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CREMONA: MUSICA

Alla Reggia di Monza uno degli ultimi Stradivari suonato da Lena

Domenica 9 gennaio lo storico strumento suonato dalla violinista cremonese-giapponese Yokoyama

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

17 Dicembre 2021 - 13:43

Alla Reggia di Monza uno degli ultimi Stradivari suonato da Lena

CREMONA - Lo storico violino di Antonio Stradivari Lam ex Scotland University (1734), uno degli ultimi violini realizzati dal maestro, temporaneamente affidato al Museo del Violino di Cremona dalla Si-Yo Music Society Foundation Inc. e dalla famiglia di Sau-Wing Lam, farà sentire il suo suono voce domenica nel pomeriggio di 9 gennaio 2022 nel Salone delle Feste della Reggia di Monza. Lo strumento sarà suonato dalla solista Lena Yokoyama, che da anni collabora con il Museo del Violino e spesso si è esibita con i capolavori delle collezioni storiche, riscuotendo notevole successo internazionale.

MUSICA ELEMENTO ATTRATTIVO

È la prima volta, dopo la pandemia, che uno strumento storico di Stradivari torna a esibirsi in una sede diversa dal museo cremonese. «Abbiamo voluto fortemente questo appuntamento - ha detto Dario Allevi, sindaco di Monza e presidente del Consorzio Villa Reale e Parco - perché rientra perfettamente nei nostri obiettivi di valorizzazione del bene monumentale attraverso partenariati con altre realtà culturali ed artistiche. La musica è stata, fin dalla riapertura della Reggia, un forte elemento attrattivo capace come è di catalizzare emozioni ed interesse. Intendiamo proseguire in questa direzione valorizzando anche le grandi capacità delle Scuole di Alta Formazione coreutica e musicale».

«È un onore per la città di Cremona - ha osservato Gianluca Galimberti, sindaco e presidente della Fondazione Museo del Violino - poter collaborare con il Consorzio della Reggia e il Parco di Monza portando presso Villa Reale il suono straordinario di uno degli strumenti realizzati da Antonio Stradivari. Crediamo fermamente che l’arte della musica, così come il saper fare liutario tipico del nostro territorio, non debba essere custodito con gelosia all’interno di una comunità, ma anzi abbiamo il dovere di condividerlo con tutti». (ANSA)

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