabusi che, ancora bambina, andava ad assistere negli studi della Rai di Milano al programma scritto da suo padre; e ci sono Nicola Fano, storico del teatro, che analizza il tipo di comicità di “Un due tre” e di Scarnicci e Tarabusi, confrontata con quella di Garinei e Giovannini, e c'è il critico cinematografico Mario Sesti che parla dell'uso del corpo fatto da Tognazzi in teatro, in televisione e poi nel cinema.

Ugo Tognazzi nell'immaginario degli italiani è soprattutto l'attore di cinema, il gourmet ante litteram, il tombeur de femmes, e per orientarsi tra il personaggio e l'uomo, il documentario ospita anche i racconti divertenti e a tratti commoventi di due dei suoi quattro figli - Gian Marco e Maria Sole – e di quelli del regista Pupi Avati, che fu sostenuto da Tognazzi quand'era un giovanotto senza arte né parte e ne divenne amico per sempre.

 

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