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SPETTACOLI. DALL'8 AL 10 NOVEMBRE

«Carla», esce al cinema il film sulla Fracci

Per la regia di Emanuele Imbucci, con Alessandra Mastronardi nel ruolo dell'étoile. Andrà in onda anche il 5 dicembre su Rai1

La Provincia Redazione

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27 Ottobre 2021 - 16:54

«Carla», esce al cinema il film sulla Fracci

Carla Fracci

MILANO - Quando Alessandra Mastronardi le ha chiesto quale emozione dovesse trasmettere con la sua interpretazione, Carla Fracci ha risposto decisa: "La forza" ed è quello che traspare dal film "Carla", dedicato alla grande ballerina, che sarà al cinema dall'8 al 10 novembre e poi in prima serata su Rai 1 il 5 dicembre.

Gran parte del film - realizzato con la consulenza della stessa Fracci e del marito Beppe Menegatti - è stato girato nel teatro di cui la ballerina era l'étoile, alla Scala, che questa sera ne ospita l'anteprima cui sono attesi Roberto Bolle e Luciana Savignano.

carla fracci

Alessandra Mastronardi

LA STORIA DI CARLA. Non ha voluto fare commenti sul film "Carla", ma le sue poche parole hanno commosso tutti i presenti alla conferenza stampa di presentazione che si è svolta questa mattina al Teatro alla Scala di Milano: "Sono estremamente emozionato e sono felice soprattutto per Carla che oggi avrebbe pianto di gioia" ha detto Beppe Menegatti, il marito di Carla Fracci.

Liberamente ispirato all’autobiografia della Fracci "Passo dopo passo - La mia storia" (a cura di Enrico Rotelli) e realizzato con la consulenza della stessa étoile, di Menegatti e della loro collaboratrice storica Luisa Graziadei, il film ripercorre il percorso umano e professionale di quella che il New York Times definì nel 1981 "prima ballerina assoluta".

Il racconto, girato tra Roma, Orvieto e Milano (dove il Teatro alla Scala ha aperto per la prima volta le porte alla produzione di una fiction), parte dalla storia di Carla bambina nell’immediato dopoguerra, poi adolescente e giovane donna nella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta, e ne racconta l’ascesa al successo e la difficile scelta di diventare mamma in un momento cruciale della sua carriera.

Ci sono la direttrice del Teatro alla Scala che, quando Carla ha dieci anni, la vede troppo gracile per entrare alle selezioni del Teatro alla Scala; Ginevra Andegari, la bambina figlia della Milano bene che sembra un’amicizia impossibile per Carla che è figlia di un tramviere; l’incontro con Menegatti quando, scelta da Luchino Visconti, balla "Lo spettro della rosa" dopo l’esibizione di Maria Callas; il matrimonio con il suo Beppe e la scelta di avere un figlio che, all’epoca (e, purtroppo, spesso anche oggi), veniva considerata una croce sulla carriera; l’amicizia con Rudolf Nureyev, partner di ballo che nel 1970 le propone di riportare in scena alla Scala "Lo Schiaccianoci" di Cajkovskij quando mancano solo cinque giorni alla prima del balletto e Carla è ferma da oltre un anno per la nascita del figlio Francesco.

L'ATTRICE ALESSANDRA MASTRONARDI. Ad interpretare Carla Fracci è Alessandra Mastronardi: "E' stata un’emozione indescrivibile e un lavoro estremamente impegnativo anche solo nell’indossare le scarpette per me che vengo dall’atletica e dalla ginnastica artistica - dice l’attrice -. Ho fatto ore e ore di preparazione, inizialmente da sola e seguita su zoom da una coreografa che mi ha insegnato a stare dritta e a camminare. A casa non avevo una sbarra e così facevo gli esercizi di danza con un asse da stiro. Poi, quando siamo entrati in sala, tutti hanno avuto una grande pazienza con me che ero un piccolo caso umano. Ho vissuto in simbiosi con Susanna Salvi, la mia controfigura".

alessandra

La Mastronardi ricorda il primo incontro con la Fracci su Zoom: "Avevamo iniziato appena le riprese. Le chiesi che tipo di messaggio voleva uscisse dal film, su che cosa dovevo calcare, e lei mi rispose la forza e la serietà degli esercizi, della preparazione e dell’impegno".

Carla Fracci è andata anche alla Scala durante le riprese: "Noi ballavamo sul palco e lei era dietro le quinte, il contrario di quello che accade di solito. Quando ci siamo girati e l’abbiamo vista sul set è caduto un silenzio reverenziale. Poi, tra un ciak e l’altro, lei è andata vicino a un carrello dei macchinisti e ha iniziato a fare esercizi alla sbarra. Era più forte di lei!".

L'attrice sottolinea la necessità della disciplina e dell’impegno per chi sceglie la strada della danza classica: "Io non sono particolarmente incline alle regole ma mi rendo conto che sono necessarie, la disciplina che ti dà la danza è molto forte. Richiede una serietà di fondo e una forza fisica ma anche psicologica, è come se la danza diventasse un tutt'uno con la vita dei ballerini".

E’ proprio questo uno degli aspetti messi in luce dal film: "Noi siamo abituati a vedere Carla Fracci con un sorriso smagliante mentre balla ma non abbiamo mai visto le lacrime, le cadute, le ferite sui piedi. Speriamo che, vedendo questo film, tutti possano capire quanto i tendini le tirassero e quanto, invece, diventassero leggeri sul palco". L’unico rammarico in questa entusiasmante avventura, aggiunge l’attrice, "è che lei non sia riuscita a vedere il film. Non è un santino né un racconto patinato ma ci sono le emozioni vere e la modernità di Carla Fracci ad esempio nel rompere gli schemi che imprigionavano le donne".

carla fracci

Come, appunto, la scelta della maternità o, meglio, di non rinunciare ad essa per la danza: "Carla fu pioniera di una sferzata moderna. Purtroppo ancora oggi noi donne abbiamo questa spada di Damocle. Io non ho ancora avuto figli ma vedo la fatica che le mie amiche fanno per far combaciare il lavoro con una cosa naturale come la maternità".

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